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News

Sul sito Pneumatici Fuori Uso sono stati pubblicati i nuovi valori del contributo PFU per ogni tipologia di veicoli, validi per l’anno 2021 relativi alla gestione dei pneumatici (PFU) derivanti da demolizione di veicoli.

I contributi ambientali sono stati individuati dal Comitato di gestione degli PFU e comunicati al Ministero dell’Ambiente in conformità con le disposizioni dell’art. 9 del D.M. 182/2019 ed entreranno in vigore dall’11 gennaio 2021 (il 15° giorno dalla pubblicazione sul sito), in analogia con la procedura adottata dall’Autorità Competente presso il Ministero dell’Ambiente in vigenza del precedente DM 82/2011.

Ricordiamo che a partire da tale data, i rivenditori di veicoli dovranno riscuotere il contributo PFU sulla base dei nuovi valori presenti nella tabella in allegato.

 

Fonte: www.pneumaticifuoriuso.it

1. Esposizione semplificata in fattura del Contributo Ambientale CONAI su “imballaggi di piccole dimensioni” etichette, accessori per confezionamento camicie, capsule, ecc.. (Delibera CdA CONAI del 26 novembre 2020)

Secondo le regole generali consortili, il Contributo Ambientale CONAI (di seguito CAC) viene applicato in fattura in base al peso degli imballaggi oggetto della cosiddetta “prima cessione”* effettuata dai produttori o dai commercianti di imballaggi vuoti, i quali sono tenuti conseguentemente a dichiarare (tramite 6.1 imballaggi vuoti) e versare al CONAI il CAC fatturato.

Alla luce di alcune richieste pervenute da aziende e associazioni e nella logica delle semplificazioni procedurali, per effetto di un’apposita delibera del Consiglio di Amministrazione del CONAI, dal 1° gennaio 2021, i produttori e i commercianti delle seguenti tipologie di imballaggi di piccole dimensioni:

  • etichette in alluminio, in carta o in plastica;
  • accessori per confezionamento camicie e similari (es.: girocolli, farfalline, clips, spilli, pettorali, carta velina, ecc.) di cui alla circolare CONAI del 30 giugno 2015;
  • capsule in alluminio o in plastica per enologia,

possono indicare in fattura la dicitura: “Corrispettivo comprensivo del Contributo Ambientale CONAI già assolto per imballaggi di piccole dimensioni (circ. CONAI del 3/12/2020)”.

La dichiarazione e il versamento del CAC rimangono invariati anche nel caso in cui si adotti, su base volontaria, la nuova modalità semplificata di esposizione del CAC, in alternativa a quella ordinaria (che prevede l’indicazione in fattura del peso unitario per materiale degli imballaggi, del contributo applicato a ogni materiale e del valore totale del contributo) che continua pertanto ad essere valida.

Nel caso in cui dagli elementi indicati in fattura non sia possibile per il cessionario rilevare l’entità del contributo ambientale compreso nel corrispettivo, il cedente – solo se richiesto dal cessionario – è tenuto a rilasciare la cosiddetta “scheda extra-contabile” con evidenza del CAC addebitato in fattura.

* prima cessione: si intende il trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo, nel territorio nazionale dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore o commerciante di imballaggi vuoti al primo utilizzatore, diverso dal commerciante di imballaggi vuoti, oppure del materiale di imballaggio effettuato da un produttore di materia prima (o semilavorato) a un autoproduttore che gli risulti o si dichiari tale (art. 4, comma 4 del Regolamento CONAI).

 

2. Rimodulato il contributo ambientale CONAI per gli imballaggi in acciaio, plastica e vetro

 Su richiesta dei consorzi di filiera RICREA, COREPLA e COREVE, il Consiglio di amministrazione CONAI ha deliberato per gli imballaggi in acciaio, in plastica e in vetro un aumento del contributo ambientale, utilizzato per finanziare le attività di raccolta e valorizzazione dei rifiuti di imballaggio, prioritariamente provenienti da raccolta urbana.

L’aumento avrà effetto a partire dal 1° gennaio 2021.

Una decisione frutto di profondi cambiamenti intervenuti nel corso del 2020 per il sistema e per l’intero settore della gestione dei rifiuti di imballaggio.

Oltre all’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Rifiuti, che recepisce due delle quattro direttive europee contenute nel Pacchetto Economia Circolare, l’emergenza sanitaria in corso sta indubbiamente condizionando la filiera della valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. L’effetto COVID-19 ha infatti generato una crescita nella raccolta urbana, anche a causa di una generalizzata preferenza dei consumatori verso i prodotti imballati e del venir meno dei consumi fuori casa.

 

Acciaio

Il contributo per gli imballaggi in acciaio passerà da 3 EUR/tonnellata a 18 EUR/tonnellata.

 

Plastica

I valori del CAC resteranno invariati per gli imballaggi in plastica di fascia A (150 EUR/tonnellata) e di fascia B1 (208 EUR/tonnellata), ossia per gli imballaggi maggiormente riciclabili. Aumenteranno invece per gli imballaggi di fascia B2 e di fascia C: per la prima si passa da 436 EUR/tonnellata a 560 EUR/tonnellata, per la seconda invece da 546 EUR/tonnellata a 660 EUR/tonnellata.

 

Vetro

Il contributo ambientale per gli imballaggi in vetro passerà da 31 EUR/tonnellata a 37 EUR/tonnellata.

 

Procedure semplificate per l’import

L’aumento avrà effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in EUR) passeranno da 0,18 a 0,20% per i prodotti alimentari imballati e da 0,09 a 0,10% per i prodotti non alimentari imballati. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 92 a 107 EUR/tonnellata.

I nuovi valori delle altre procedure semplificate saranno a breve disponibili sul sito CONAI.

 

CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi, con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti dalla normativa italiana.

Al sistema consortile aderiscono circa 800.000 imprese. Il sistema costituisce in Italia un modello di gestione da parte dei privati di un interesse di natura pubblica: la tutela ambientale, in un’ottica di responsabilità condivisa tra imprese, pubblica amministrazione e cittadini.

In Italia sono oltre 58 milioni gli abitanti serviti grazie all’Accordo Quadro ANCI-CONAI per il ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato.

1. Ecotyre – Tabella riepilogativa Eco Contributi 2021 (+ IVA), in vigore a partire dal 1/1/2021

Sono stati pubblicati nel sito internet del Consorzio Ecotyre i nuovi importi dei contributi ambientali per il 2021 da applicare a partire dal 1/1/2021 per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio del Consorzio Ecotyre.

Fonte: Ecotyre

Il consorzio per la raccolta dei pneumatici fuori uso Greentire ha pubblicato i nuovi importi dei contributi ambientali per l’anno 2021, in vigore dal 1/1/2021, per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio.

2. Greentire – Gestione pneumatici fuori uso (PFU): nuovi importi dei contributi per il 2021 del Consorzio Greentire

Gli importi del nuovo contributo ambientale (+ IVA) in vigore dal 1/1/2021 sono i seguenti:

Fonte: Greentire

3. Ecopneus – Tabella riepilogativa Eco Contributi 2021 (+ IVA), in vigore a partire dal 1/1/2021

Fonte: Ecopneus

In merito al contributo ambientale PFU ricordiamo che:

  • l’importo è fissato in Euro/pneumatico (IVA esclusa) a seconda delle diverse tipologie e del peso dei pneumatici;
  • l’importo del contributo deve essere indicato sul documento fiscale (fattura/scontrino fiscale/ricevuta fiscale) di vendita dei pneumatici in riga separata, con la seguente dicitura “contributo ambientale ai sensi dell’art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152”, in tutti i passaggi di commercializzazione dei pneumatici nel mercato del ricambio fino al consumatore finale (produttore/importatore pneumatico -> distributori -> gommista/autoriparatore -> utente finale);
  • l’applicazione in fattura va effettuata nel modo seguente:
    a) il contributo è parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad IVA ed è riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto;
    b) nella prima immissione sul mercato, il produttore o l’importatore applicano il contributo vigente alla data dell’immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio;
    b) in tutte le successive fasi di commercializzazione, il contributo rimane invariato con l’obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all’atto dell’acquisto del pneumatico. Questo implica che nella fase di gestione di vendita del pneumatico, al momento della vendita dello stesso, il venditore deve “recuperare” (per poi indicare in fattura) l’importo del contributo pagato all’atto dell’acquisto, tenendo presente che:
    – il contributo è generalmente rideterminato annualmente ma potrebbe variare anche in corso d’anno,
    – l’anno di acquisto del pneumatico potrebbe essere diverso dall’anno di vendita.
    Le imprese coinvolte devono quindi attivarsi per tenere in memoria l’anno di acquisto e il relativo contributo PFU.

 

Per maggiori informazioni:

E-mail: info@tecnaparma.it  |  T. 0521.030551

CONAI ha definito una procedura agevolata per regolarizzare gli errori di applicazione del contributo ambientale CONAI (CAC) riservata ad aziende che operano nel settore dei pallet in legno usati, rigenerati o semplicemente selezionati e reimmessi al consumo.

Le procedure di applicazione, dichiarazione e versamento del CAC per gli operatori del suddetto settore sono state oggetto di ripetuti interventi (Circolari Conai/Rilegno del 12 aprile 2007, del 12 dicembre 2012 e del 14 giugno 2019 – quest’ultima con effetto dall’1.1.2019).

Tuttavia, dai contenziosi è emerso che permangono difficoltà interpretative dell’applicazione della norma vigente nel tempo e il timore del recupero del CAC pregresso dovuto su 10 anni (o – a determinate condizioni – su 5) ha probabilmente indotto molte aziende a non definire la propria posizione neanche per l’ultimo biennio.

Al fine di agevolare la regolarizzazione delle imprese, evitando contenziosi sul recupero del contributo ambientale ante 2019 e tenendo conto anche dell’attuale difficile congiuntura economica, CONAI ha deliberato una procedura agevolata di regolarizzazione, che in sostanza prevede:

1)  riconoscimento della validità di comportamenti pregressi fino al 31.12.2018: fino a tale data, pertanto, CONAI prende atto dell’applicazione del contributo ambientale, o della sua esclusione, effettuata dal consorziato che ha gestito pallet in legno usati, rigenerati e reimmessi al consumo;

2) decorrenza dell’obbligo del CAC sulle “prime cessioni” di pallet in legno usati, rigenerati e reimmessi al consumo dall’1.1.2019;

3) apertura di una finestra temporale per consentire la regolarizzazione di errori commessi dall’1.1.2019 fino al 30.06.2021:

– con possibilità di rateizzazione fino a 36 mesi (per CAC, IVA e interessi di mora);

– in caso di controlli avviati, l’eventuale sanzione sarà commisurata al CAC dovuto accertato limitatamente al periodo decorrente dall’1.1.2019;

4) la definizione agevolata non opera per le imprese che, nel periodo da regolarizzare, producono/commercializzano esclusivamente pallet nuovi, non essendo stati rilevati dubbi interpretativi ai fini dell’applicazione del CAC;

5) resta valida la regola generale in merito alla esclusione delle sanzioni per le aziende che presentino la richiesta di regolarizzazione spontanea prima dell’avvio di controlli da parte del CONAI.

 

Contattaci per maggiori informazioni:

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Riferimento: Circolare CONAI del 4 dicembre 2020

Considerando la proroga dello stato di emergenza epidemiologica, l’Albo Nazionale Gestori Ambientali ha pubblicato la Circolare n. 14/2020 del Comitato nazionale, che applica l’articolo 3-bis della Legge 27 novembre 2020 n. 159 (conversione del DL 7 ottobre 2020 n.125).

La circolare chiarisce, che tutti i certificati di competenza dell’Albo, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e la data della dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 fissato per il 31 gennaio 2021, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.

Pertanto, le iscrizioni in scadenza nell’arco temporale compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 gennaio 2021, conservano la loro validità fino al 3 maggio 2021, fermo restando comunque l’obbligo di rispettare requisiti e condizioni che caratterizzano l’esercizio legittimo dell’attività.

Contattaci per maggiori informazioni e per il rinnovo delle pratiche in scadenza, ai seguenti contatti:

T. 0521.030551  |  E-mail: info@tecnaparma.it 

Ricordiamo che, i dati inerenti i lavori di riqualificazione energetica, che si concluderanno entro il 31 dicembre 2020 relativi a:

  • BONUS CASA: interventi di efficienza energetica e utilizzo delle fonti rinnovabili di energia che usufruiscono delle detrazioni fiscali del 50% ex art. 16 bis del DPR 917/86
  • ECOBONUS: interventi di efficienza energetica e utilizzo delle fonti rinnovabili di energia che usufruiscono delle detrazioni fiscali ex legge 296/2006 e art. 14 D.L. 63/2013 (detrazioni dal 50% all’85%) e Bonus facciate (90%)

dovranno essere trasmessi sul portale ENEAentro 90 giorni dalla data di fine lavori, quindi sarà possibile inserirli anche nei mesi di gennaio, febbraio e marzo.

I consulenti di Tecna sono a vostra disposizione per l’inserimento dei dati e per inoltrare la pratica tramite portale.

 

È stato un anno difficile, caratterizzato da tanti eventi negativi ma noi di TECNA abbiamo sempre lavorato per essere a supporto delle imprese e ora più che mai vogliamo essere a fianco dei nostri clienti.

Ci auguriamo che il nuovo anno che sta per arrivare, porti con sé tante nuove opportunità, nuove strade da intraprendere e l’entusiasmo di ricominciare più forti di prima.

A voi, desideriamo fare i nostri migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Ricordando che i nostri uffici saranno chiusi il 24 e il 31 dicembre, vi diamo appuntamento nel 2021 per nuovo inizio ricco di novità.

 

Con un avviso pubblicato sul proprio portale, Ecocamere informa che, al fine di consentire alle amministrazioni competenti l’analisi e l’elaborazione dei dati, dal 30 novembre non è più possibile trasmettere il MUD 2020, relativo ai rifiuti prodotti, raccolti, trasportati e gestiti nel 2019, attraverso i portali www.mudtelematico.it, mudsemplificato.ecocerved.it e www.mudcomuni.it.

Analogamente, dal 30 novembre non è più possibile tramettere la Comunicazione annuale dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), facente parte del MUD 2020, relativa alle quantità di apparecchiature immesse sul mercato e ai RAEE raccolti nel 2019, attraverso il portale Registro AEE.

Ricordiamo che il Decreto Legge “Cura Italia” aveva stabilito la proroga della scadenza per la presentazione al 30 giugno.

La novità principale riguarda l’introduzione di nuove categorie nel comparto degli accumulatori industriali, tra cui gli accumulatori utilizzati per i mezzi elettrici quali come monopattini e bici elettriche.

Segnaliamo la pubblicazione da parte del Centro di Coordinamento Nazionale Pile ed Accumulatori – CDCNPA della versione aggiornata delle “Linee Guida perla Dichiarazione Annuale di Immesso Pile e Accumulatori”.

Ricordiamo che la Dichiarazione, tramite la quale i produttori e importatori di pile, comunicano i quantitativi immessi sul mercato nell’anno precedente, deve essere presentata entro il 31 marzo di ogni anno. Per trasmettere i dati della Comunicazione annuale i soggetti interessati devono collegarsi per via telematica al sito www.registropile.it e seguire le istruzioni indicate.

Queste linee guida non sono vincolanti, ma costituiscono comunque un utile strumento a supporto dei soggetti coinvolti per il rispetto delle disposizioni previste dal D.Lgs.188/08.

Clicca qui per scaricare la nuova versione delle linee guida

 

Fonte: www.cdcnpa.it

É stata confermata dalla Regione la proroga della durata delle autorizzazioni generali da 10 a 15 anni.

Con il nuovo quadro tecnico e normativo che si è delineato per le attività cosiddette “in deroga” ai sensi dell’art. 272 comma 2 e 3 del D. Lgs. 152/2006 e smi, a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 183/2017 nonché del D. Lgs. 102/2020, sono intervenute variazioni sostanziali in merito alla modalità di adesione e alla durata dell’autorizzazione di carattere generale (AVG) alle emissioni in atmosfera.
Si ritiene necessario chiarire che la durata delle singole autorizzazioni generali presentate ai sensi della DGR n. 2236/2009 e dei successivi provvedimenti integrativi o attuativi, si intende automaticamente prorogata da 10 a 15 anni dalla data di presentazione della domanda di adesione.

Pertanto i gestori delle attività esistenti che abbiano presentato istanza di autorizzazione in via generale ai sensi della delibera n. 2236/2009 e smi potranno proseguire la loro attività per un periodo pari a 15 anni dalla data di adesione all’autorizzazione, seguendo le indicazioni contenute nell’allegato tecnico a cui hanno aderito.
Il D. Lgs. 102/2020, comunque, realizza un riordino del quadro normativo generale riguardante gli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera (parte V del TU ambiente).
Tra le novità più significative segnaliamo:

  • le modifiche all’articolo 269 (autorizzazione ordinaria) riguardanti i valori limite di emissione che saranno identificati solo per sostanze e parametri valutati pertinenti in relazione al ciclo produttivo e saranno riportati nell’autorizzazione unitamente al metodo di monitoraggio, nonché relative all’inserimento di una nuova procedura per la comunicazione della variazione del gestore e per il trasferimento di parte dello stabilimento;
  • l’inserimento all’art. 271 (valori limite) di una disposizione che prevede che le emissioni delle sostanze classificate come cancerogene o tossiche per la riproduzione o mutagene (H340, H350, H360) e delle sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevata dovranno essere limitate nella maggior misura possibile dal punto di vista tecnico e dell’esercizio. Queste sostanze e quelle classificate SVHC (estremamente preoccupanti dal regolamento REACH) dovranno essere sostituite non appena tecnicamente ed economicamente possibile. Si prevedono disposizioni transitorie per adeguarsi a tale novità;
  • le modifiche all’art. 272 (autorizzazioni in via generale – AVG) relativamente al ricorso a dette autorizzazioni che viene rimodulato: si limita il divieto di utilizzo di sostanze o miscele con indicazioni di pericolo H350, H340, H350i, H360D, H360F, H360FD, H360Df e H360Fd nei soli cicli produttivi da cui originano le emissioni e, contemporaneamente, si amplia il divieto alle sostanze o miscele classificate estremamente preoccupanti dal regolamento REACH. Anche in questo caso si prevedono disposizioni transitorie per adeguarsi a tali novità.

 

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