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News

Il Comitato di vigilanza e controllo sulla gestione dei rifiuti di AEE e Pile non ha definito le modalità per il calcolo delle quote di mercato dei produttori di AEE per il 2019 e delle relative tariffe: pertanto le Camere di commercio non hanno potuto pubblicare alcuna informazione.

Sino ad avvenuta comunicazione da parte dell’organismo competente non è quindi possibile, per l’impresa, procedere al versamento dell’importo dovuto in base al Decreto Ministeriale 17 giugno 2016.

Fonte: www.registroaee.it

 

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Il consorzio per la raccolta dei pneumatici fuori uso Greentire ha pubblicato i nuovi importi dei contributi ambientali per l’anno 2020, in vigore dal 1/1/2020, per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU) nel mercato del ricambio.

I nuovi importi sono sensibilmente diminuiti rispetto a quelli precedenti.

Gli importi del nuovo contributo ambientale (+ IVA) in vigore dal 1/1/2020 sono i seguenti:

In merito al contributo ambientale PFU ricordiamo che:

  1. l’importo è fissato in Euro/pneumatico (IVA esclusa) a seconda delle diverse tipologie e del peso dei pneumatici;
  2. l’importo del contributo deve essere indicato sul documento fiscale (fattura/scontrino fiscale/ricevuta fiscale) di vendita dei pneumatici in riga separata, con la seguente dicitura “contributo ambientale ai sensi dell’art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152”, in tutti i passaggi di commercializzazione dei pneumatici nel mercato del ricambio fino al consumatore finale (produttore/importatore pneumatico -> distributori -> gommista/autoriparatore -> utente finale);
  3. l’applicazione in fattura va effettuata nel modo seguente:
    a) il contributo è parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad IVA ed è riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto;
    b) nella prima immissione sul mercato, il produttore o l’importatore applicano il contributo vigente alla data dell’immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio;
    b) in tutte le successive fasi di commercializzazione, il contributo rimane invariato con l’obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all’atto dell’acquisto del pneumatico. Questo implica che nella fase di gestione di vendita del pneumatico, al momento della vendita dello stesso, il venditore deve “recuperare” (per poi indicare in fattura) l’importo del contributo pagato all’atto dell’acquisto, tenendo presente che:
    – il contributo è generalmente rideterminato annualmente ma potrebbe variare anche in corso d’anno,
    – l’anno di acquisto del pneumatico potrebbe essere diverso dall’anno di vendita.

Le imprese coinvolte devono quindi attivarsi per tenere in memoria l’anno di acquisto e il relativo contributo PFU.

 

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Per la compilazione del MUD 2020, riferito al 2019, il Ministero dell’Ambiente conferma il DPCM 24/12/2018, utilizzato l’anno scorso per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile 2020.

Ne consegue che per il MUD 2020 restano immutati i soggetti obbligati, le informazioni da comunicare, le modalità di trasmissione, nonché il modello e le istruzioni per la compilazione.

Ricordiamo la struttura del modello 2020 resta articolato in 6 Comunicazioni:

  1. Comunicazione Rifiuti, che comprende la Sezione Intermediazione e la Comunicazione rifiuti semplificata
  2. Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  3. Comunicazione Imballaggi, che comprende la Sezione Consorzi e la Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio
  4. Comunicazione Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE)
  5. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
  6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE).

Segnaliamo in particolare che le Comunicazioni Rifiuti, RAEE, Imballaggi, Veicoli fuori uso vanno inviate via telematica tramite il sito www.mudtelematico.it, mentre la comunicazione rifiuti semplificata va compilata tramite il sito mudsemplificato.ecocerved.it e trasmessa via PEC all’indirizzo: comunicazionemud@pec.it.

Il sito di EcoCamere è stato aggiornato con le informazioni relative al MUD 2020.

Fonte e Riferimenti: sito Ministero Ambiente, Sezione Notizie e Sezione Territorio -> Rifiuti e inquinamento -> Modello Unico di Dichiarazione ambientale; sito EcoCamere; DPCM 24/12/2018; art. 189 del D. Lgs. 152/06; Legge 70/1994

 

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È stato pubblicato di recente il Parere del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare relativo al rischio di esposizione del consumatore all’alluminio da contatto alimentare. Alcuni studi di tossicità eseguiti hanno evidenziato come l’utilizzo di fogli di alluminio per alcune tipologie di cottura aumenti la concentrazione di alluminio nell’alimento. Anche se la quantità migrante di per sé non rappresenta un rischio, è necessario tenere a mente che l’eccessivo utilizzo di questa tipologia di cottura può causare effetti cumulativi dannosi.

L’ALLUMINIO NEGLI ALIMENTI

L’alluminio è un materiale presente in natura e, a causa della sua diffusa presenza negli alimenti e nei prodotti di consumo, è risultato un metallo con riconosciuta potenziale pericolosità per la salute umana.

Oltre ad essere naturalmente presente in alcuni alimenti, è largamente utilizzato in diversi ambiti, dal packaging dell’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, passando attraverso l’edilizia e il trattamento delle acque alimentari.

L’esposizione dell’uomo è principalmente dovuta a tre fonti principali: l’ambiente, sia naturale sia industriale (processi di estrazione e produzione), la migrazione da materiali a contatto con gli alimenti, gli additivi alimentari contenenti alluminio e potenzialmente aggiunti agli alimenti, alle formulazioni per bambini.

L’esposizione all’alluminio può infatti avvenire in diversi modi. Tuttavia, la via principale risulta essere l’alimentazione. Anche se l’alluminio nelle sue forme potenzialmente ingeribili dall’uomo è poco biodisponibile, diversi studi hanno analizzato una forte variabilità nell’assorbimento, causato da una combinazione di fattori diversi. Il pericolo principale sembra essere dovuto al bio-accumulo, specialmente in fasce di popolazioni vulnerabili, quali bambini, anziani e donne in gravidanza e per i soggetti con ridotta funzionalità renale.

Le principali vie di eliminazione di questo metallo, infatti, sono tramite le feci (per l’alluminio non assorbito) e le urine (per l’alluminio assorbito).

L’ALLUMINIO E I MOCA

L’alluminio ha trovato largo impiego come materiale a diretto contatto con gli alimenti, con diverse funzioni. Viene utilizzato sia per la produzione di film e vaschette monouso e pentolame, nella sua forma tal quale, sia per la produzione di oggetti “fusi”, come caffettiere o piastre, nella sua forma di lega di alluminio.

Nel caso di potenziale contatto con alimenti particolarmente acidi o salati, i contenitori vengono rivestiti internamente con uno strato isolante che impedisca il contatto diretto tra l’alimento e l’alluminio.

La normativa quadro relativa ai MOCA è il Regolamento CE 1935/2004 che stabilisce i requisiti generali per tutti i materiali destinati al contatto con gli alimenti.

L’art. 3 del regolamento stabilisce che:

I materiali e gli oggetti, compresi i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti, devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d’impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:

a) costituire un pericolo per la salute umana;
b) comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari;
c) comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche.

Anche se in condizioni di corretto utilizzo la quantità di alluminio potenzialmente migrante dal materiale all’alimento non è molto elevata, questa quantità può variare se agiscono fattori quali tempi di contatto, temperature, composizione dell’alimento.

È necessario fare attenzione al corretto utilizzo dei moca in alluminio: no usura fisica (graffi, pagliette) no usura chimica (alimenti acidi/salati).

Particolare attenzione a:

  • evitare di rovinare eventuali protezioni dell’alluminio, come ad esempio lo strato anodizzato
  • non confezionare o cucinare all’interno del film in alluminio alimenti salati e/o acidi
  • non conservare i prodotti cotti nell’alluminio per tempi lunghi
  • considerare eventuali additivi contenenti alluminio o altre sostanze che potrebbero contribuire all’accumulo di alluminio nell’alimento.

 

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Con il DPR 146/18 viene introdotta la Banca Dati UnionCamere per il Registro Telematico delle vendite e degli interventi F-Gas.

In applicazione del nuovo regolamento europeo e dei conseguenti regolamenti d’attuazione riguardanti la gestione dei gas fluorurati ad effetto serra, più noti come F-Gas, è stato definito il nuovo sistema sanzionatorio.

Tra le varie sanzioni, segnaliamo in particolare che la mancata registrazione nella banca dati telematica degli interventi sulle apparecchiature entro 30 giorni dalla loro effettuazione comporta una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 1.000 e 15.000 euro.

Queste disposizioni, D.L. del 05/12/2019 n.163 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.1 del 2/1/2020 si applicano a partire dal 17 gennaio 2020.

Ricordiamo che TECNA srl è in grado di fornire un servizio di caricamento degli interventi alle aziende interessate per assolvere correttamente agli obblighi dettati dal Decreto.

Schermata del sito bancadati.fgas.it

 

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il Consorzio EcoTyre ha pubblicato sul proprio sito i nuovi importi dei contributi ambientali da applicare a partire dal 1° gennaio 2020 per la gestione dei pneumatici fuori uso (PFU). Di seguito la tabella con gli importi per le diverse classi di pneumatici trattati.

Tabella riepilogativa Eco Contributi 2020 (+ IVA), in vigore a partire dal 1/1/2020

 

Di seguito ricordiamo i passaggi di applicazione del contributo PFU:

1. l’importo è fissato in Euro/pneumatico (IVA esclusa) a seconda delle diverse tipologie e del peso dei pneumatici;

2. l’importo del contributo deve essere indicato sul documento fiscale (fattura/scontrino fiscale/ricevuta fiscale) di vendita dei pneumatici in riga separata, con la seguente dicitura “contributo ambientale ai sensi dell’art. 228 del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152”, in tutti i passaggi di commercializzazione dei pneumatici nel mercato del ricambio fino al consumatore finale (produttore/importatore pneumatico -> distributori -> gommista/autoriparatore -> utente finale);

3. l’applicazione in fattura va effettuata nel modo seguente:

a) il contributo è parte integrante del corrispettivo di vendita, è assoggettato ad IVA ed è riportato nelle fatture in modo chiaro e distinto;
b) nella prima immissione sul mercato, il produttore o l’importatore applicano il contributo vigente alla data dell’immissione del pneumatico nel mercato nazionale del ricambio;
b) in tutte le successive fasi di commercializzazione, il contributo rimane invariato con l’obbligo, per ciascun rivenditore, di indicare in modo chiaro e distinto in fattura il contributo pagato all’atto dell’acquisto del pneumatico. Questo implica che nella fase di gestione di vendita del pneumatico, al momento della vendita dello stesso, il venditore deve “recuperare” (per poi indicare in fattura) l’importo del contributo pagato all’atto dell’acquisto, tenendo presente che:
– il contributo è generalmente rideterminato annualmente ma potrebbe variare anche in corso d’anno,
– l’anno di acquisto del pneumatico potrebbe essere diverso dall’anno di vendita.

Le imprese coinvolte devono quindi attivarsi per tenere in memoria l’anno di acquisto e il relativo contributo PFU.

 

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Sicurezza sul lavoro: è on line il nuovo calendario corsi in partenza da Gennaio 2020

All’interno del calendario le nuove edizioni dei percorsi formativi specializzati in sicurezza sul lavoro e igiene degli alimenti. Potrai iscriverti online al corso di tuo interesse effettuando l’acquisto attraverso il nostro sito web, oppure compilando il modulo d’iscrizione e inviandolo a: info@tecnaparma.it

Scarica qui il nuovo calendario dei corsi

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Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha pubblicato sul proprio sito (www.conai.org) nella sezione Circolari applicative, quattro circolari riguardanti altrettante ipotesi di semplificazione procedurale, che interessano particolari flussi di imballaggi e o aziende di piccole dimensioni.

Le nuove procedure di semplificazione hanno per oggetto:

Dichiarazione del Contributo ambientale Conai e variazione delle soglie di esenzione annuale e contestuale introduzione di una soglia minima di dichiarazione riferita al peso degli imballaggi: la decorrenza delle nuove soglie avrà effetti sulla periodicità delle dichiarazioni di competenza dell’anno 2020 (la prima scadenza è il 20 gennaio 2021). Per le sole procedure ordinarie viene introdotta, a soli fini statistici, una soglia minima di 10 tonnellate (peso dei soli imballaggi nell’anno di riferimento) che fa scattare l’obbligo di dichiarazione anche laddove il CAC risulti inferiore alla soglia di esenzione.

Nuova procedura di dichiarazione semplificata del Contributo ambientale Conai basata sul fatturato complessivo dell’anno precedente (massimo 2.000.000 Euro) riservata agli importatori di imballaggi pieni, che si aggiunge a quelle esistenti: decorrenza nuova procedura a partire dalle dichiarazioni di competenza dell’anno 2020; termine presentazione dal 1° al 30 settembre dell’anno di competenza (la prima tra il 1° e il 30 settembre 2020).

Procedura agevolata semplificata di fatturazione e dichiarazione del Contributo ambientale Conai già riservata ai “piccoli commercianti” di imballaggi. Estensione ai produttori di imballaggi che commercializzano imballaggi a “completamento di gamma o dell’imballaggio”, in materiali diversi da quelli impiegati per la produzione: decorrenza nuova procedura 1 gennaio 2020; il modulo 6.24 sarà integrato e reso disponibile da Conai ai produttori, che gestiscono fino a 150 ton per ciascun materiale (per plastica come somma delle diverse fasce).

Nuova procedura di esenzione e applicazione del Contributo ambientale Conai per i “rotoli di foglio di alluminio” e per i “rotoli di pellicola di plastica per alimenti“, con esenzione dal CAC per chi destina i rotoli di alluminio fino a 50 metri e per i rotoli di pellicola di plastica fino a 75 metri per uso domestico e applicazione del CAC per quantitativi superiori a quelli prima citati se l’uso è professionale: decorrenza nuova procedura dal 1/1/2020 con un periodo di test di 1 anno.

Riferimento: Circolari Conai  ID. 1-2019, 2-2019, 3-2019, 4-2019 del 5.12.2019.
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Anche per il 2020, la Regione Emilia Romagna ha attivato il Sistema Informativo sulla Rimozione e Smaltimento Amianto – SIRSA. Tramite questo portale web è possibile inviare la relazione annuale amianto, entro il termine ultimo del 28 febbraio 2020 così come previsto dalla normativa vigente.

L’utilizzo di questo portale pubblico è gratuito e, sia per l’invio dei piani di rimozione, sia per l’invio delle relazioni annuali, per ora rimane facoltativo e non richiede alcuna installazione di software, ma solo l’accesso ad una casella PEC e l’utilizzo delle credenziali (username e password ottenute tramite  l’iscrizione).

Per illustrare il funzionamento del sistema, la Regione Emilia Romagna ha organizzato un incontro che si terrà il giorno 9 gennaio 2020 alle ore 14.30 presso la propria sede in viale della Fiera 8 a Bologna, nella Sala XX Maggio della Terza Torre.

Fonte: http://www.progettosirsa.it/

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Con il DPR 146/18, è stata introdotta la Banca Dati UnionCamere per il Registro Telematico delle vendite e degli interventi F-gas. Tale provvedimento è stato adottato con lo scopo di monitorare efficacemente, attraverso la raccolta di dati reali e di elevata precisione, le emissioni di gas fluorurati a effetto serra e tentare di prevenire ulteriori conseguenze negative che si possono ripercuotere sul clima.

Ma come funziona la banca dati e come poterla utilizzare? TECNA può aiutarvi!

Per agevolare i professionisti del settore di impiantistica ad affrontare le nuove procedure online, TECNA offre un servizio pratico e sicuro di inserimento degli interventi svolti su apparecchiature contenenti F-GAS, in modo da garantire il corretto adempimento degli obblighi dettati dalla normativa.

Contatta il numero di telefono 0521/030551 o scrivi un’email a info@tecnaparma.it, saremo lieti di fornirti una completa assistenza per tutta la procedura. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito web della Banca dati F-GAS.