Tecna

TECNA Srl

Strada Guidorossi 1/A
43126 Parma
tel. 0521.030551 - fax 0521.030543

News

Per tutti coloro che hanno frequentato il corso di abilitazione per macchine e attrezzature tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, ricordiamo che è obbligatorio l’aggiornamento ogni 5 anni dalla data di emissione dell’attestato di abilitazione precedente.

Il corso di aggiornamento ha una durata di 4 ore, all’interno del quale verranno trattati nello specifico gli argomenti dei moduli pratici delle attrezzature.

Di seguito l’elenco delle macchine e attrezzature per cui è richiesta l’abilitazione:

  • Piattaforme di lavoro mobili elevabili;
  • Gru a torre;
  • Gru mobile;
  • Gru per autocarro;
  • Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (carrelli semoventi a braccio telescopico; carrelli industriali semoventi; carrelli/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi);
  • Trattori agricoli o forestali;
  • Macchine movimento terra (escavatori idraulici, con massa operativa maggiore di 6000 kg; escavatori a fune; pale caricatrici frontali, con massa operativa maggiore di 4500 kg; terne; autoribaltabile a cingoli, con massa operativa maggiore di 4500 kg);
  • Pompa per calcestruzzo.

Il percorso formativo, creato appositamente su misura dell’impresa, potrebbe svolgersi all’interno dell’azienda stessa oppure in aula secondo il calendario dei corsi di formazione in programma.

Ricordiamo che il corso è finanziabile dal Fondo FART, il fondo interprofessionale per la formazione continua previsto dalla legge 388/2000, con la quale è possibile accedere ai voucher formativi gratuiti.

PROMOZIONE per Associati CNA: sconto del 10% sul prezzo di listino per ogni iscrizione oltre alla prima, nel periodo da novembre 2019 a marzo 2020.

Per approfondimenti e per ogni altra informazione, contattaci al numero 0521 030551 oppure invia un’email a: info@tecnaparma.it

Lunedì 18 novembre è in programma lo svolgimento del corso base per Alimentaristi della durata di 3 ore, nella stessa occasione sarà possibile partecipare all’aggiornamento periodico obbligatorio.

Il corso è rivolto al personale di tutte le aziende alimentari della Regione Emilia-Romagna che si occupano di produzione, preparazione, confezionamento, trasporto, commercio e somministrazione di alimenti.

L’attestato di formazione deve essere acquisito prima di essere adibiti a qualsiasi mansione compresa fra quelle ad alto e medio rischio. Il personale alimentarista può essere avviato anche ad un’attività lavorativa compresa nelle categorie sopraddette, purché sotto il diretto controllo del responsabile dell’impresa alimentare o di suo delegato, fatto salvo l’obbligo di effettuare la formazione entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

Di seguito la classificazione del PERSONALE TENUTO ALLA FREQUENZA DEI CORSI DI FORMAZIONE:

A) Livello 2 con validità dell’attestato di formazione di tre anni

  • Cuochi (ristorazione collettiva, scolastica, aziendale, centri di produzione pasti, ristoranti e affini, rosticcerie);
  • Pasticceri;
  • Gelatai (produzione);
  • Addetti alle gastronomie (produzione e vendita);
  • Addetti alla produzione di pasta fresca;
  • Addetti alla lavorazione del latte e dei formaggi, esclusi addetti alla stagionatura e mungitori;
  • Addetti alla macellazione, sezionamento, lavorazione, trasformazione e vendita (con laboratorio cibi pronti) delle carni, del pesce e dei molluschi;
  • Addetti alla produzione di ovoprodotti (escluso imballaggio).

B) Livello 1 con validità dell’attestato di formazione di cinque anni

  • Baristi (ad esclusione della sola somministrazione di bevande);
  • Fornai e addetti alla produzione di pizze, piadine e analoghi;
  • Addetti alla vendita di alimenti sfusi e deperibili, esclusi gli ortofrutticoli;
  • Addetti alla lavorazione di ortofrutticoli quarta gamma;
  • Personale addetto alla somministrazione/porzionamento dei pasti nelle strutture scolastiche e socio-assistenziali.

Le Associazioni, gli Enti o organizzatori di sagre e feste popolari in cui si effettua preparazione e somministrazione in loco di alimenti devono nominare un responsabile a cui spetta una attività di supervisione volta ad identificare e correggere atteggiamenti e modalità igienicamente scorretti del personale impiegato. Il responsabile deve essere in possesso dell’attestato di formazione o rientrare in uno dei casi di esclusione previsti e deve garantire che il personale occasionalmente coinvolto in attività rientranti nel campo di applicazione del presente provvedimento sia adeguatamente istruito circa le buone prassi igieniche da adottare.

Tecna srl è società accreditata dal S.I.A.N. di Parma per l’erogazione del corso base e di aggiornamento che si svolgerà presso la sede in strada Guidorossi 1/a – Parma

LUNEDÌ 18 NOVEMBRE 2019
14.30-17.30

ISCRIVITI!

Per le aziende che hanno sottoscritto una convenzione per la consulenza sicurezza e/o associate a CNA Parma è previsto uno sconto del 10% al prezzo di listino.

Per approfondimenti e per ogni altra informazione:
T. 0521 030551 | info@tecnaparma.it

Venerdì 18 ottobre si svolgerà in Tecna il corso di aggiornamento per Rappresentante dei Lavoratori rivolto a coloro che hanno già ricevuto la formazione base di 32 ore.

Il programma del corso è definito dall’Organismo Paritetico Provinciale, tratta argomenti di carattere generale sugli obblighi e diritti previsti dalla normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro, sui rischi dell’attività e sulle relative misure di prevenzione e protezione (D.lgs. 81/2008), oltreché argomenti specifici.
In questa sessione verranno approfonditi alcuni temi: rischi emergenti, alimentazione e lavoro, corretti stili di vita e prevenzione malattie degenerative.

Il corso prevede l’apporto di professionalità specialistiche in grado di offrire ai partecipanti elementi didattici sia teorici che pratici, con il contributo dei Servizi SPSAL del Dipartimento di Salute Pubblica di Parma.

Verrà consegnato ad ogni partecipante la documentazione riguardante gli argomenti trattati dai docenti.

Corso di aggiornamento per Rappresentante dei Lavoratori – Parma
18 Ottobre 2019
9.00 – 13.00 e 13.30 – 17.30

Per approfondimenti e acquistare il corso clicca su questo link
Per ogni altra informazione:
T. 0521 030551 | info@tecnaparma.it

Con deliberazione, N. 311 DEL 4 MARZO 2019 la GIUNTA REGIONALE EMILIA ROMAGNA ha aggiornato le linee guida contenute nella DELIBERA N. 342/2004, relativamente ai criteri e alle modalità per l’organizzazione dei corsi di formazione e aggiornamento in materia di igiene degli alimenti per gli alimentaristi, alla luce delle modifiche intervenute con L.R. N.14/2018 alla L.R. N. 11/2003.

Gli operatori del settore alimentare (OSA) o i responsabili dei piani di autocontrollo devono possedere una idonea formazione in materia di igiene alimentare e sono obbligati ad assicurare la formazione degli addetti alla manipolazione degli alimenti tramite lo svolgimento di appositi corsi svolti in conformità alle indicazioni contenute nell’allegato A della suddetta Delibera n. 311/2019.

La formazione deve essere connessa alla tipologia di mansione svolta (Livello 1 e Livello 2) della durata di 3 ore e appropriata in relazione alla tipologia di impresa alimentare; deve prevedere un aggiornamento periodico di almeno 3 ore e deve essere documentata attraverso il possesso dell’attestato formativo conforme al modello regionale.

Gli addetti alle sagre e feste popolari in cui si effettua preparazione e somministrazione in loco di alimenti sono esclusi dall’obbligo dell’attestato di formazione in funzione dell’occasionalità e temporaneità dell’evento, ad eccezione di un responsabile appositamente identificato per ogni Associazione, Ente o organizzazione cui spetta una attività di supervisione volta ad identificare e correggere atteggiamenti e modalità igienicamente scorretti del personale impiegato.

Il responsabile deve essere in possesso dell’attestato di formazione o rientrare in uno dei casi di esclusione previsti e deve garantire che il personale occasionalmente coinvolto in attività rientranti nel campo di applicazione del presente provvedimento sia adeguatamente istruito circa le buone prassi igieniche da adottare.

CON ACCREDITAMENTO S.I.A.N. DI PARMA, TECNA  SRL È SOGGETTO FORMATORE PREPOSTO ALL’EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE PER ALIMENTARISTI.

Per organizzare il corso presso la tua impresa o presso la nostra sede ed avere una consulenza chiara e puntuale in materia di igiene degli alimenti, contattaci al numero: 0521030551 oppure invia una e-mail a: info@tecnaparma.it

Conoscere per comprendere

Pillole di sicurezza: valutazione dei rischi; rischio; pericolo; danno

D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i.  e UNI 11230:2007 Gestione del rischio

Cos’è la Valutazione dei rischi
E’ il processo di:

  • Identificazione del rischio (ricerca, individuazione e descrizione del rischio)
  • Misurazione del rischio ( attribuzione di un valore)
  • Ponderazione del rischio (comparazione del rischio)

Attraverso la Prevenzione del rischio di adottano misure utili alla riduzione della probabilità di un evento sfavorevole, mentre con la Protezione dal rischio si adottano misure utili alla riduzione dell’entità delle conseguenze di un evento sfavorevole.

Il Documento di valutazione dei rischi è fonte di programmazione e pianificazione e strumento per una corretta e sistemica gestione della sicurezza aziendale

Cos’è il Rischio
Il rischio è la probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno alle persone nelle condizioni di impiego e/o esposizione. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno.

Cos’è Pericolo
Il pericolo è una proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (sostanza, attrezzo, metodo) avente potenzialità, caratteristiche di causare un danno alle persone

Cos’è il Danno

  • Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento
  • Lesione fisica o danno alla salute
  • Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo

Sentenza della corte di cassazione  – sezione lavoro

Non partecipare ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro costituisce per i lavoratori una giusta causa di licenziamento

Sulla responsabilizzazione del lavoratore in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sulla sostituzione nella organizzazione aziendale della sicurezza sul lavoro di un sistema di prevenzione collaborativo da parte dei lavoratori rispetto a quello iperprotettivo da parte del datore di lavoro, come è giusto che sia considerato che le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. hanno voluto appunto coinvolgere i lavoratori nel rispetto delle norme di sicurezza prevedendo anche per essi delle sanzioni per gli inadempienti”.

Il D. Lgs. n. 81/2008, in particolare, impone sì ai datori di lavoro con l’art. 18 l’obbligo sanzionato di informare art 36, formare e addestrare art 37 i lavoratori ma impone anche ai lavoratori, con l’art. 20, l’obbligo fra gli altri, anche esso sanzionato, di partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati a loro favore dal datore di lavoro.

IL TRIBUNALE

Ha rigettato la domanda proposta da un lavoratore nei confronti della società dalla quale dipendeva diretta alla declaratoria di illegittimità del licenziamento disciplinare per giusta causa intimato dalla stessa società, ai sensi e per gli effetti dell’art. 72 lett. I del vigente CCNL, a seguito di una lettera di addebito con la quale era stata contestata una assenza ingiustificata per non avere preso parte alla formazione obbligatoria prevista dall’Accordo Stato-Regioni, con contestuale contestazione della recidiva in riferimento a due analoghe condotte sanzionate con provvedimenti di natura conservativa.

La sentenza di condanna è stata confermata dalla Corte di Appello per cui il lavoratore avverso la decisione della stessa ha proposto ricorso per cassazione.

LE DECISIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Il ricorso del lavoratore è stato rigettato dalla Corte di Cassazione. La stessa ha ritenuto sussistente la recidiva con riferimento ai due precedenti episodi benché non contestati e considerati quali circostanze confermative della condotta tenuta dal lavoratore avendo contribuito significativamente alla valutazione complessiva della sua gravità. L’art. 72 lett. I del CCNL Vetro (richiamato nella contestazione), ha ricordato la suprema Corte, prevede che il licenziamento per punizione è consentito, in caso di recidiva nella “medesima mancanza” di cui all’art. 71 (che contempla anche la mancata presentazione al lavoro senza giustificato motivo) nonché nelle fattispecie di cui ai punti e), f), g) e h) dello stesso art. 71, che abbiano dato luogo a tre sospensioni nei dodici mesi precedenti. Correttamente quindi la Corte territoriale ha individuata la sussistenza di una giusta causa per grave inadempimento o per un grave comportamento del lavoratore alle norme di etica o del comune vivere civile e correttamente ha ritenuta la sussistenza di una grave violazione da parte del lavoratore degli obblighi di diligenza e di fedeltà ovvero delle regole di correttezza e di buona fede di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., tale da ledere in via definitiva il vincolo fiduciario.

L’art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 obbliga il datore di lavoro, il dirigente e il preposto (nell’ambito delle rispettive competenze) a provvedere affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su:

 

1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa in generale;

b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;

c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;

d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.

 

2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

b) sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e delle miscele pericolose sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;

c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

 

3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all’articolo 3, comma 9.

 

4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.

 

Gli strumenti attraverso i quali può essere fornita l’informazione ai lavoratori sono vari: depliant, video, assemblee generali, volantini, incontri di piccolo gruppo, lezioni in aula; avvisi in bacheca, assemblee di reparto ecc.

L’obbligo di informazione potrà dirsi assolto mediante la consegna al lavoratore di un documento cartaceo solo quando vi sia la prova che lo stesso lo abbia effettivamente ricevuto e purché in quello non siano contenute solo indicazioni generiche.

Le informazioni devono essere fornite ai lavoratori in forma semplice ed immediata, nella lingua loro facilmente comprensibile e facendo anche uso di immagini e figure.

L’informazione (art. 36) deve essere accompagnata sempre da un’opera di sensibilizzazione e da spiegazioni sui contenuti del materiale distribuito e dalla specifica formazione (art. 37 – Accordi Stato Regioni del 21.12.2011).

L’Ispettorato nazionale del lavoro ha stabilito dal 1° luglio 2018 l’aumento dell’1,9% degli importi delle sanzioni amministrative per le violazioni inew__30.07.2018n materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro accertate successivamente a questa data. Nessun aumento è invece previsto per le violazioni accertate precedentemente.

L’Ispettorato precisa che non sono previsti arrotondamenti sull’ammontare finale dell’ammenda e della sanzione amministrativa che viene incrementata dell’1,9% e, pertanto, non va applicato alcun arrotondamento delle cifre risultanti dal calcolo.

Per esempio, il datore di lavoro che non effettua la valutazione dei rischi, oppure non nomina il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, in origine era punito con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro, dal 1° luglio, fermo restando l’entità dell’arresto, l’ammenda sarà da 2.792 a 7.147,67 euro.

Di seguito intendiamo ricordare i principali obblighi in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008

Le ditte individuali con presenza di lavoratori (compresi tirocinanti, stagisti, ecc.) e le società sono soggette a tutti gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo anche che particolari forme contrattuali come co.co.co, contratti di somministrazione e l’utilizzazione del lavoro accessorio es. voucher, possono far ricadere l’azienda nell’applicazione integrale della normativa.

Fanno eccezione le seguenti tipologie:

–      le imprese familiari

–      i lavoratori autonomi

–      i piccoli imprenditori artigiani senza dipendenti

–      i coltivatori diretti dei fondi ed i soci delle società semplici agricole

che sono soggette all’applicazione degli adempimenti dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08 di seguito elencate:

a)    utilizzare attrezzature di lavoro conformi

b)    munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli in modo conformi

c)     munirsi di apposita tessera di riconoscimento quando si svolgano attività in regime di appalto o subappalto

e non hanno l’obbligo ma la facoltà di:

a)    effettuare la Sorveglianza Sanitaria

b)    partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Il decreto 81/2008 obbliga il datore di lavoro ai seguenti adempimenti:

 a)    Istituzione del servizio di prevenzione e protezione aziendale (esterno o interno) e nomina del responsabile. L’incarico di responsabile del servizio può essere svolto direttamente dal datore di lavoro (autonomina) nelle aziende che hanno:

­          fino a trenta addetti (aziende artigiane e industriali senza rischi rilevanti)

­          fino a duecento addetti (aziende commerciali e di servizi).

b)    Predisporre la nomina (o autonomina) del responsabile del servizio e allegarla alla documentazione sulla sicurezza. Il responsabile del servizio prevenzione e protezione deve frequentare un corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

c)    Nomina del medico competente nelle lavorazioni in cui la normativa prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria.

Inoltre si ricorda:

– visita medica preventiva

– visita medica periodica
– visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

d)    Designazione degli addetti all’emergenza, cioè dei lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso (fra gli addetti incaricati può esservi lo stesso datore di lavoro). Il datore di lavoro ha l’obbligo di far partecipare gli addetti alla emergenza a corsi di formazione specifici.

e)    I lavoratori hanno il diritto di eleggere un loro rappresentante per la sicurezza (RLS Aziendale); il datore di lavoro ha l’obbligo di farlo partecipare ad un corso di formazione della durata di 32 ore. Il rappresentante deve essere consultato nei casi previsti dal decreto.

f)    Le aziende fino a 15 lavoratori possono anche avvalersi del rappresentante dei lavoratori territoriale (RLST).

g)    Nelle aziende che occupano più di 15 lavoratori il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare una riunione periodica di sicurezza, almeno annuale, con Medico competente, RSPP e RLS.

Nelle aziende che occupano fino a 15 lavoratori la riunione viene effettuata su richiesta del rappresentante dei lavoratori.

h)    Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda, contenente anche l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi, nonché un programma per il loro miglioramento. La valutazione dei rischi presenti in azienda comporta il controllo dei fattori di rischio quali ad esempio, luoghi di lavoro, impianti e attrezzature di lavoro, impianti elettrici, incendio/esplosione, agenti chimici (sostanze chimiche, tossiche o nocive), agenti fisici (rumore, vibrazioni, illuminazione, ecc.), agenti biologici (virus-batteri, ecc.), movimentazione manuale dei carichi, uso di videoterminali, Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), ecc.

i)     Gli esiti della valutazione dei rischi devono essere riportati in un documento, che deve avere data certa, da conservare in azienda ed esibire a richiesta degli Organi di vigilanza e ricordiamo che la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata: in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

j)     Un obbligo rilevante del datore di lavoro è costituito dalla formazione dei lavoratori sui rischi per la salute e la sicurezza e sulle misure di prevenzione e di protezione in base al livello di rischio attribuito all’azienda (Basso, Medio, Alto).

 Ricordiamo che anche in caso di inizio di nuova attività o modifica e/o ampliamento dell’attività esistente occorre:

– Verificare che i locali e le aree esterne collegate dispongano del certificato di destinazione d’uso (compatibilità urbanistica) e di agibilità;

– Chiedere il certificato di conformità degli impianti elettrico e di riscaldamento (D.M.37/2008), il libretto d’impianto termico (DPR 412/94), verifiche periodiche della messa a terra e degli impianti contro le scariche atmosferiche (DPR 462/01) effettuato con ente autorizzato dal Ministero delle Attività Produttive;

– Richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) se l’azienda rientra nell’elenco delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011); in ogni caso l’azienda si deve dotare di idonei mezzi di estinzione;

– In caso di costruzione, realizzazione, ampliamenti o ristrutturazioni di edifici o locali, ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori, presentare una notifica all’Organo di vigilanza ai sensi dell’articolo 67 del D.lgs. 81/08.

Ricordiamo che anche in caso di lavori in cantiere (D. Lgs. 81/2008 titolo IV):

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo (in presenza di due imprese) di nominare il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori il quale deve essere in possesso di specifici requisiti;

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo, prima dell’affidamento dei lavori, di verificare dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese o lavoratori autonomi coinvolti nei lavori;

– il coordinatore per la progettazione ha l’obbligo di redigere il PSC (piano di sicurezza e coordinamento), e il fascicolo tecnico contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;

– Il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo di redigere la notifica preliminare prima dell’inizio lavori;

– Le imprese esecutrici hanno l’obbligo di redigere il POS;

– Il datore di lavoro dell’impresa affidataria ha l’obbligo di:

– vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati

– vigilare sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del PSC

– coordinare gli interventi finalizzati all’attuazione delle misure generali di tutela

– verificare la congruenza dei POS delle imprese esecutrici rispetto al proprio.

I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Per ulteriori informazioni, contattare:

Tecna Srl | T. 0521/030551 | E-mail: info@tecnaparma.it

Riconoscere la situazione di emergenza, chiamare il 118 e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, agire con manovre che s130927-1638-cuore2ostituiscono le funzioni vitali interrotte (BLS: Basic Life Support ovvero supporto di base delle funzioni vitali ) e, se è disponibile un defibrillatore, tentare di ripristinare il battito cardiaco con la defibrillazione. Tutti possono imparare ad intervenire in caso di arresto cardiaco.

Tecna organizza il corso completo BLSD e il retraining in collaborazione con CRI di Parma. Ci proponiamo per diffondere le manovre di BLS e defibrillazione precoce tra la popolazione (personale non medico) , nel rispetto della normativa in vigore ( D.M. del 18 marzo 2011, Accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 e Linee Guida ERC 2015).

Gli obiettivi specifici della formazione sono la rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) in età adulta e pediatrica (in brevità FULL D) e la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Durata del corso: 5 ore corso completo da aggiornare ogni 24 mesi con il retraining di 3 ore.

Il DM del 18 marzo 2011, n. 120 definisce che tutto il personale sanitario non medico, nonche’ del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico (DAE), deve essere in possesso di idonea formazione validata e sistematicamente verificata.

Non vige l’obbligo per tutte le aziende di dotarsi del Defibrillatore semiautomatico (DAE), ma va valutata, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l’ opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture:

  1. luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria:
    strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;
  2. luoghi in cui si pratica attività sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico (DM 24 aprile 2013, art. 5 comma 3), attivita’ ricreativa ludica:
    auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;
  3. luoghi dove vi e’ presenza di elevati flussi di persone o attivita’ a rischio:
    grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
  4. luoghi che richiamano un’alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione:
    centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;
    strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;
    strutture di Enti pubblici: scuole, universita’, uffici;
    postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
    le farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.

Per informazioni relative ai corsi: tel. 0521.030551 – info@tecnaparma.it