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News

Il decreto attuativo del regolamento europeo Fgas prevede che le persone fisiche e le imprese iscritte al Registro ma non ancora in possesso dei relativi certificati/attestazioni al 24 gennaio 2019, data di entrata in vigore del suddetto regolamento, dovevano ottenerli entro il 25 settembre 2019, pena la cancellazione dal Registro Fgas.

In attuazione di questa disposizione, il Ministero dell’Ambiente ha comunicato l’avvio della procedura di cancellazione dal Registro Fgas dei soggetti che non hanno provveduto a tale regolarizzazione.

 

Riferimenti normativi: Decreto Presidente della Repubblica n.146/2018; Circolare del Ministero dell’Ambiente prot.n.10796 del 03/02/2021

Riportiamo il comunicato di Unioncamere relativo alla vidimazione dei Registri di carico e scarico dei rifiuti, alla luce delle modifiche apportate dal D. Lgs. 116/2020:

L’articolo 190 “Registro cronologico di carico e scarico” del D.lgs. 152/2006 è stato modificato in occasione del recepimento delle Direttive comunitarie n. 851 e 852 del 2018 (parte del pacchetto europeo sull’economia circolare), per effetto del D.lgs. 116/2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso settembre.

A fronte delle difficoltà segnalate dalle imprese in merito all’interpretazione della normativa, Unioncamere ha predisposto una nota che fornisce indicazioni alle Camere di commercio sulla vidimazione dei Registri di carico e scarico dei rifiuti. Nella nota si richiama quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate a proposito di libri e registri contabili: la numerazione progressiva delle pagine va effettuata prima dell’utilizzo, con l’indicazione – in ogni pagina – dell’anno a cui si riferisce, per cui l’anno da riportare non è quello in cui viene effettuata la stampa delle pagine, bensì quello a cui in senso stretto è relativa la contabilità.

Secondo Unioncamere sulla vidimazione dei Registri di carico e scarico rimangono perciò valide le modalità operative in essere, già precisate con una precedente nota nel 2008, che nello specifico contengono le seguenti indicazioni:

  • per i Registri con pagine già numerate: trattandosi di registri prestampati con fogli che già presentano una numerazione, non dovrà essere apposta nessuna numerazione aggiuntiva;
  • per i Registri tenuti tramite strumenti informatici: per accelerare la procedura, si suggerisce alle imprese – prima della vidimazione – di stampare le pagine che costituiranno il registro, avendo cura che le pagine siano numerate in modo progressivo e riportino la denominazione e il codice fiscale dell’azienda; in ogni pagina dovrà poi essere riportato l’anno di riferimento, indicandolo al momento della scrittura dei movimenti.”

 

Fonte: EcoCamere

 

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo DPCM con le istruzioni per la compilazione e la modulistica per il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), che sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2021 con riferimento all’anno precedente (2020).

Il MUD resta articolato nelle consuete sei Comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento:

  1. Comunicazione Rifiuti
  2.  Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  3. Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio.
  4. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  5. Comunicazione Rifiuti Urbani, assimilati e raccolti in convenzione
  6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Il termine per la presentazione del MUD è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e, dunque, slitta al 16 giugno 2021, come previsto dall’art. 6 co. 2-bis della Legge di riferimento (L. 70/04).

Chi è obbligato a presentare la dichiarazione MUD?

  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi.
  • Imprese ed enti, con più di 10 dipendenti, che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi.
  • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi, con un volume di affari annuo maggiore a 8000 Euro.
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti conto terzi.
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti.
  • Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione.

Sono inoltre tenuti alla dichiarazione MUD:

  • produttori di AEE
  • CONAI
  • soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali
  • soggetti coinvolti nel sistema di gestione dei RAEE
  • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

 

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Con il cosiddetto “Decreto Genova” sono stati rivisti i parametri che devono rispettare i fanghi provenienti da impianti di depurazione delle acque per poterne permettere l’utilizzo in agricoltura. Con una propria Delibera, la Regione Emilia-Romagna ha allineato le proprie disposizioni in materia a quelle nazionali, disposizioni che dovevano essere riesaminate nell’arco di 3 anni.

Con una nuova Delibera:

  • È stato approvato in via definitiva il modello di documento che devono utilizzare i soggetti autorizzati all’utilizzo agronomico dei fanghi per la comunicazione annuale delle quantità di fanghi utilizzate;
  • Viene disposta l’istituzione il gruppo di lavoro composto dai principali portatori di interesse per riesaminare ed aggiornare le disposizioni regionali in materia di utilizzo agronomico dei fanghi di depurazione.

 

Riferimenti normativi: Decreto Legge n.109/2018; Delibera Giunta Regionale Emilia Romagna n.326/2019; Deliberazione della Giunta Regionale Emilia Romagna 7 dicembre 2020 n.1812 pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n.442 del 23/12/2020

 

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Con partenza dal mese di ottobre 2020, e per la durata di 12 mesi, ha avuto inizio una fase sperimentale che ha la finalità di dare una diversificazione contributiva per gli imballaggi poliaccoppiati in prevalenza carta diversi da quelli idonei al contenimento di liquidi (CPL), prevede l’utilizzo di una nuova modulistica dichiarativa.

La sperimentazione coinvolge gli imballaggi costituiti in modo strutturale da due o più materiali non separabili manualmente, in cui il materiale prevalente in termini di peso è la carta e il peso del materiale non cellulosico è comunque superiore al 5% del peso complessivo dell’imballaggio.

Il nuovo modello dichiarativo, accoglie al suo interno 4 nuove tipologie di imballaggi poliaccoppiati a prevalenza carta, in base alla percentuale in peso della componente di carta:

  • Poliaccoppiati di tipo A (componente CA >= 90% e < 95%), diversi dai CPL
  • Poliaccoppiati di tipo B (componente CA >= 80% e < 90%), diversi dai CPL
  • Poliaccoppiati di tipo C (componente CA >= 60% e < 80%), diversi dai CPL
  • Poliaccoppiati di tipo D (componente CA < 60%), diversi dai CPL

In questa fase resta fermo il contributo ambientale a 55 €/t ma con già definite le 4 tipologie di imballaggi che saranno oggetto di diversificazione.

I nuovi valori del Contributo Ambientale CONAI Extra:

  • non si applicheranno prima di ottobre 2021
  • riguarderanno solo le categorie di poliaccoppiati con una componente carta inferiore all’80% (Poliaccoppiati di tipo C e D) ed i relativi valori saranno resi noti con almeno 6 mesi di anticipo rispetto al termine della sperimentazione.

Fonte: CONAI

 

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A seguito delle ultime modifiche riguardanti la disciplina delle emissioni in atmosfera, attuate con i Decreti Legislativi n.183/2017 e n.102/2020, i nostri consulenti sono a disposizione per verificare la regolarità e validità delle autorizzazioni in atmosfera rispetto a tutti gli aggiornamenti normativi.

In fase di analisi della situazione sarà possibile verificare eventuali forme di finanziamento delle spese di adeguamento degli impianti di aspirazione.

Ricordiamo che il regime sanzionatorio per le emissioni in atmosfera è contemplato dall’art. 279 del D.Lgs. 152/06 e smi e sono previsti provvedimenti sia di natura amministrativa, che penale, che sospensioni dell’attività. Gli importi possono andare dai 300,00 Euro fino a 10.000,00 Euro e possono essere erogati come sanzione o ammenda, mentre l’arresto può essere previsto da alcuni mesi fino a due anni.

 

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Sul sito Pneumatici Fuori Uso sono stati pubblicati i nuovi valori del contributo PFU per ogni tipologia di veicoli, validi per l’anno 2021 relativi alla gestione dei pneumatici (PFU) derivanti da demolizione di veicoli.

I contributi ambientali sono stati individuati dal Comitato di gestione degli PFU e comunicati al Ministero dell’Ambiente in conformità con le disposizioni dell’art. 9 del D.M. 182/2019 ed entreranno in vigore dall’11 gennaio 2021 (il 15° giorno dalla pubblicazione sul sito), in analogia con la procedura adottata dall’Autorità Competente presso il Ministero dell’Ambiente in vigenza del precedente DM 82/2011.

Ricordiamo che a partire da tale data, i rivenditori di veicoli dovranno riscuotere il contributo PFU sulla base dei nuovi valori presenti nella tabella in allegato.

 

Fonte: www.pneumaticifuoriuso.it

1. Esposizione semplificata in fattura del Contributo Ambientale CONAI su “imballaggi di piccole dimensioni” etichette, accessori per confezionamento camicie, capsule, ecc.. (Delibera CdA CONAI del 26 novembre 2020)

Secondo le regole generali consortili, il Contributo Ambientale CONAI (di seguito CAC) viene applicato in fattura in base al peso degli imballaggi oggetto della cosiddetta “prima cessione”* effettuata dai produttori o dai commercianti di imballaggi vuoti, i quali sono tenuti conseguentemente a dichiarare (tramite 6.1 imballaggi vuoti) e versare al CONAI il CAC fatturato.

Alla luce di alcune richieste pervenute da aziende e associazioni e nella logica delle semplificazioni procedurali, per effetto di un’apposita delibera del Consiglio di Amministrazione del CONAI, dal 1° gennaio 2021, i produttori e i commercianti delle seguenti tipologie di imballaggi di piccole dimensioni:

  • etichette in alluminio, in carta o in plastica;
  • accessori per confezionamento camicie e similari (es.: girocolli, farfalline, clips, spilli, pettorali, carta velina, ecc.) di cui alla circolare CONAI del 30 giugno 2015;
  • capsule in alluminio o in plastica per enologia,

possono indicare in fattura la dicitura: “Corrispettivo comprensivo del Contributo Ambientale CONAI già assolto per imballaggi di piccole dimensioni (circ. CONAI del 3/12/2020)”.

La dichiarazione e il versamento del CAC rimangono invariati anche nel caso in cui si adotti, su base volontaria, la nuova modalità semplificata di esposizione del CAC, in alternativa a quella ordinaria (che prevede l’indicazione in fattura del peso unitario per materiale degli imballaggi, del contributo applicato a ogni materiale e del valore totale del contributo) che continua pertanto ad essere valida.

Nel caso in cui dagli elementi indicati in fattura non sia possibile per il cessionario rilevare l’entità del contributo ambientale compreso nel corrispettivo, il cedente – solo se richiesto dal cessionario – è tenuto a rilasciare la cosiddetta “scheda extra-contabile” con evidenza del CAC addebitato in fattura.

* prima cessione: si intende il trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo, nel territorio nazionale dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore o commerciante di imballaggi vuoti al primo utilizzatore, diverso dal commerciante di imballaggi vuoti, oppure del materiale di imballaggio effettuato da un produttore di materia prima (o semilavorato) a un autoproduttore che gli risulti o si dichiari tale (art. 4, comma 4 del Regolamento CONAI).

 

2. Rimodulato il contributo ambientale CONAI per gli imballaggi in acciaio, plastica e vetro

 Su richiesta dei consorzi di filiera RICREA, COREPLA e COREVE, il Consiglio di amministrazione CONAI ha deliberato per gli imballaggi in acciaio, in plastica e in vetro un aumento del contributo ambientale, utilizzato per finanziare le attività di raccolta e valorizzazione dei rifiuti di imballaggio, prioritariamente provenienti da raccolta urbana.

L’aumento avrà effetto a partire dal 1° gennaio 2021.

Una decisione frutto di profondi cambiamenti intervenuti nel corso del 2020 per il sistema e per l’intero settore della gestione dei rifiuti di imballaggio.

Oltre all’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Rifiuti, che recepisce due delle quattro direttive europee contenute nel Pacchetto Economia Circolare, l’emergenza sanitaria in corso sta indubbiamente condizionando la filiera della valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. L’effetto COVID-19 ha infatti generato una crescita nella raccolta urbana, anche a causa di una generalizzata preferenza dei consumatori verso i prodotti imballati e del venir meno dei consumi fuori casa.

 

Acciaio

Il contributo per gli imballaggi in acciaio passerà da 3 EUR/tonnellata a 18 EUR/tonnellata.

 

Plastica

I valori del CAC resteranno invariati per gli imballaggi in plastica di fascia A (150 EUR/tonnellata) e di fascia B1 (208 EUR/tonnellata), ossia per gli imballaggi maggiormente riciclabili. Aumenteranno invece per gli imballaggi di fascia B2 e di fascia C: per la prima si passa da 436 EUR/tonnellata a 560 EUR/tonnellata, per la seconda invece da 546 EUR/tonnellata a 660 EUR/tonnellata.

 

Vetro

Il contributo ambientale per gli imballaggi in vetro passerà da 31 EUR/tonnellata a 37 EUR/tonnellata.

 

Procedure semplificate per l’import

L’aumento avrà effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in EUR) passeranno da 0,18 a 0,20% per i prodotti alimentari imballati e da 0,09 a 0,10% per i prodotti non alimentari imballati. Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 92 a 107 EUR/tonnellata.

I nuovi valori delle altre procedure semplificate saranno a breve disponibili sul sito CONAI.

 

CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi, con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea e recepiti dalla normativa italiana.

Al sistema consortile aderiscono circa 800.000 imprese. Il sistema costituisce in Italia un modello di gestione da parte dei privati di un interesse di natura pubblica: la tutela ambientale, in un’ottica di responsabilità condivisa tra imprese, pubblica amministrazione e cittadini.

In Italia sono oltre 58 milioni gli abitanti serviti grazie all’Accordo Quadro ANCI-CONAI per il ritiro dei rifiuti di imballaggio in modo differenziato.

1. Gestione PFU – riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente un nuovo sistema collettivo Profile Recycling Tyre S.C.A R.L.

Il Ministero dell’Ambiente con decreto direttoriale ha riconosciuto un nuovo sistema collettivo “Profile Recycling Tyre S.C.A.R.L.” per la gestione dei PFU, ai sensi del Regolamento PFU e del Codice ambientale.

Riferimenti: Decreto direttoriale Ministero dell’Ambiente n. 12 del 25 febbraio 2021; art. 4 del DM 182/2019 e artt. 228 e 237 del D. Lgs. 152/2006

2. Ecotyre – Tabella riepilogativa Eco Contributi 2021 (+ IVA), in vigore a partire dal 1/1/2021

Sono stati pubblicati nel sito internet del Consorzio Ecotyre i nuovi importi dei contributi ambientali per il 2021 da applicare a partire dal 1/1/2021 per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio del Consorzio Ecotyre.

Fonte: Ecotyre

Il consorzio per la raccolta dei pneumatici fuori uso Greentire ha pubblicato i nuovi importi dei contributi ambientali per l’anno 2021, in vigore dal 1/1/2021, per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio.

3. Greentire – Gestione pneumatici fuori uso (PFU): nuovi importi dei contributi per il 2021 del Consorzio Greentire

Gli importi del nuovo contributo ambientale (+ IVA) in vigore dal 1/1/2021 sono i seguenti:

Fonte: Greentire

4. Ecopneus – Tabella riepilogativa Eco Contributi 2021 (+ IVA), in vigore a partire dal 1/1/2021

Fonte: Ecopneus

In merito al contributo ambientale PFU ricordiamo che:

  • l’importo è fissato in Euro/pneumatico (IVA esclusa) a seconda delle diverse tipologie e del peso dei pneumatici;
  • l’importo del contributo deve essere indicato sul documento fiscale (fattura/scontrino fiscale/ricevuta fiscale) di vendita dei pneumatici in riga separata, con la seguente dicitura “contributo ambientale ai sensi dell’art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152”, in tutti i passaggi di commercializzazione dei pneumatici nel mercato del ricambio fino al consumatore finale (produttore/importatore pneumatico -> distributori -> gommista/autoriparatore -> utente finale);
  • l’applicazione in fattura va effettuata nel modo seguente:
    a) il contributo è parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad IVA ed è riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto;
    b) nella prima immissione sul mercato, il produttore o l’importatore applicano il contributo vigente alla data dell’immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio;
    b) in tutte le successive fasi di commercializzazione, il contributo rimane invariato con l’obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all’atto dell’acquisto del pneumatico. Questo implica che nella fase di gestione di vendita del pneumatico, al momento della vendita dello stesso, il venditore deve “recuperare” (per poi indicare in fattura) l’importo del contributo pagato all’atto dell’acquisto, tenendo presente che:
    – il contributo è generalmente rideterminato annualmente ma potrebbe variare anche in corso d’anno,
    – l’anno di acquisto del pneumatico potrebbe essere diverso dall’anno di vendita.
    Le imprese coinvolte devono quindi attivarsi per tenere in memoria l’anno di acquisto e il relativo contributo PFU.

 

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CONAI ha definito una procedura agevolata per regolarizzare gli errori di applicazione del contributo ambientale CONAI (CAC) riservata ad aziende che operano nel settore dei pallet in legno usati, rigenerati o semplicemente selezionati e reimmessi al consumo.

Le procedure di applicazione, dichiarazione e versamento del CAC per gli operatori del suddetto settore sono state oggetto di ripetuti interventi (Circolari Conai/Rilegno del 12 aprile 2007, del 12 dicembre 2012 e del 14 giugno 2019 – quest’ultima con effetto dall’1.1.2019).

Tuttavia, dai contenziosi è emerso che permangono difficoltà interpretative dell’applicazione della norma vigente nel tempo e il timore del recupero del CAC pregresso dovuto su 10 anni (o – a determinate condizioni – su 5) ha probabilmente indotto molte aziende a non definire la propria posizione neanche per l’ultimo biennio.

Al fine di agevolare la regolarizzazione delle imprese, evitando contenziosi sul recupero del contributo ambientale ante 2019 e tenendo conto anche dell’attuale difficile congiuntura economica, CONAI ha deliberato una procedura agevolata di regolarizzazione, che in sostanza prevede:

1)  riconoscimento della validità di comportamenti pregressi fino al 31.12.2018: fino a tale data, pertanto, CONAI prende atto dell’applicazione del contributo ambientale, o della sua esclusione, effettuata dal consorziato che ha gestito pallet in legno usati, rigenerati e reimmessi al consumo;

2) decorrenza dell’obbligo del CAC sulle “prime cessioni” di pallet in legno usati, rigenerati e reimmessi al consumo dall’1.1.2019;

3) apertura di una finestra temporale per consentire la regolarizzazione di errori commessi dall’1.1.2019 fino al 30.06.2021:

– con possibilità di rateizzazione fino a 36 mesi (per CAC, IVA e interessi di mora);

– in caso di controlli avviati, l’eventuale sanzione sarà commisurata al CAC dovuto accertato limitatamente al periodo decorrente dall’1.1.2019;

4) la definizione agevolata non opera per le imprese che, nel periodo da regolarizzare, producono/commercializzano esclusivamente pallet nuovi, non essendo stati rilevati dubbi interpretativi ai fini dell’applicazione del CAC;

5) resta valida la regola generale in merito alla esclusione delle sanzioni per le aziende che presentino la richiesta di regolarizzazione spontanea prima dell’avvio di controlli da parte del CONAI.

 

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Riferimento: Circolare CONAI del 4 dicembre 2020