Tecna

TECNA Srl

Strada Guidorossi 1/A
43126 Parma
tel. 0521.030551 - fax 0521.030543

News

Inail ha pubblicato una Guida sugli obblighi di manutenzione richiesti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro e sulle modalità di svolgimento delle attività di manutenzione, che devono tener conto anche della tutela della salute e sicurezza degli addetti alla manutenzione.

L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione porta, infatti, alla necessità di esaminare con attenzione questa attività durante la valutazione dei rischi, soprattutto in considerazione del forte impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori che produce la pratica, sempre più utilizzata dalle aziende, di esternalizzare l’attività di manutenzione affidando questi lavori in appalto.

La Guida Inail analizza:

  • gli effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
  • le soluzioni per una manutenzione sicura
  • la manutenzione secondo il D.Lgs. n.81/2008
  • la manutenzione delle attrezzature
  • la manutenzione dei DPI
  • la manutenzione degli impianti
  • gli aspetti legislativi e normativi riguardanti la manutenzione e le verifiche degli impianti elettrici
  • alcuni cenni sulla affidabilità di un componente o sistema
  • le politiche di pianificazione della manutenzione
  • i metodi analitici di pianificazione della manutenzione
  • la tecnologia RFId al servizio della manutenzione
  • l’esternalizzazione del servizio di manutenzione.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Volume “La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”

Inail ha pubblicato una scheda informativa che approfondisce le principali misure di prevenzione idonee ad impedire il verificarsi di infortuni e/o incidenti causati da transpallet manuali.

L’analisi è stata svolta partendo dai casi di infortuni mortali e gravi in cui un transpallet manuale è intervenuto nella dinamica infortunistica e contenuti nella banca dati Infor.Mo.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Scheda “I transpallet manuali”

Vedi allegato: inail-scheda-informativa-transpallet-manuali

Per maggiori informazioni: tel. 0521030551 oppure info@tecnaparma.it

L’assunzione di bevande ALCOLICHE e SUPERALCOLICHE comporta:

  • Elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza
  • L’incolumità o la salute dei terzi

Cosa prescrivo le normative di riferimento: Codice Stradale, D.Lgs 81/08 e Provvedimento del 06 marzo del 2016 

  • CODICE DELLA STRADA NUOVO ART. 186-BIS.

Guida sotto l’influenza dell’alcool per conducenti che esercitano professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose.

  1. È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste per:
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87;
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90;
  • conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.
  • LGS 81/08

E in relazione al fatto che gli effetti delle sostanze psicotrope amplificano i rischi insiti nell’attività lavorativa, si sottolinea che “l’obbligo generale indelegabile del Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi lavorativi” (artt. 17 e 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) “include anche le eventuali interazioni dei rischi presenti in ambiente di lavoro con quelli derivanti da errate abitudini personali dei lavoratori, come l ‘assunzione di alcol e sostanze stupefacenti”.

Il documento si sofferma poi sulla dipendenza da alcol e segnala, art. 41, comma 4, che le visite preventive, periodiche ed in occasione del cambio mansione, siano ‘nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento …altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza…’.

Art. 41 – Sorveglianza sanitaria

  1. 4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b), d), e-bis) e e-ter) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

1.11. Locali di riposo e refezione

1.11.3.2. E’ vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nell’interno dell’azienda.

  • ALLEGATO I DEL PROVVEDIMENTO 16 MARZO 2006

Relativo all’ Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche

Vengono indicate le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, tra cui:

  • addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente;
  • addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci (carrelli elevatori);

lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza”.

Breve informativa sui prodotti fitosanitari che il DECRETO LEGISLATIVO 150/2012 definisce così: sostanze attive e preparati che proteggono le colture da funghi (fungicidi o anticrittogamici), insetti (insetticidi e acaricidi), erbe infestanti (erbicidi o diserbanti), e nematodi (nematocidi). In più, favoriscono o regolano la crescita dei vegetali (fitoregolatori).

Prevenzione dei rischi lavorativi e alle misure di protezione da adottare:

  • valutazione del rischio chimico
  • utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
  • informazione e formazione che costituiscono “un passo fondamentale e necessario per sviluppare la consapevolezza della necessità di tutelarsi attivando comportamenti corretti, procedure di lavoro ed utilizzando attrezzature adeguate”.

Tutela sul lavoro in ogni fase di gestione.

In linea con il decreto legislativo 81/2008, i prodotti fitosanitari debbono essere utilizzati quando occorrono e nella misura necessaria, assicurando una gestione accurata in ogni fase:

  • acquisto,
  • trasporto,
  • conservazione,
  • preparazione delle miscele,
  • trattamento delle piante,
  • post trattamento.

In ognuna di esse possono insorgere per i lavoratori rischi espositivi più o meno elevati in ragione della pericolosità intrinseca del principio attivo, dei livelli di esposizione e di assorbimento tramite inalazione o per via cutanea, e per modalità e frequenze d’uso.

Il pericolo nell’impiego dei prodotti fitosanitari.

Nei lavori in agricoltura, giardinaggio e/o cura del verde l’utilizzo di pesticidi, concimi, disinfettanti, battericidi e detergenti espone gli addetti ai pericoli connessi agli agenti chimici.

Vengono distinti in:

  • pericoli per la sicurezza, derivanti da incendi o altre incidentalità,
  • pericoli per la salute, causati da intossicazioni e malattie.

Un aiuto alla prevenzione può venire dalle etichette e dalle schede di sicurezza (SDS) presenti.

I lavoratori che utilizzano i prodotti fitosanitari, se sottoposti ad una esposizione cronica e continua, possono incorrere a danni: reazioni infiammatorie, cancerogenicità e rischi per il sistema nervoso.

Dispositivi di protezione individuale

Viene raccomandato di usare dispositivi specifici in tutte le attività lavorative che espongono ai pesticidi e di conservarli lontano dagli ambienti in cui si utilizzano. Inoltre, essi devono rispondere a determinati requisiti di compatibilità e sicurezza, essere corredati della nota informativa obbligatoria e riportare la marcatura CE, che deve essere originale, ben visibile, leggibile e indelebile. In dettaglio sull’uso di grembiuli, tute, guanti, stivali e mascherine per occhi e viso.

 

Informiamo che ISPRA comunica che con l’entrata in vigore del DPR n.146/2018 viene abrogato anche l’obbligo d’invio della comunicazione annuale da effettuarsi entro il 31 maggio.

Il portale per la comunicazione annuale, a cui si accede tramite l’indirizzo http://193.206.192.119/fgas_v2/login.php  rimane comunque disponibile per la consultazione ed il download dello storico.

Sono invece impedite:

  • la registrazione di nuovi utenti;
  • l’inserimento di nuove dichiarazioni con riferimento agli anni 2012-2017.

Fonte: www.sinanet.isprambiente.it

L’agevolazione consiste in detrazioni dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dell’IRES (imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguano interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici.

CHI PUÒ USUFRUIRNE

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche (i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, per gli interventi sulle parti, comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato) compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di
  • persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Dal 2018 possono usufruire anche:

  • Istituti autonomi per case popolari, costituiti e già operanti alla data del 31/12/2013 nella forma di società che risponde ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
  • Dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa pe r interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

I pagamenti:

  • Contribuenti senza partita iva: bonifico bancario, postale o tramite conto aperto presso un istituto di pagamento
  • Altri contribuenti: qualsiasi forma

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CESSIONE DEL CREDITO

È prevista la possibilità di cedere il credito derivante dalla detrazione Irpef o Ires spettante per gli interventi di riqualificazione energetica, sia per singola unità immobiliare  sia per le parti comuni di edifici condominiali.

COMPONENTI E TECNOLOGIE ALIQUOTA
SERRAMENTI E INFISSI

SCHERMATURE SOLARI

CALDAIE A BIOMASSA

CALDAIE CONDENSAZIONE

Classe A

50%

 

CALDAIE CONDENSAZIONE Classe A

più sistema termoregolazione evoluto

GENERATORI DI ARIA CALDA A CONDENSAZIONE

POMPE DI CALORE

SCALDACQUA A PDC

COIBENTAZIONE INVOLUCRO

COLLETTORI SOLARI

GENERATORI IBRIDI

SISTEMI BUILDING AUTOMATION

MICROCOGENERATORI

RIQUALIFICAZIONE GLOBALE

65%

 

INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente) 70%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + QUALITA’ MEDIA dell’involucro 75%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO) 80%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)

 

85%

In relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

 

CHI PUÒ USUFRURNE:

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o
  • merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

 

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili)
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

 

Dal 2018, infine, le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia (compresi quelli per l’adozione di misure antisismiche) possono essere usufruite anche:

  • dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati
  • dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; questi enti devono
  • essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”.

 

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

 

COME PAGARE

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) 18
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

 

AGEVOLAZIONE DELL’IVA

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei bene.

 

ELENCO INTERVENTI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI INVIO

COMPONENTI E TECNOLOGIE TIPO DI INTERVENTO
Strutture edilizie · riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno;

· riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;

· riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno;

 

Infissi · riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi;

 

Impianti tecnologici · installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;

· sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di

· calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· microcogeneratori (Pe<50kWe);

· scaldacqua a pompa di calore;

· generatori di calore a biomassa;

· installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;

· installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;

· installazione di impianti fotovoltaici.

 

Elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal: 1) 1o gennaio 2017 per le spese sostenute nel 2018; 2) 1° gennaio 2018 per le spese sostenute nel 2019

 

· forni

· frigoriferi

· lavastoviglie

· piani cottura elettrici

· lavasciuga

· lavatrici

· asciugatrici

 

 

 

In relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

CHI PUO’ USUFRUIRNE:

Per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile.

Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte

dell’amministrazione del condominio.

In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’amministratore rilascia una certificazione dalla quale risultano, tra le altre cose, l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino.

Nel caso in cui la certificazione dell’amministratore del condominio indichi i dati relativi a un solo proprietario, mentre le spese per quel determinato alloggio sono state sostenute anche da altri, questi ultimi, se possiedono i requisiti per avere la detrazione, possono fruirne a condizione che attestino sul documento rilasciato dall’amministratore (comprovante il pagamento della quota relativa alla spese) il loro effettivo sostenimento e la percentuale di ripartizione.

Questo vale anche quando la spesa è sostenuta dal familiare convivente, dal componente dell’unione civile o dal convivente more uxorio del proprietario dell’immobile, che possono portare in detrazione le spese sostenute per i lavori condominiali. Sul documento rilasciato dall’amministratore indicheranno gli estremi anagrafici e l’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese.

CONDOMINI MINIMI: si intende un edificio composto da un numero non superiore a otto condòmini. I condomini che, non avendone l’obbligo, non hanno nominato un amministratore e non possiedono un codice fiscale, possono ugualmente beneficiare della detrazione per i lavori di ristrutturazione delle parti comuni.

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

 

COME PAGARE

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico

bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr
  • 917/1986) 18
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

 

 

Per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente

autonome, a prescindere dall’esistenza di più proprietari.

Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del

codice civile:

  • il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune
  • i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi o per altri simili servizi in comune
  • le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera.

 

AGEVOLAZIONE DELL’IVA

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei bene.

ELENCO INTERVENTI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI INVIO

COMPONENTI E TECNOLOGIE TIPO DI INTERVENTO
Strutture edilizie –        riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno;

–        riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;

–        riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno;

 

Infissi –        riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi;

 

Impianti tecnologici –        installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;

–        sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;

–        sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;

–        pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;

–        sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di

–        calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;

–        microcogeneratori (Pe<50kWe);

–        scaldacqua a pompa di calore;

–        generatori di calore a biomassa;

–        installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;

–        installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;

–        installazione di impianti fotovoltaici.

 

Elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal: 1) 1o gennaio 2017 per le spese sostenute nel 2018; 2) 1° gennaio 2018 per le spese sostenute nel 2019

 

–        forni

–        frigoriferi

–        lavastoviglie

–        piani cottura elettrici

–        lavasciuga

–        lavatrici

–        asciugatrici

 

 

È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente il decreto che fissa, per ogni tipologia di veicolo, l’entità dei contributi per l’anno 2019 relativi alla gestione degli pneumatici (PFU) derivanti da demolizione di veicoli.

I nuovi importi si applicheranno dal 09/05/2019 e da questa data i rivenditori di veicoli dovranno riscuotere il contributo PFU, sulla base dei nuovi valori fissati dal decreto e presenti nella tabella pubblicata nella sezione News del sito http://www.pneumaticifuoriuso.it/, riportata anche in allegato.

Rispetto ai contributi dello scorso anno, applicati a partire dal 5/1/2018, i nuovi contributi per il 2019 sono diminuiti per tutte le categorie di veicoli interessati.

Per i pneumatici di:

ciclomotori e motoveicoli – categoria A1 (ciclomotori, motocicli, motocarri, ecc.) si passa da 0,78 a 0,64 (Euro/Veicolo);

autoveicoli e relativi rimorchi – categoria B1 (autovetture, autovetture per il trasporto promiscuo, autocaravan, ecc.) si passa da 5,17 a 4,17 (Euro/Veicolo);

autocarri, autobus – (autotreni, auto snodati, auto articolati, filoveicoli, trattori stradali, ecc.) si passa:

– per la categoria C1 da 19,74 a 16,66 (Euro/Veicolo);

– per la categoria C2 da 36,44 a 30,75 (Euro/Veicolo);

macchine agricole, macchine operatrici, macchine industriali (trattori, escavatori, ecc.) si passa:

– per la categoria D0 da 1,01 a 0,81 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D1 da 4,43 a 3,58 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D2 da 7,90 a 6,39 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D3 da 20,70 a 16,75 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D4 da 45,17 a 36,54 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D5 da 67,75 a 54,81 (Euro/Veicolo);

– per la categoria D6 da 131,75 a 106,58 (Euro/Veicolo).

Riferimento normativo: Decreto Direttoriale del Ministero Ambiente n.55 del 24/04/2019

Leggi qui la tabella dei nuovi contributi PFU

Il decreto Semplificazione del 11.02.2019 n. 12 proroga a dicembre 2019 la messa a norma degli asili nido e a dicembre 2021 quella delle scuole.

Per semplificare e razionalizzare le procedure di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, è previsto un piano triennale di interventi per il periodo 2019-2021 nell’ambito della programmazione triennale nazionale in materia di edilizia scolastica.
Nell’attesa che il piano venga definito, l’adeguamento alle norme antincendio è prorogato al 31 dicembre 2021 per le scuole e al 31 dicembre 2019 per gli asili nido.

Scuole, la normativa antincendio:

Non si tratta del primo slittamento dei termini per l’adeguamento delle scuole alla normativa antincendio. Senza questa proroga, i termini per l’adeguamento sarebbero già scaduti il 31 dicembre 2018.

Dal 2022 tutte le scuole dovranno essere dotate del Certificato Prevenzione Incendi (che dal 2011 è diventato Segnalazione Certificata Inizio Attività – SCIA antincendio) e dovranno rispettare le disposizioni delle “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” (DM 26 agosto 1992) o, in alternativa, delle “Norme tecniche  di prevenzione incendi per le attività scolastiche” (DM 7 agosto 2017).

Per gli asili nido, la proroga al 31 dicembre 2019 è riferita ai requisiti previsti dall’articolo 6, comma 1, lettera a) del DM 16 luglio 2014 “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido”.

Per i requisiti previsti dallo stesso articolo 6, comma 1, lettera b) e lettera c), del citato decreto, le scadenze per l’adeguamento sono rispettivamente il 31 dicembre 2020 ed il 31 dicembre 2023.