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Ambiente e sicurezza, non solo per slogan!

News

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Conai: richiesti i dati per la fatturazione elettronica GettyImages-911750738-56573f8f

Segnaliamo che, in attuazione delle norme riguardanti la fatturazione elettronica, al momento dell’invio delle dichiarazioni on-line vengono ora anche richiesti i dati per effettuare tale fatturazione. Occorre pertanto inserire il “codice destinatario”, ovvero il codice identificativo del canale informatico utilizzato per la ricezione delle fatture e/o (a discrezione dell’impresa), l’indirizzo di posta elettronica certificata (pec).

Fonte: www.conai.org

Polieco – modulo cartaceo per dichiarazione periodica 2018 – aggiornamento

Il Consorzio Polieco (Consorzio Nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene) ha pubblicato nel proprio portale web, nella Sezione Documenti, il modulo cartaceo aggiornato per la dichiarazione periodica ai fini del versamento del contributo Polieco, relativo al 2018.

Segnaliamo che con un recente aggiornamento, nel modulo occorre ora indicare anche i riferimenti necessari per la fatturazione elettronico: occorre pertanto indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata (pec) e/o (a discrezione dell’impresa) il cosiddetto “codice destinatario”, ovvero il codice identificativo del canale informatico utilizzato per la ricezione delle fatture.

Fonte: portale web Polieco, Sezione Documenti

 

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contenitoririfiuti-e7548ec7Pubblichiamo la versione sintetica della Guida al Contributo Ambientale, che serve a supportare le aziende negli adempimenti relativi all’adesione e alla gestione del Contributo ambientale.

Guida

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Il Comitato di vigilanza e controllo ha determinato le quote di mercato attribuite a ciascun produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) per l’anno 2017 sulla base delle Comunicazioni AEE (MUD) presentate nel 2018; il relativo comunicato è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2018.

Sulla base delle quote di mercato viene definita la parte variabile della tariffa dovuta dai produttori che si somma alla parte fissa di 10 Euro.

Le imprese possono consultare la propria quota di mercato nella sezione “Quote e tariffe” dell’area riservata del sito http://www.registroaee.it/, accessibile con la firma digitale del legale rappresentante o di un soggetto precedentemente delegato.

Nello stesso sito sono indicati gli importi e le modalità di pagamento delle tariffe per la copertura degli oneri derivanti dal sistema di gestione dei RAEE. Alcune indicazioni sul versamento (Bonifico bancario, intestazione, causali) sono disponibili anche nel portale del Registro AEE, alla sezione News.

Il versamento delle tariffe, che può essere effettuato dal Consorzio per conto dei produttori di AEE o dai produttori autonomamente, scadrebbe, in base al DM 17/6/2016, il 30 settembre prossimo, ma il Comitato di Vigilanza informa che potranno essere versate, senza oneri di mora, entro il 31 ottobre 2018.

In caso di ritardato pagamento, la tariffa è maggiorata degli interessi nella misura del tasso legale vigente, con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza del termine.

Dal 1/1/2018 gli interessi legali sono quelli previsti dal Decreto del Ministero Economia e Finanze del 13 dicembre 2017 che li fissa allo 0,3 % in ragione d’anno, senza capitalizzazione. Il calcolo degli interessi è a carico del produttore o del sistema collettivo.

L’attestato di avvenuto versamento dell’importo (contabile bancaria) è trasmesso dal produttore, via telematica tramite l’area riservata del Registro nazionale dei produttori.

Fonte: portale Registro AEE (www.registroaee.it ), Sezione News

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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Il Responsabile Tecnico è la figura professionale sempre più importante per le imprese e le società attive ncontenitoririfiuti-e7548ec7ell’ambito dei gestione dei rifiuti.

Ricordiamo che la circolare n. 59 del 12 gennaio 2018 del Comitato Nazionale, ha introdotto alcune novità e fatto chiarezza su alcuni aspetti che meritavano una maggior definizione sul ruolo del Responsabile Tecnico.

Il nuovo regolamento dell’Albo Gestori Ambientali (Decreto Ministeriale 3 giugno 2014 numero 120) definisce meglio la figura del Responsabile Tecnico Gestione Rifiuti (RTGR). Gli articoli 12 e 13 ne spiegano nel dettaglio i compiti, le responsabilità, i requisiti e la formazione.

L’incarico di Responsabile Tecnico può essere ricoperto dal legale rappresentante/titolare dell’impresa, da un dipendente o da un soggetto esterno all’organizzazione.

Si tratta di un ruolo non riconducibile né all’istituto della delega di funzioni (delegato) né ad una figura di supporto all’imprenditore (come quella dell’RSPP): è una figura tipica della normativa rifiuti oggi vigente che non ha pari con altri soggetti aziendali.

Il suo compito è, a oggi, quello di svolgere azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa e di vigilare sulla corretta applicazione della normativa di riferimento.

La presenza del Responsabile Tecnico in azienda è una delle condizioni necessarie a quest’ultima per essere iscritta regolarmente all’Albo Gestori Ambientali (articolo 10, comma 4, del Regolamento).

Quella del RTGR è quindi una figura determinante nelle imprese iscritte all’Albo: nel caso venisse a mancare l’azienda di turno rischierebbe un procedimento disciplinare diretto alla revoca dell’autorizzazione e alla sua cancellazione.

Il Responsabile Tecnico deve essere in possesso del requisito di “idoneità”, consistente nella dimostrazione della sua preparazione, mediante una verifica iniziale e successive verifiche quinquennali.

In particolare, il Responsabile Tecnico deve essere in possesso – oltre che dei requisiti professionali suddivisi per categoria e classe d’iscrizione – anche dei requisiti morali soggettivi (ex articolo 10, comma 2).

Il nuovo Regolamento (articolo 12, comma 4) prevede che i requisiti che devono essere dimostrati dal RTGR debbano consistere in:

– un idoneo titolo di studio;

– un’esperienza maturata nello specifico settore di attività per i quali è richiesta l’iscrizione;

– un’idoneità attestata mediante una verifica iniziale della preparazione del soggetto e, con cadenza periodica quinquennale, ripetuta con verifiche che garantiscano il necessario aggiornamento.

TECNA è in grado di fornire la figura del Responsabile Tecnico ed è a disposizione per la formulazione di un’offerta mirata sulle singole realtà aziendali.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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aee 2018Segnaliamo che sul portale del Registro AEE è stata pubblicata la seguente notizia: a partire dal 30 luglio fino al 2 agosto l’accesso al Registro Nazionale telematico sarà temporaneamente interrotto per consentire al gestore dell’infrastruttura telematica di operare la corretta assegnazione delle AEE nelle nuove tipologie contenute nell’Allegato IV del d.lgs. n. 49/2014 in previsione dell’entrata in vigore del campo aperto di applicazione prevista per il 15 agosto 2018.

Le modifiche, apportate all’ambito di applicazione riguardano il passaggio dalle attuali 10 categorie dell’Allegato I del D. Lgs. 49/2014 alle 6 nuove categorie dell’Allegato III, che includono due categorie “aperte” relative alle apparecchiature di grandi e piccole dimensioni.

Il Comitato di vigilanza e controllo RAEE ha disposto che, per i produttori e i sistemi collettivi iscritti, venga effettuata una transcodifica d’ufficio dei prodotti nelle nuove tipologie contenute nell’Allegato IV del d.lgs. n. 49/2014, sulla base della tabella approvata dal Comitato di vigilanza e controllo nella riunione del 19 luglio 2018 (consulta l’indicazione operativa del 27/7/2018 “AEE – Apertura del campo di applicazione del D. Lgs. 49/2014 – open Scope: tabella di transcodifica e nuovo Allegato IV del Comitato di Vigilanza”).

E’ quindi slittato il periodo di interruzione, che precedentemente era stato fissato per la settimana dal 16-20 luglio 2018 (consulta l’indicazione operativa del 22/6/2018 “AEE – tempistica per l’adeguamento del registro AEE all’apertura del campo di applicazione del D. Lgs. 49/2014”).

Alla riapertura del portale, prevista per il 2 agosto, i produttori potranno verificare se le tipologie attribuite in automatico sono effettivamente coerenti con le apparecchiature immesse sul mercato.

La riclassificazione avverrà secondo questi criteri:

– Nei casi in cui ad una tipologia “vecchia” corrisponde una tipologia “nuova”, la conversione sarà univoca: ad esempio da 1.17-apparecchiature per il condizionamento a 1.4-condizionatori, deumidificatori, pompe di calore

– Nel caso in cui il rapporto sia 1:n (ovvero ad una tipologia “vecchia” possono corrispondere più tipologie “nuove”), ai produttori verranno associate tutte le possibili tipologie corrispondenti: ad esempio i distributori automatici (tipologia 10.1) saranno riclassificati nei codici 1.3 – apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti freddi; 5.22 – piccoli apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti e 4.13 – grandi apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti e denaro.

– Infine si evidenzia che tre delle 6 nuove categorie fanno riferimento, ad “apparecchiature di grandi dimensioni (con almeno una dimensione esterna superiore a 50 cm)”, ad “apparecchiature di piccole dimensioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm)” ed a “piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm)”. Pertanto ad una vecchia apparecchiatura possono corrispondere, con la nuova classificazione, due nuove apparecchiature, distinte in relazione alle loro dimensioni: ad esempio la vecchia tipologia stampanti – 3.2.5 verrà riclassificata in 6.6 stampanti e 4.6 grandi stampanti.

Se il produttore immette sul mercato solo una di queste tipologie, dovrà cancellare le rimanenti con una pratica di variazione.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi chiarimento.

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eber 2018È stato costituito il Fondo Welfare contrattuale dell’artigianato destinato alle quote annuali versate dalle imprese per l’anno 2018.

Il Fondo è solidaristico e interviene nel limite e fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Sono ora disponibili gli accessi alla richiesta di contributi secondo il nuovo regolamento, con le seguenti caratteristiche.

  • DESTINATARI

Imprese Artigiane, che applicano i CCNL sottoscritti dalle Parti firmatarie dall’Accordo Interconfederale Regionale del 27/09/2017 e dell’integrazione del 09/11/2017, con dipendenti:

  • tempo indeterminato
  • determinato
  • apprendistato in forza

Le imprese e le loro maestranze devono essere in regola con il pagamento degli F24 delle quote già previste per EBNA e FSBA.

L’erogazione delle prestazioni avviene relativamente sui dipendenti in forza al momento dell’evento per cui si richiede l’intervento (90 gg prima dell’erogazione).

Le richieste devono avvenire:

  • per le imprese neo costituite dopo 90 gg dalla loro costituzione
  • per i lavoratori dopo 90 gg dalla loro assunzione

 

  • ESCLUSIONI

Le imprese artigiane:

  • Autotrasporto
  • Edilizia settori esclusi dall’Accordo Interconfederale Regionale del 27/09/2017
  • Meccanica Artigiana
  • Odontotecnici
  • Orafi-Argentieri, temporaneamente esclusi per la mancata adesione delle categorie sindacali all’Accordo Interconfederale Regionale

Con esclusione dei Lavoratori:

  • dirigenti,
  • lavoratori a domicilio
  • contratti a chiamata e collaboratori

 

  • TEMPI PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE

La Commissione Tecnica, autorizza entro 60 gg sulla accettabilità della domanda, e provvede alla erogazione e alla contabilizzazione le uscite.La presentazione delle richieste è ammessa solo per via telematica attraverso il portale ABACO e i tempi sono nei limiti dell’anno di emissione delle fatture al massimo fino al 28 febbraio 2019.

IW1-LINEE DI INVESTIMENTO PER LE IMPRESE

MIGLIORAMENTO AMBIENTI

LAVORATIVI

Interventi aggiuntivi alle prescrizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro e ambiente, quali ad esempio: contenimento rumorosità, adozione misure sicurezza sismica, contenimento emissioni in atmosfera. art. 31 a) FWC
   
MACCHINARI ED ATTREZZATURE Acquisto anche con leasing, di macchinari e/o attrezzature nuove per la produzione. art. 31 b) FWC
   
ALLESTIMENTO AUTOMEZZI Allestimento automezzi adibiti all’attività aziendale art. 31 c) FWC
   
RISTRUTTURAZIONE Ristrutturazione e rinnovo locali aziendali art. 31 d) FWC
 
CONTENIMENTO ENERGETICO Imprese che adottano misure di contenimento energetico, quali, per esempio, impianti di energia alternativa, impianti di illuminazione a basso consumo energetico a condizione che non ricevano altri contributi diretti. art. 31 e) FWC
 
INNOVAZIONE TECNOLOGICA Investimenti in software per la produzione, quali ad e esempio: programmi e applicativi dedicati alla produzione. art. 31 f) FWC
   

 

Ogni linea di investimento deve avere un impegno economico minimo di € 7.500
Allestimento automezzi e dell’innovazione tecnologica che è € 5.000
Per le imprese appartenenti ai settori: Acconciatura, Estetica, Pulizie. Gli investimenti relativi a macchinari ed attrezzature il limite minimo € 2.000
Il contributo è nella misura del 10% delle spese ammesse fino alla concorrenza data dal limite triennale*.
Sono ammesse richieste su più linee di investimento.

IW2 – QUALITÀ

QUALITÀ – MARCHIO CE – BREVETTI
  •  Certificazione di qualità
  • Procedure relative all’apposizione del Marchio CE
  • Deposito brevetti
  • art. 32 FWC
20% delle somme ammesse da € 2.500 fino a € 15.000 fino alla concorrenza data dal limite triennale*.

 

IW3 – FORMAZIONE

FORMAZIONE IMPRENDITORI Interventi a favore dei titolari di imprese artigiane, collaboratori famigliari e soci direttamente impegnati nelle attività aziendali.

art. 33 FWC

  • Percorsi formativi collettivi 30 ore a costo orario massimo € 40. Contributo massimo di € 1.200
  • Percorsi formativi individuali 15 ore a costo orario massimo € 80. Contributo massimo € 1.200
  • Seminari tecnici 30% del costo di partecipazione. Contributo massimo di € 1.200

*Il massimale triennale è fissato per dimensione aziendale calcolato nella media dipendenti degli ultimi 12 mesi. Le classi dimensionali sono:

 

Da 1 a 3 dipendenti Da 4 a 7 dipendenti Da 7 a 10 dipendenti Oltre 10 dipendenti
€ 1.200 € 2.000 € 3.000 € 5.000

 

Per informazioni :

Tel. 0521030551 | info@tecnaparma.it | Giulia Santini

 

 

GettyImages-857015434-7e3796e5CLIENTI FINALI NASCOSTI

Secondo la Delibera 276/2017/R/EEL del 12 aprile 2017 redatta dall’’AUTORITÀ PER

L’ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO, un cliente nascosto è un cliente

finale che non risulta connesso direttamente o indirettamente alla rete pubblica, né appartiene a sistemi di distribuzione chiusi (SDC) oppure a sistemi semplici di produzione e consumo (SSPC).

Cliente finale: è una persona fisica o giuridica che preleva l’energia elettrica, per la quota di

proprio uso finale, da una rete pubblica anche attraverso reti o linee private.

Il Cliente finale nascosto è principalmente un cliente finale che non risulta connesso direttamente o indirettamente alla rete pubblica.

La Delibera 894/2017/R/EEL del 21 dicembre 2017 redatta dall’’AUTORITÀ PER L’ENERGIA

ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO ha cambiato la definizione di unità di consumo ed ha spostato dal 28 febbraio 2018 al 30 giugno 2018 la data entro la quale i clienti finali nascosti devono auto dichiararsi per evitare penalità.

Le attività (private o società) “devono” richiedere la posa di un contatore al gestore di rete locale (E-Distribuzione, IREN, ect) entro il 30/06/2018 e pagheranno il conguaglio dovuto per mancato versamento oneri di sistema dal 01/01/2014 a al 30/06/2018.

Esempio di conguaglio:

Un utente in bassa tensione con potenza contrattuale da 20 kW, la componente fissa degli oneri generali di sistema è di circa 136 € all’anno (2017).

Un utente in media tensione con potenza contrattuale da 20 kW, la componente fissa degli oneri generali di sistema è di circa 207 € all’anno (2017).

In caso contrario, dovranno pagare il conguaglio maggiorato del 30% fino alla data in cui saranno individuati in base ai controlli.

Sono ritenuti clienti nascosti per esempio:

– gli utenti che hanno l’impianto elettrico della civile abitazione alimentato della fornitura di

energia elettrica dell’attività produttiva;

– gli utenti condominiali che hanno l’impianto elettrico dell’appartamento alimentato della

fornitura di energia elettrica condominiale.

Ricordiamo che la documentazione necessaria per valutare lo stato in essere è la seguente:

– Planimetria catastale;

– Visura catastale.

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(Osservatorio dei Rifiuti Sovraregionale – applicativo web che consente la realizzazione di banche dati relative alla gestione dei rifiuti urbani e speciali della Regione Emilia Romagna).

Da diversi anni, la Regione Emilia Romagna ha introdotto un obbligo di comunicazione dei dati inerenti la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati tramite il portale web “ORSO”.

Con una Delibera dell’anno scorso, tale obbligo è stato esteso a tutti gli impianti di trattamento, indipendentemente dalla tipologia di rifiuti trattati. Sono esentati solo i produttori di rifiuti che effettuano lo stoccaggio dei propri rifiuti e che sono autorizzati ad effettuare, relativamente a tali rifiuti, operazioni di messa in riserva R13 o deposito preliminare D15.

Questi dati, comprensivi del file MUD relativo all’anno di riferimento, devono essere inviati entro il 31 maggio di ogni anno. L’accesso al portale https://orso.arpalombardia.it/ avviene tramite credenziali, per l’ottenimento delle quali le imprese interessate sono state contattate dalla Regione ed invitate a richiedere tali credenziali.

I soggetti a cui spetta la compilazione e relative scadenze e modalità secondo il DGR 1238/16

Scheda impianti
Compilazione: il titolare dell’impianto o il soggetto gestore
Convalida dati (con password): il titolare dell’impianto o il soggetto gestore, a conclusione dell’inserimento di tutti i dati, come attestazione di veridicità delle informazioni trasmesse
Dati richiesti: informazioni generali; rifiuti in ingresso; rifiuti in uscita; giacenze; file MUD; linee di processo; giorni funzionamento; recupero di materia; recupero di energia; ecc.
Scadenze: entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento dei dati per il consuntivo annuale; entro il 31 agosto per il primo semestre del medesimo anno
E’ possibile generare e stampare una reportistica completa di tutti i dati inseriti

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  1. 0521 030551

Entro il 31 maggio di ogni anno gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore e dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg (6 kg per i sistemi ermeticamente sigillati ed etichettati come tali) o più di gas fluorurati devono presentare al Ministero dell’Ambiente una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all’anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto. L’invio della dichiarazione deve essere fatto per via telematica accedendo al sito www.fgas.it.

Si ricorda che gli stessi operatori devono tenere un apposito registro, rispettivamente il “Registro dell’Apparecchiatura” e il “Registro del Sistema”. In questi registri, gli operatori riportano le informazioni previste dai modelli pubblicati sul sito web del Ministero dell’Ambiente e reperibili sul sito www.fgas.it nell’area modulistica.

Il prossimo 31 maggio 2018 scade quindi il termine per l’invio della dichiarazione (o denuncia) annuale gas fluorurati articolo 16, comma 1, del D.P.R. n. 43/2012.

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APPROFONDIMENTI

Chi è l’operatore?

L’articolo 2 del DPR n. 43/2012 definisce l’operatore come “proprietario dell’apparecchiatura o dell’impianto, qualora non abbia delegato ad una terza persona l’effettivo controllo sul funzionamento tecnico degli stessi”.

Quali sono gli impianti?

Più in particolare si tratta di impianti con le seguenti applicazioni:

  • refrigerazione (cioè raffreddamento di spazi di immagazzinamento o prodotti al di sotto della temperatura ambiente; sono inclusi anche gli scambiatori di calore industriali);
  • condizionamento dell’aria (raffreddare e/o controllare la temperatura dell’aria in ambienti confinati mantenendola ad un determinato livello)
  • pompe di calore (estraggono energia dall’ambiente o da una fonte di calore di scarto per fornire calore utile, tipicamente sono apparecchiature ermeticamente sigillate)
  • sistemi di protezione antincendio (installati in risposta ad un rischio di incendio specifico in uno spazio definito)
  • Per rientrare nell’obbligo ciascuna apparecchiatura o sistema appartenente ad una delle citate tipologie deve contenere una carica circolante di 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra.

Che cosa fare?

VERIFICARE SE SONO PRESENTI IMPIANTI SOGGETTI

Gli aspetti da verificare sono: tipo di gas e relativa quantità.

Entrambi possono essere rintracciati all’interno di:

–       libretto d’uso e manutenzione;

–       targa presente sull’impianto.

VERIFICA LIBRETTO DI IMPIANTO E CONTROLLO FUGHE

Ogni impianto soggetto al campo di applicazione deve essere dotato di relativo libretto contenente i dati di impianto, i controlli fughe da effettuare periodicamente (DPR 147/2006), le eventuali operazioni effettuate di interventi di recupero/eliminazione di gas, ecc.

DICHIARAZIONE ANNUALE

Entro il 31 maggio di ogni anno è da presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per il tramite dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) una dichiarazione contenente le seguenti informazioni riferite all’anno precedente:

Dati identificativi (operatore, persona di riferimento, sede di installazione);

Il numero e la tipologia di apparecchiature presenti ed anche le informazioni di dettaglio (tipo di sostanza, carica circolante, quantità aggiunta nell’anno di riferimento, quantità recuperata/eliminata nell’anno di riferimento; motivo dell’intervento).