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Ambiente e sicurezza, non solo per slogan!

News

E’ obbligatorio il manuale e registro autocontrollo legionella per la prevenzione ed il controllo delle legionellosi nelegionella-asllle strutture residenze anziani, turistico-ricettive e termali.

Per legionella si intende un batterio aerobio definito gram-negativo di cui si conoscono molte specie tra cui la più pericolosa è la Legionella pneumophila che può causare:

– Febbre di Pontiac, caratterizzata da una sintomatologia similinfluenzale che si risolve spontaneamente in 2-5 giorni;

– Polmonite da Legionella (altresì detta Legionellosi), che si manifesta con febbre alta, tosse non produttiva, mialgia, dolori toracici e addominali, difficoltà respiratoria e possibile interessamento di altri organi o apparati (renale, gastrointestinale, sistema nervoso centrale), la letalità media è del 10%;

– Forme extrapolmonari, molto rare, a diversa localizzazione d’organo.

Il batterio prolifera negli ambienti acquatici naturali, risalendo poi a quelli artificiali come le tubature e gli impianti idrici dei centri abitati (lavabi, docce, serbatoi, piscine, fontane) e gli impianti di condizionamento. Contrarre la legionellosi è, quindi, un rischio insito in diversi ambienti che, per questo motivo, necessitano di una corretta valutazione del rischio legionellosi e di misure preventive per impedire la proliferazione del batterio.

Le LINEE GUIDA REGIONALI (Emilia Romagna) PER LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI 06/2017 Protocollo n. PRC/08/12453 attribuiscono l’obbligo di procedere alla valutazione del rischio legato all’infezione da legionella con conseguente obbligo di elaborare il relativo documento ai fini dell’autocontrollo per le seguenti tipologie di attività:

  • strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali
  • strutture turistico recettive (alberghi, hotel, pensioni, campeggi, residence, agriturismi, bed&breakfast , soggiorni di vacanza, affittacamere, navi da crociera etc.)
  • strutture termali
  • strutture ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici, palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri benessere, etc.)
  • riunito odontoiatrico

Tale documento dovrà specificare:

  • la nomina di un responsabile per la gestione del rischio che comprenda la valorizzazione della politica di prevenzione e l’applicazione delle misure di controllo;
  • valutazione del rischio mediante un’attenta analisi delle condizioni di normale funzionamento dell’impianto idrosanitario al fine di individuarne i punti critici;
  • ispezione della struttura (mappa della rete idrica e rilevazione punti di condizionamento);
  • gestione dell’eventuale rischio rilevato derivante dall’impianto idrosanitario creando le misure correttive necessarie al ridurre al minimo il rischio evidenziato;
  • dovrà inoltre essere istituito il “Registro degli interventi”, cioè un documento riassuntivo degli interventi di manutenzione ordinari e straordinari sugli impianti idrici e di climatizzazione.

Dovranno essere eseguiti da laboratorio accreditato dei campionamenti all’anno per la ricerca ed il conteggio della legionella sui punti critici dell’impianto idrico e di climatizzazione identificati nel processo di valutazione dei rischi. Si dovrà procedere alla formazione ed informazione del personale coinvolto nel controllo e nella prevenzione della legionellosi.

La periodicità dell’analisi del rischio e la rielaborazione del Documento deve essere effettuata regolarmente, in base alla categoria di rischio e ogni volta che sia legittimo pensare che la situazione si sia modificata (ad esempio: ristrutturazioni, manutenzione straordinaria ecc.). L’analisi deve, comunque, essere rifatta ad ogni segnalazione di un possibile caso di legionellosi.

Per maggiori informazioni contattare

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Il Comitato di vigilanza e controllo ha determinato le quote di mercato attribuite a ciascun produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) per l’anno 2017 sulla base delle Comunicazioni AEE (MUD) presentate nel 2018; il relativo comunicato è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2018.

Sulla base delle quote di mercato viene definita la parte variabile della tariffa dovuta dai produttori che si somma alla parte fissa di 10 Euro.

Le imprese possono consultare la propria quota di mercato nella sezione “Quote e tariffe” dell’area riservata del sito http://www.registroaee.it/, accessibile con la firma digitale del legale rappresentante o di un soggetto precedentemente delegato.

Nello stesso sito sono indicati gli importi e le modalità di pagamento delle tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei RAEE. Alcune indicazioni sul versamento (Bonifico bancario, intestazione, causali) sono disponibili anche nel portale del Registro AEE, alla sezione News.

Il versamento delle tariffe, che può essere effettuato dal Consorzio per conto dei produttori di AEE o dai produttori autonomamente, scadrebbe, in base al DM 17/6/2016, il 30 settembre prossimo, ma il Comitato di Vigilanza informa che potranno essere versate, senza oneri di mora, entro il 31 ottobre 2018.

In caso di ritardato pagamento, la tariffa è maggiorata degli interessi nella misura del tasso legale vigente, con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza del termine.

Dal 1/1/2018 gli interessi legali sono quelli previsti dal Decreto del Ministero Economia e Finanze del 13 dicembre 2017 che li fissa allo 0,3 % in ragione d’anno, senza capitalizzazione. Il calcolo degli interessi è a carico del produttore o del sistema collettivo.

L’attestato di avvenuto versamento dell’importo (contabile bancaria) è trasmesso dal produttore, via telematica tramite l’area riservata del Registro nazionale dei produttori.

Fonte: portale Registro AEE (www.registroaee.it ), Sezione News

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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Il Responsabile Tecnico è la figura professionale sempre più importante per le imprese e le società attive ncontenitoririfiuti-e7548ec7ell’ambito dei gestione dei rifiuti.

Ricordiamo che la circolare n. 59 del 12 gennaio 2018 del Comitato Nazionale, ha introdotto alcune novità e fatto chiarezza su alcuni aspetti che meritavano una maggior definizione sul ruolo del Responsabile Tecnico.

Il nuovo regolamento dell’Albo Gestori Ambientali (Decreto Ministeriale 3 giugno 2014 numero 120) definisce meglio la figura del Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti (RTGR). Gli articoli 12 e 13 ne spiegano nel dettaglio i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione.

L’incarico di Responsabile Tecnico può essere ricoperto dal legale rappresentante/titolare dell’impresa, da un dipendente o da un soggetto esterno all’organizzazione.

Si tratta di un ruolo non riconducibile né all’istituto della delega di funzioni (delegato) né ad una figura di supporto all’imprenditore (come quella dell’RSPP): è una figura tipica della normativa rifiuti oggi vigente che non ha pari con altri soggetti aziendali.

Il suo compito è, a oggi, quello di svolgere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa e di vigilare sulla corretta applicazione della normativa di riferimento.

La presenza del Responsabile Tecnico in azienda è una delle condizioni necessarie a quest’ultima per essere iscritta regolarmente all’Albo Gestori Ambientali (articolo 10, comma 4, del Regolamento).

Quella del RTGR è quindi una figura determinante nelle imprese iscritte all’Albo: nel caso venisse a mancare l’azienda di turno rischierebbe un procedimento disciplinare diretto alla revoca dell’autorizzazione e alla sua cancellazione.

Il Responsabile Tecnico deve essere in possesso del requisito di “idoneità”, consistente nella dimostrazione della sua preparazione, mediante una verifica iniziale e successive verifiche quinquennali.

In particolare, il Responsabile Tecnico deve essere in possesso – oltre che dei requisiti professionali suddivisi per categoria e classe d’iscrizione – anche dei requisiti morali soggettivi (ex articolo 10, comma 2).

Il nuovo Regolamento (articolo 12, comma 4) prevede che i requisiti che devono essere dimostrati dal RTGR debbano consistere in:

– un idoneo titolo di studio;

– un’esperienza maturata nello specifico settore di attività per i quali è richiesta l’iscrizione;

– un’idoneità attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza periodica quinquennale, ripetuta con verifiche che garantiscano il necessario aggiornamento.

TECNA è in grado di fornire la figura del Responsabile Tecnico ed è a disposizione per la formulazione di un’offerta mirata sulle singole realtà aziendali.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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aee 2018Segnaliamo che sul portale del Registro AEE è stata pubblicata la seguente notizia: a partire dal 30 luglio fino al 2 agosto l’accesso al Registro Nazionale telematico sarà temporaneamente interrotto per consentire al gestore dell’infrastruttura telematica di operare la corretta assegnazione delle AEE nelle nuove tipologie contenute nell’Allegato IV del d.lgs. n. 49/2014 in previsione dell’entrata in vigore del campo aperto di applicazione prevista per il 15 agosto 2018.

Le modifiche, apportate all’ambito di applicazione riguardano il passaggio dalle attuali 10 categorie dell’Allegato I del D. Lgs. 49/2014 alle 6 nuove categorie dell’Allegato III, che includono due categorie “aperte” relative alle apparecchiature di grandi e piccole dimensioni.

Il Comitato di vigilanza e controllo RAEE ha disposto che, per i produttori e i sistemi collettivi iscritti, venga effettuata una transcodifica d’ufficio dei prodotti nelle nuove tipologie contenute nell’Allegato IV del d.lgs. n. 49/2014, sulla base della tabella approvata dal Comitato di vigilanza e controllo nella riunione del 19 luglio 2018 (consulta l’indicazione operativa del 27/7/2018 “AEE – Apertura del campo di applicazione del D. Lgs. 49/2014 – open Scope: tabella di transcodifica e nuovo Allegato IV del Comitato di Vigilanza”).

E’ quindi slittato il periodo di interruzione, che precedentemente era stato fissato per la settimana dal 16-20 luglio 2018 (consulta l’indicazione operativa del 22/6/2018 “AEE – tempistica per l’adeguamento del registro AEE all’apertura del campo di applicazione del D. Lgs. 49/2014”).

Alla riapertura del portale, prevista per il 2 agosto, i produttori potranno verificare se le tipologie attribuite in automatico sono effettivamente coerenti con le apparecchiature immesse sul mercato.

La riclassificazione avverrà secondo questi criteri:

– Nei casi in cui ad una tipologia “vecchia” corrisponde una tipologia “nuova”, la conversione sarà univoca: ad esempio da 1.17-apparecchiature per il condizionamento a 1.4-condizionatori, deumidificatori, pompe di calore

– Nel caso in cui il rapporto sia 1:n (ovvero ad una tipologia “vecchia” possono corrispondere più tipologie “nuove”), ai produttori verranno associate tutte le possibili tipologie corrispondenti: ad esempio i distributori automatici (tipologia 10.1) saranno riclassificati nei codici 1.3 – apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti freddi; 5.22 – piccoli apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti e 4.13 – grandi apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti e denaro.

– Infine si evidenzia che tre delle 6 nuove categorie fanno riferimento, ad “apparecchiature di grandi dimensioni (con almeno una dimensione esterna superiore a 50 cm)”, ad “apparecchiature di piccole dimensioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm)” ed a “piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm)”. Pertanto ad una vecchia apparecchiatura possono corrispondere, con la nuova classificazione, due nuove apparecchiature, distinte in relazione alle loro dimensioni: ad esempio la vecchia tipologia stampanti – 3.2.5 verrà riclassificata in 6.6 stampanti e 4.6 grandi stampanti.

Se il produttore immette sul mercato solo una di queste tipologie, dovrà cancellare le rimanenti con una pratica di variazione.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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L’Ispettorato nazionale del lavoro ha stabilito dal 1° luglio 2018 l’aumento dell’1,9% degli importi delle sanzioni amministrative per le violazioni inew__30.07.2018n materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro accertate successivamente a questa data. Nessun aumento è invece previsto per le violazioni accertate precedentemente.

L’Ispettorato precisa che non sono previsti arrotondamenti sull’ammontare finale dell’ammenda e della sanzione amministrativa che viene incrementata dell’1,9% e, pertanto, non va applicato alcun arrotondamento delle cifre risultanti dal calcolo.

Per esempio, il datore di lavoro che non effettua la valutazione dei rischi, oppure non nomina il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, in origine era punito con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro, dal 1° luglio, fermo restando l’entità dell’arresto, l’ammenda sarà da 2.792 a 7.147,67 euro.

Di seguito intendiamo ricordare i principali obblighi in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008

Le ditte individuali con presenza di lavoratori (compresi tirocinanti, stagisti, ecc.) e le società sono soggette a tutti gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo anche che particolari forme contrattuali come co.co.co, contratti di somministrazione e l’utilizzazione del lavoro accessorio es. voucher, possono far ricadere l’azienda nell’applicazione integrale della normativa.

Fanno eccezione le seguenti tipologie:

–      le imprese familiari

–      i lavoratori autonomi

–      i piccoli imprenditori artigiani senza dipendenti

–      i coltivatori diretti dei fondi ed i soci delle società semplici agricole

che sono soggette all’applicazione degli adempimenti dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08 di seguito elencate:

a)    utilizzare attrezzature di lavoro conformi

b)    munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli in modo conformi

c)     munirsi di apposita tessera di riconoscimento quando si svolgano attività in regime di appalto o subappalto

e non hanno l’obbligo ma la facoltà di:

a)    effettuare la Sorveglianza Sanitaria

b)    partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Il decreto 81/2008 obbliga il datore di lavoro ai seguenti adempimenti:

 a)    Istituzione del servizio di prevenzione e protezione aziendale (esterno o interno) e nomina del responsabile. L’incarico di responsabile del servizio può essere svolto direttamente dal datore di lavoro (autonomina) nelle aziende che hanno:

­          fino a trenta addetti (aziende artigiane e industriali senza rischi rilevanti)

­          fino a duecento addetti (aziende commerciali e di servizi).

b)    Predisporre la nomina (o autonomina) del responsabile del servizio e allegarla alla documentazione sulla sicurezza. Il responsabile del servizio prevenzione e protezione deve frequentare un corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

c)    Nomina del medico competente nelle lavorazioni in cui la normativa prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria.

Inoltre si ricorda:

– visita medica preventiva

– visita medica periodica
– visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

d)    Designazione degli addetti all’emergenza, cioè dei lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso (fra gli addetti incaricati può esservi lo stesso datore di lavoro). Il datore di lavoro ha l’obbligo di far partecipare gli addetti alla emergenza a corsi di formazione specifici.

e)    I lavoratori hanno il diritto di eleggere un loro rappresentante per la sicurezza (RLS Aziendale); il datore di lavoro ha l’obbligo di farlo partecipare ad un corso di formazione della durata di 32 ore. Il rappresentante deve essere consultato nei casi previsti dal decreto.

f)    Le aziende fino a 15 lavoratori possono anche avvalersi del rappresentante dei lavoratori territoriale (RLST).

g)    Nelle aziende che occupano più di 15 lavoratori il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare una riunione periodica di sicurezza, almeno annuale, con Medico competente, RSPP e RLS.

Nelle aziende che occupano fino a 15 lavoratori la riunione viene effettuata su richiesta del rappresentante dei lavoratori.

h)    Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda, contenente anche l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi, nonché un programma per il loro miglioramento. La valutazione dei rischi presenti in azienda comporta il controllo dei fattori di rischio quali ad esempio, luoghi di lavoro, impianti e attrezzature di lavoro, impianti elettrici, incendio/esplosione, agenti chimici (sostanze chimiche, tossiche o nocive), agenti fisici (rumore, vibrazioni, illuminazione, ecc.), agenti biologici (virus-batteri, ecc.), movimentazione manuale dei carichi, uso di videoterminali, Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), ecc.

i)     Gli esiti della valutazione dei rischi devono essere riportati in un documento, che deve avere data certa, da conservare in azienda ed esibire a richiesta degli Organi di vigilanza e ricordiamo che la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata: in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

j)     Un obbligo rilevante del datore di lavoro è costituito dalla formazione dei lavoratori sui rischi per la salute e la sicurezza e sulle misure di prevenzione e di protezione in base al livello di rischio attribuito all’azienda (Basso, Medio, Alto).

 Ricordiamo che anche in caso di inizio di nuova attività o modifica e/o ampliamento dell’attività esistente occorre:

– Verificare che i locali e le aree esterne collegate dispongano del certificato di destinazione d’uso (compatibilità urbanistica) e di agibilità;

– Chiedere il certificato di conformità degli impianti elettrico e di riscaldamento (D.M.37/2008), il libretto d’impianto termico (DPR 412/94), verifiche periodiche della messa a terra e degli impianti contro le scariche atmosferiche (DPR 462/01) effettuato con ente autorizzato dal Ministero delle Attività Produttive;

– Richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) se l’azienda rientra nell’elenco delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011); in ogni caso l’azienda si deve dotare di idonei mezzi di estinzione;

– In caso di costruzione, realizzazione, ampliamenti o ristrutturazioni di edifici o locali, ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori, presentare una notifica all’Organo di vigilanza ai sensi dell’articolo 67 del D.lgs. 81/08.

Ricordiamo che anche in caso di lavori in cantiere (D. Lgs. 81/2008 titolo IV):

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo (in presenza di due imprese) di nominare il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori il quale deve essere in possesso di specifici requisiti;

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo, prima dell’affidamento dei lavori, di verificare dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese o lavoratori autonomi coinvolti nei lavori;

– il coordinatore per la progettazione ha l’obbligo di redigere il PSC (piano di sicurezza e coordinamento), e il fascicolo tecnico contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;

– Il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo di redigere la notifica preliminare prima dell’inizio lavori;

– Le imprese esecutrici hanno l’obbligo di redigere il POS;

– Il datore di lavoro dell’impresa affidataria ha l’obbligo di:

– vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati

– vigilare sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del PSC

– coordinare gli interventi finalizzati all’attuazione delle misure generali di tutela

– verificare la congruenza dei POS delle imprese esecutrici rispetto al proprio.

I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Per ulteriori informazioni, contattare:

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eber 2018È stato costituito il Fondo Welfare contrattuale dell’artigianato destinato alle quote annuali versate dalle imprese per l’anno 2018.

Il Fondo è solidaristico e interviene nel limite e fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Sono ora disponibili gli accessi alla richiesta di contributi secondo il nuovo regolamento, con le seguenti caratteristiche.

  • DESTINATARI

Imprese Artigiane, che applicano i CCNL sottoscritti dalle Parti firmatarie dall’Accordo Interconfederale Regionale del 27/09/2017 e dell’integrazione del 09/11/2017, con dipendenti:

  • tempo indeterminato
  • determinato
  • apprendistato in forza

Le imprese e le loro maestranze devono essere in regola con il pagamento degli F24 delle quote già previste per EBNA e FSBA.

L’erogazione delle prestazioni avviene relativamente sui dipendenti in forza al momento dell’evento per cui si richiede l’intervento (90 gg prima dell’erogazione).

Le richieste devono avvenire:

  • per le imprese neo costituite dopo 90 gg dalla loro costituzione
  • per i lavoratori dopo 90 gg dalla loro assunzione

 

  • ESCLUSIONI

Le imprese artigiane:

  • Autotrasporto
  • Edilizia settori esclusi dall’Accordo Interconfederale Regionale del 27/09/2017
  • Meccanica Artigiana
  • Odontotecnici
  • Orafi-Argentieri, temporaneamente esclusi per la mancata adesione delle categorie sindacali all’Accordo Interconfederale Regionale

Con esclusione dei Lavoratori:

  • dirigenti,
  • lavoratori a domicilio
  • contratti a chiamata e collaboratori

 

  • TEMPI PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE

La Commissione Tecnica, autorizza entro 60 gg sulla accettabilità della domanda, e provvede alla erogazione e alla contabilizzazione le uscite.La presentazione delle richieste è ammessa solo per via telematica attraverso il portale ABACO e i tempi sono nei limiti dell’anno di emissione delle fatture al massimo fino al 28 febbraio 2019.

IW1-LINEE DI INVESTIMENTO PER LE IMPRESE

MIGLIORAMENTO AMBIENTI

LAVORATIVI

Interventi aggiuntivi alle prescrizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro e ambiente, quali ad esempio: contenimento rumorosità, adozione misure sicurezza sismica, contenimento emissioni in atmosfera. art. 31 a) FWC
   
MACCHINARI ED ATTREZZATURE Acquisto anche con leasing, di macchinari e/o attrezzature nuove per la produzione. art. 31 b) FWC
   
ALLESTIMENTO AUTOMEZZI Allestimento automezzi adibiti all’attività aziendale art. 31 c) FWC
   
RISTRUTTURAZIONE Ristrutturazione e rinnovo locali aziendali art. 31 d) FWC
 
CONTENIMENTO ENERGETICO Imprese che adottano misure di contenimento energetico, quali, per esempio, impianti di energia alternativa, impianti di illuminazione a basso consumo energetico a condizione che non ricevano altri contributi diretti. art. 31 e) FWC
 
INNOVAZIONE TECNOLOGICA Investimenti in software per la produzione, quali ad e esempio: programmi e applicativi dedicati alla produzione. art. 31 f) FWC
   

 

Ogni linea di investimento deve avere un impegno economico minimo di € 7.500
Allestimento automezzi e dell’innovazione tecnologica che è € 5.000
Per le imprese appartenenti ai settori: Acconciatura, Estetica, Pulizie. Gli investimenti relativi a macchinari ed attrezzature il limite minimo € 2.000
Il contributo è nella misura del 10% delle spese ammesse fino alla concorrenza data dal limite triennale*.
Sono ammesse richieste su più linee di investimento.

IW2 – QUALITÀ

QUALITÀ – MARCHIO CE – BREVETTI
  •  Certificazione di qualità
  • Procedure relative all’apposizione del Marchio CE
  • Deposito brevetti
  • art. 32 FWC
20% delle somme ammesse da € 2.500 fino a € 15.000 fino alla concorrenza data dal limite triennale*.

 

IW3 – FORMAZIONE

FORMAZIONE IMPRENDITORI Interventi a favore dei titolari di imprese artigiane, collaboratori famigliari e soci direttamente impegnati nelle attività aziendali.

art. 33 FWC

  • Percorsi formativi collettivi 30 ore a costo orario massimo € 40. Contributo massimo di € 1.200
  • Percorsi formativi individuali 15 ore a costo orario massimo € 80. Contributo massimo € 1.200
  • Seminari tecnici 30% del costo di partecipazione. Contributo massimo di € 1.200

*Il massimale triennale è fissato per dimensione aziendale calcolato nella media dipendenti degli ultimi 12 mesi. Le classi dimensionali sono:

 

Da 1 a 3 dipendenti Da 4 a 7 dipendenti Da 7 a 10 dipendenti Oltre 10 dipendenti
€ 1.200 € 2.000 € 3.000 € 5.000

 

Per informazioni :

Tel. 0521030551 | info@tecnaparma.it | Giulia Santini

 

 

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Riconoscere la situazione di emergenza, chiamare il 118 e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, agire con manovre che s130927-1638-cuore2ostituiscono le funzioni vitali interrotte (BLS: Basic Life Support ovvero supporto di base delle funzioni vitali ) e, se è disponibile un defibrillatore, tentare di ripristinare il battito cardiaco con la defibrillazione. Tutti possono imparare ad intervenire in caso di arresto cardiaco.

Tecna organizza il corso completo BLSD e il retraining in collaborazione con CRI di Parma. Ci proponiamo per diffondere le manovre di BLS e defibrillazione precoce tra la popolazione (personale non medico) , nel rispetto della normativa in vigore ( D.M. del 18 marzo 2011, Accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 e Linee Guida ERC 2015).

Gli obiettivi specifici della formazione sono la rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) in età adulta e pediatrica (in brevità FULL D) e la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Durata del corso: 5 ore corso completo da aggiornare ogni 24 mesi con il retraining di 3 ore.

Il DM del 18 marzo 2011, n. 120 definisce che tutto il personale sanitario non medico, nonche’ del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico (DAE), deve essere in possesso di idonea formazione validata e sistematicamente verificata.

Non vige l’obbligo per tutte le aziende di dotarsi del Defibrillatore semiautomatico (DAE), ma va valutata, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l’ opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture:

  1. luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria:
    strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;
  2. luoghi in cui si pratica attività sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico (DM 24 aprile 2013, art. 5 comma 3), attivita’ ricreativa ludica:
    auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;
  3. luoghi dove vi e’ presenza di elevati flussi di persone o attivita’ a rischio:
    grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
  4. luoghi che richiamano un’alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione:
    centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;
    strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;
    strutture di Enti pubblici: scuole, universita’, uffici;
    postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
    le farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.

Per informazioni relative ai corsi: tel. 0521.030551 – info@tecnaparma.it

 

GettyImages-857015434-7e3796e5CLIENTI FINALI NASCOSTI

Secondo la Delibera 276/2017/R/EEL del 12 aprile 2017 redatta dall’’AUTORITÀ PER

L’ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO, un cliente nascosto è un cliente

finale che non risulta connesso direttamente o indirettamente alla rete pubblica, né appartiene a sistemi di distribuzione chiusi (SDC) oppure a sistemi semplici di produzione e consumo (SSPC).

Cliente finale: è una persona fisica o giuridica che preleva l’energia elettrica, per la quota di

proprio uso finale, da una rete pubblica anche attraverso reti o linee private.

Il Cliente finale nascosto è principalmente un cliente finale che non risulta connesso direttamente o indirettamente alla rete pubblica.

La Delibera 894/2017/R/EEL del 21 dicembre 2017 redatta dall’’AUTORITÀ PER L’ENERGIA

ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO ha cambiato la definizione di unità di consumo ed ha spostato dal 28 febbraio 2018 al 30 giugno 2018 la data entro la quale i clienti finali nascosti devono auto dichiararsi per evitare penalità.

Le attività (private o società) “devono” richiedere la posa di un contatore al gestore di rete locale (E-Distribuzione, IREN, ect) entro il 30/06/2018 e pagheranno il conguaglio dovuto per mancato versamento oneri di sistema dal 01/01/2014 a al 30/06/2018.

Esempio di conguaglio:

Un utente in bassa tensione con potenza contrattuale da 20 kW, la componente fissa degli oneri generali di sistema è di circa 136 € all’anno (2017).

Un utente in media tensione con potenza contrattuale da 20 kW, la componente fissa degli oneri generali di sistema è di circa 207 € all’anno (2017).

In caso contrario, dovranno pagare il conguaglio maggiorato del 30% fino alla data in cui saranno individuati in base ai controlli.

Sono ritenuti clienti nascosti per esempio:

– gli utenti che hanno l’impianto elettrico della civile abitazione alimentato della fornitura di

energia elettrica dell’attività produttiva;

– gli utenti condominiali che hanno l’impianto elettrico dell’appartamento alimentato della

fornitura di energia elettrica condominiale.

Ricordiamo che la documentazione necessaria per valutare lo stato in essere è la seguente:

– Planimetria catastale;

– Visura catastale.

Per maggiori informazioni contattare:

TECNA srl

E-mail: info@tecnaparma.it

Telefono: 0521 030551

(Osservatorio dei Rifiuti Sovraregionale – applicativo web che consente la realizzazione di banche dati relative alla gestione dei rifiuti urbani e speciali della Regione Emilia Romagna).

Da diversi anni, la Regione Emilia Romagna ha introdotto un obbligo di comunicazione dei dati inerenti la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati tramite il portale web “ORSO”.

Con una Delibera dell’anno scorso, tale obbligo è stato esteso a tutti gli impianti di trattamento, indipendentemente dalla tipologia di rifiuti trattati. Sono esentati solo i produttori di rifiuti che effettuano lo stoccaggio dei propri rifiuti e che sono autorizzati ad effettuare, relativamente a tali rifiuti, operazioni di messa in riserva R13 o deposito preliminare D15.

Questi dati, comprensivi del file MUD relativo all’anno di riferimento, devono essere inviati entro il 31 maggio di ogni anno. L’accesso al portale https://orso.arpalombardia.it/ avviene tramite credenziali, per l’ottenimento delle quali le imprese interessate sono state contattate dalla Regione ed invitate a richiedere tali credenziali.

I soggetti a cui spetta la compilazione e relative scadenze e modalità secondo il DGR 1238/16

Scheda impianti
Compilazione: il titolare dell’impianto o il soggetto gestore
Convalida dati (con password): il titolare dell’impianto o il soggetto gestore, a conclusione dell’inserimento di tutti i dati, come attestazione di veridicità delle informazioni trasmesse
Dati richiesti: informazioni generali; rifiuti in ingresso; rifiuti in uscita; giacenze; file MUD; linee di processo; giorni funzionamento; recupero di materia; recupero di energia; ecc.
Scadenze: entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento dei dati per il consuntivo annuale; entro il 31 agosto per il primo semestre del medesimo anno
E’ possibile generare e stampare una reportistica completa di tutti i dati inseriti

Per maggiori informazioni:

TECNA srl

E-mail: info@tecnaparma.it

  1. 0521 030551