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News

Con il DPR 146/18, è stata introdotta la Banca Dati UnionCamere per il Registro Telematico delle vendite e degli interventi F-gas. Tale provvedimento è stato adottato con lo scopo di monitorare efficacemente, attraverso la raccolta di dati reali e di elevata precisione, le emissioni di gas fluorurati a effetto serra e tentare di prevenire ulteriori conseguenze negative che si possono ripercuotere sul clima.

Ma come funziona la banca dati e come poterla utilizzare? TECNA può aiutarvi!

Per agevolare i professionisti del settore di impiantistica ad affrontare le nuove procedure online, TECNA offre un servizio pratico e sicuro di inserimento degli interventi svolti su apparecchiature contenenti F-GAS, in modo da garantire il corretto adempimento degli obblighi dettati dalla normativa.

Contatta il numero di telefono 0521/030551 o scrivi un’email a info@tecnaparma.it, saremo lieti di fornirti una completa assistenza per tutta la procedura. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito web della Banca dati F-GAS.

CONAI ha aggiornato in data 26/11/2019 le liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive, che saranno in vigore dal 1° gennaio 2020 e a breve invierà una comunicazione alle aziende interessate.

Nella stessa comunicazione il Consorzio ha ritenuto opportuno coinvolgere i consorziati per invitarli a segnalare mediante apposita scheda, se tra gli imballaggi in plastica soggetti al contributo ambientale di fascia C, vi siano ulteriori casistiche di imballaggi da sottoporre alle valutazioni dei competenti organi consortili del CONAI, per una loro futura allocazione in una fascia agevolata, sempre che sia dimostrata l’esistenza di una filiera di selezione e riciclo già efficace e consolidata o in fase di concreto consolidamento e sviluppo.

Le segnalazioni sono da inviare a contributodiversificato@conai.org, e dovranno essere opportunamente motivate e documentate, con indicazione delle tecnologie e dei flussi/circuiti di riciclo (a fine vita – post consumo) degli imballaggi segnalati nonché – ove disponibili – dei dati di immesso complessivo (espresso in tonnellate) sul mercato nazionale degli stessi imballaggi (vuoti o pieni), comprensivo anche dei quantitativi di provenienza estera, e dei relativi circuiti di destinazione (C&I e/o Domestico).

CONAI infine invita le imprese a verificare la corretta imputazione delle tipologie di imballaggi nelle rispettive fasce dichiarative previste per gli anni 2018 e 2019, in modo da procedere quanto prima alle rettifiche di eventuali errori commessi sia in sede di fatturazione ai Vs. clienti sia nelle dichiarazioni conseguenti.

In merito alla diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica, segnaliamo che CONAI ha reso disponibile una guida con le liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive. Questo il link per scaricare la guida in formato PDF

 

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L’Albo Nazionale Gestori Ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/06 e succede all’Albo Nazionale Gestori Rifiuti, disciplinato dal D.Lgs 22/97. È costituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale, con sede presso il medesimo Ministero e in Sezioni regionali e provinciali, con sede presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Tramite il sito di nuova attivazione è possibile aprire il proprio profilo come responsabile tecnico rifiuti della propria azienda. I consulenti di TECNA sono a disposizione per delucidazioni su: informazioni sul ruolo da Responsabile Tecnico, sul Calendario Esami, su Materiali (QUIZ) e per l’Accesso all’Area Riservata.

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Il regolamento (CE) n. 1935/2004 prevede un quadro normativo UE armonizzato. Fissa i principi generali di sicurezza e di inerzia per tutti i MOCA.

  • rilascino loro componenti negli alimenti in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana;
  • comportino una modifica inaccettabile nella composizione, nel gusto e nell’odore degli alimenti. Inoltre, il quadro normativo prevede:
  • regole speciali per i materiali attivi e intelligenti (non sono concepiti per essere inerti);
  • possibilità di adottare misure UE aggiuntive per specifici materiali (ad esempio la plastica);
  • la procedura per eseguire le valutazioni di sicurezza delle sostanze utilizzate nella fabbricazione di MOCA, che coinvolgono l’Autorità europea per la sicurezza alimentare;
  • regole sull’etichettatura, comprendenti un’indicazione circa il loro impiego (ad es. come macchina da caffè, bottiglia da vino o cucchiaio da minestra), oppure tramite riproduzione del simbolo;
  • la documentazione per dimostrare la conformità e la rintracciabilità.

Gli utilizzatori di MOCA (industria alimentare di produzione e/o di confezionamento, centri di somministrazione e di vendita al dettaglio) hanno l’obbligo di richiedere al proprio fornitore la dichiarazione di conformità dei materiali ed oggetti al contatto con gli alimenti e riportante le modalità di utilizzo e di gestione dei materiali acquistati.

Si ricorda, infatti, che la sola scheda tecnica NON costituisce un documento sufficiente per l’ottemperanza delle norme in vigore, ma completa la dichiarazione di conformità, con tutte le informazioni accessorie per il trattamento contabile (codici articolo, EAN) e logistico (dimensione dei prodotti e caratteristiche delle pallettizzazioni, modalità di assemblaggio), utili al trattamento del MOCA in azienda.

Le aziende hanno quindi necessità di attrezzarsi per disporre di procedure organizzative/informatiche per supportare un efficiente gestione dei documenti che accompagnano i MOCA, per i seguenti motivi principali: ai fini di possibili controlli da parte di enti preposti (Servizio d’Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, i Servizi Veterinari, Aziende Sanitarie Locali) per la verifica del corretto uso dei materiali nelle diverse fasi del processo di stoccaggio e di utilizzo.

Il controllo delle autorità preposte al controllo ha, infatti, come scopo di far aumentare la consapevolezza da parte del personale circa l’importanza della conformità dei materiali ai fini della sicurezza degli alimenti e sui possibili rischi indotti dal contatto dei materiali sui cibi.

Cliccando questo link è possibile scaricare l’opuscolo informativo della Commissione Europea

 

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Ricordiamo l’obbligo di iscrizione per tutte quelle aziende che importano apparecchiature elettriche (quelle apparecchiature con il simbolo del cassonetto barrato) ed elettroniche da paese UE e extra UE. Di seguito illustriamo questo adempimento.

Il Registro dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

L’articolo 29 del Decreto legislativo 14 marzo 2014 n. 49 conferma il ruolo del Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei sistemi di gestione dei RAEE, istituito e funzionante ai sensi del regolamento 25 settembre 2007, n. 185 al fine di garantire la raccolta e la tenuta delle informazioni necessarie a verificare il rispetto delle prescrizioni del decreto legislativo e il corretto trattamento dei RAEE e di consentire la definizione delle quote di mercato.

I produttori sono tenuti ad iscriversi al Registro nazionale, via telematica, prima che inizino ad operare nel territorio italiano, secondo le modalità indicate all’articolo 1 del regolamento 25 settembre 2007, n. 185.

Ai sensi dell’articolo 4 comma 1 punto g) del D.lgs. 49/2014 è considerato produttore, e quindi soggetto agli obblighi previsti dall’art. 8 del D.Lgs., la persona fisica o giuridica che, qualunque sia la tecnica di vendita utilizzata, compresa la comunicazione a distanza:

  1. è stabilita nel territorio nazionale e fabbrica AEE recanti il suo nome o marchio di fabbrica oppure commissiona la progettazione o la fabbricazione di AEE e le commercializza sul mercato nazionale apponendovi il proprio nome o marchio di fabbrica;
  2. è stabilita nel territorio nazionale e rivende sul mercato nazionale, con il suo nome o marchio di fabbrica, apparecchiature prodotte da altri fornitori; il rivenditore non viene considerato ‘produttore’, se l’apparecchiatura reca il marchio del produttore a norma del numero 1);
  3. è stabilita nel territorio nazionale ed immette sul mercato nazionale, nell’ambito di un’attività professionale, AEE di un Paese terzo o di un altro Stato membro dell’Unione europea;
  4. è stabilita in un altro Stato membro dell’Unione europea o in un paese terzo e vende sul mercato nazionale AEE mediante tecniche di comunicazione a distanza direttamente a nuclei domestici o a utilizzatori diversi dai nuclei domestici;

Il produttore di AEE soggetto agli obblighi di cui al comma 1 può immettere sul mercato dette apparecchiature solo a seguito di iscrizione presso la Camera di commercio di competenza.

All’interno del Registro, oltre alla sezione relativa ai sistemi collettivi di gestione dei RAEE domestici, è istituita una apposita sezione relativa ai sistemi individuali riconosciuti ai sensi dell’articolo 9.

Schermata della Scrivania Telematica Produttori per accedere all’area riservata produttori

 

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L’etichettatura di un prodotto ha un ruolo particolarmente importante perché ne descrive le caratteristiche e consente a chi lo acquista di scegliere quello che maggiormente risponde alle proprie esigenze.

Il regolamento Comunitario n. 1169 del 25 ottobre 2011 ha introdotto nuove informazioni riguardanti l’etichettatura dei prodotti agroalimentari; quali sono le indicazioni obbligatorie, come devono essere indicate le informazioni e quali caratteristiche tecniche devono avere le etichette. Lo scopo di tale innovazione è quello di tutelare ulteriormente la salute dei consumatori e assicurare un’informazione chiara e trasparente.

Come deve essere l’etichetta alimentare

  • chiara
  • leggibile
  • comprensibile
  • indelebile (non deve cancellarsi)

non deve:

  • indurre in errore i destinatari
  • attribuire proprietà di guarigione o prevenzione di malattie

Accanto al nome del prodotto, l’etichetta deve fornire informazioni relative alle sue condizioni fisiche o al trattamento specifico che ha subito (prodotto in polvere, congelato, concentrato, affumicato, ecc.).

Le informazioni contenute nell’etichetta alimentare

In base al regolamento UE n.1169/2011 le informazioni obbligatorie sono:

  • la marca, la denominazione di vendita (nome che identifica il prodotto), la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento e il luogo di origine o di provenienza del prodotto
  • l’elenco degli ingredienti
  • il termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro) e, nel caso di prodotti molto deperibili, la data di scadenza (da consumarsi entro)
  • la quantità netta del prodotto (vale a dire senza il peso della confezione); nei prodotti conservati in un liquido, deve essere indicato anche il peso sgocciolato
  • la partita (il lotto), che indica l’insieme di tutte le confezioni di un determinato prodotto alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze praticamente identiche
  • la modalità di conservazione e di utilizzazione
  • le caratteristiche nutrizionali sotto forma di tabella

Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligo di indicare gli allergeni ossia quelle sostanze o prodotti che possono dare allergie evidenziando il nome con un carattere di stampa diverso per dimensioni, stile o colore, da quello utilizzato per gli altri ingredienti, in modo da renderlo rapidamente visibile. L’obiettivo è di permettere al consumatore di essere informato di tutte le sostanze allergeniche presenti nell’alimento, sotto forma di ingredienti, additivi, aromi, coadiuvanti tecnologici o altro, che potrebbero causare allergie, ipersensibilità o intolleranze alimentari.

Per la tutela e per la sicurezza del consumatore, gli alimenti preconfezionati possono essere commercializzati solo se accompagnati dall’indicazione della produzione da cui provengono (partita). Quest’ultima è costituita da un codice cosiddetto alfanumerico, vale a dire formato da lettere e numeri, che indica senza possibilità di errore il lotto di appartenenza della derrata alimentare. Grazie all’indicazione della partita è possibile rintracciare tempestivamente il prodotto in caso di problemi, in modo da poter intervenire immediatamente con azioni correttive, ritiri o richiami dal mercato.

Per quanto riguarda la dicitura oli e grassi vegetali l’indicazione generica della categoria non è più sufficiente; le indicazioni relative ai grassi devono specificare la natura degli oli e grassi utilizzati (es. olio di palma, di cocco, di soia, di colza). Nel caso di miscele di oli va utilizzata la dicitura in proporzione variabile accompagnata dall’elenco dei vari oli componenti la miscela (es. olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati ecc.).

L’etichetta nutrizionale

L’etichettatura nutrizionale è molto importante perché fornisce immediatamente al consumatore le indicazioni necessarie per confrontare un prodotto con un altro e per valutare se risponda, o meno, alle proprie necessità dietetiche permettendogli di fare una scelta consapevole.

L’art. 9 del regolamento UE n.1169/2011 introduce l’obbligo di fornire a tutti gli alimenti preconfezionati una etichettatura nutrizionale con le indicazioni delle calorie (valore energetico) e della quantità di alcune sostanze nutritive, espresse per 100 grammi (g) o per 100 millilitri (ml) o per porzione.

L’obbligo della dichiarazione nutrizionale riguarda tutti i prodotti alimentari confezionati tranne alcune categorie di alimenti soggette a proprie regole in materia di etichettatura, come gli integratori alimentari, le acque minerali naturali e gli alimenti destinati ad una alimentazione particolare.

Le indicazioni obbligatorie sono:

  • il valore energetico in chilojoule (kJ) e in chilocalorie (kcal) per 100 grammi (g) o per 100 millilitri (ml). Un chilojoule corrisponde a 1 kcal x 4,2

le quantità di:

  • grassi
  • acidi grassi saturi
  • carboidrati
  • zuccheri
  • proteine
  • sale

I valori dichiarati sono valori medi stabiliti sulla base di analisi di laboratorio effettuate, o di calcoli eseguiti a partire dagli ingredienti, o da dati stabiliti e accettati (per maggiori informazioni consultare le tabelle di composizione degli alimenti).

Con la dizione grassi si intendono i grassi totali, sia quelli presenti naturalmente negli alimenti sia quelli aggiunti durante la lavorazione. I componenti principali dei grassi sono i cosiddetti acidi grassi saturi prevalentemente, ma non esclusivamente, presenti negli alimenti di origine animale e gli acidi grassi insaturi prevalentemente, ma non esclusivamente, presenti negli alimenti di origine vegetale.

Il contenuto di grassi saturi deve essere obbligatoriamente indicato poiché esiste una stretta correlazione tra il loro consumo eccessivo e il rischio di malattie cardiovascolari. A questo proposito, per prevenirne la comparsa attraverso un’alimentazione corretta, si suggerisce alle persone di tutte le età di limitare il consumo di grassi saturi a non più del 10% dell’apporto energetico totale.

Con la parola carboidrati sono indicati tutti quelli utilizzabili dall’uomo, compresi i polioli (o polialcoli), una classe particolare di carboidrati contenuta naturalmente in alcuni tipi di frutta e verdura e usata spesso come dolcificante (sorbitolo, mannitolo, maltitolo ecc.); con la parola zuccheri, invece, sono indicati gli zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, saccarosio ecc.) presenti in un alimento.

Anche il contenuto in sale, presente naturalmente nell’alimento e/o aggiunto, deve essere obbligatoriamente indicato a causa della stretta correlazione tra il suo consumo eccessivo e la pressione alta; la riduzione di pochi grammi di sodio (presente nel sale da cucina) al giorno determina una diminuzione della pressione del sangue sia nelle persone che soffrono di pressione alta (ipertese) sia in coloro che hanno valori normali. Per la popolazione italiana i livelli raccomandati di sale devono essere inferiori a 6 gr al giorno. L’etichetta deve recare la parola sale e non sodio utilizzando la formula: sale = sodio × 2,5.

Alla dichiarazione nutrizionale obbligatoria possono essere aggiunte altre indicazioni, facoltative, riguardanti le quantità di uno o più dei seguenti elementi:

  • acidi grassi monoinsaturi
  • acidi grassi polinsaturi
  • polioli
  • amido
  • fibre
  • sali minerali
  • vitamine

Qualora sull’etichetta di un prodotto alimentare sia descritta la presenza di una sostanza che si pensi possa produrre effetti benefici sulla salute, deve esserne indicata la quantità. Un esempio potrebbe essere la presenza di omega-3 o di beta-glucani (componenti della fibra alimentare). La loro quantità deve essere indicata nella stessa zona dell’etichetta nutrizionale che ne descrive la presenza.

 

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Come orientarsi in caso di esportazione nei paesi UE – Volume I – UE 15.

Il Vademecum riassume gli adempimenti nei confronti dei sistemi europei di gestione degli imballaggi post consumo, in caso di esportazione di merci confezionate. Lo scopo del documento è quello di dare un primo orientamento alle imprese che esportano in Europa imballaggi e merci imballate.

Il documento, è concentrato sugli Stati Membri dell’Unione Europea e affronta per ciascun Paese il modello di gestione presente, l’ottemperanza delle imprese, gli eventuali obblighi di etichettatura degli imballaggi, l’organizzazione dell’apparato sanzionatorio, evidenziando eventuali punti critici.

Cliccando questo link è possibile scaricare il documento in formato PDF

Riciclare è sempre più importante ma non sempre è chiaro come effettuare al meglio la raccolta differenziata. Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, al quale aderiscono oltre 850 mila imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi, ha pubblicato un decalogo per rendere più efficace il servizio di raccolta differenziata.

Il decalogo Conai della raccolta differenziata di qualità

  1. Separa correttamente gli imballaggi in base al materiale di cui sono fatti e mettili nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata. Grazie a te che separi gli imballaggi e al comune che li raccoglie, CONAI e i Consorzi di filiera fanno rinascere l’acciaio, l’alluminio, la carta, il legno, la plastica e il vetro.
  2. Riduci sempre, se possibile, il volume degli imballaggi: schiaccia le lattine e le bottiglie di plastica richiudendole poi con il tappo, appiattisci carta e cartone. Se fai questo, renderai più efficace il servizio di raccolta differenziata.
  3. Dividi, quando è possibile, gli imballaggi composti da più materiali, ad esempio i contenitori di plastica delle merendine dalla vaschetta di cartone oppure i barattoli di vetro dal tappo di metallo. Se fai questo, limiterai le impurità e permetterai di riciclare più materiale.
  4. Togli gli scarti e i residui di cibo dagli imballaggi prima di metterli nei contenitori per la raccolta differenziata. Se fai questo, ridurrai le quantità di materiali che vengono scartate.
  5. Sappi che la carta sporca (di cibo, di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici), fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta; inoltre il loro conferimento peggiora la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone.
  6. Fai attenzione a non mettere nel contenitore del vetro bicchieri e oggetti di cristallo, stoviglie in ceramica, porcellana, pyrex e lampadine. Inserire tali materiali può vanificare i tuoi sforzi perché rovina la raccolta del vetro.
  7. Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in alluminio. Oltre alle più note lattine per bevande, separa anche vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray e il foglio sottile per alimenti.
  8. Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in acciaio, solitamente riportano le sigle FE o ACC. Le trovi su barattoli per conserve, scatolette del tonno, lattine e bombolette, fustini e secchielli, tappi corona e chiusure di vario tipo per bottiglie e vasetti.
  9.  Introduci nel contenitore per la raccolta differenziata della plastica tutte le tipologie di imballaggi. Fai attenzione a non introdurre altri oggetti, anche se di plastica, come giocattoli, vasi, piccoli elettrodomestici, articoli di cancelleria e da ufficio.
  10. Ricorda che se hai imballaggi in legno li puoi portare alle isole ecologiche comunali attrezzate. Cassette per la frutta e per il vino, piccole cassette per i formaggi, contenitori di legno, sono tutti imballaggi che possono essere riciclati.

Questo il link per scaricare il decalogo in formato PDF

Inail ha recentemente pubblicato sul proprio portale un opuscolo sulla sicurezza alla guida contenente alcune tabelle relative agli effetti dell’uso di alcol, droghe e farmaci.

Viene sottolineato che l’uso di tali sostanze rappresenta un rischio non solo per la propria sicurezza, ma per la sicurezza dell’intera collettività e l’obiettivo del documento è quello di migliorare la consapevolezza dei rischi tra i guidatori, in ambito lavorativo e non.

Inoltre l’opuscolo illustra le conseguenze dell’assunzione di farmaci, sostanze stupefacenti o psicotrope e alcol previste dal Codice della Strada.

Questo il link per scaricare la guida Inail in formato PDF

Annualmente i produttori di AEE sono tenuti a pagare le tariffe per la copertura degli oneri per il monitoraggio e il funzionamento del Comitato di Vigilanza e il Comitato di indirizzo dei RAEE e per la tenuta del Registro AEE. Segnaliamo al riguardo che il Comitato di Vigilanza al momento è decaduto e non ancora rinominato.

La tariffa si compone di importo fisso (10 Euro) e di un importo variabile da versare sulla base delle quote di mercato che si calcolano dal MUD.

Questo pagamento è da effettuarsi entro il 30 settembre di ogni anno, termine posticipato, senza oneri di mora, entro il 31 ottobre dal Comitato di Vigilanza RAEE.

Ricordiamo che il ritardato versamento è soggetto ad un pagamento della tariffa maggiorata degli interessi nella misura del tasso legale vigente, con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza di detto termine.

Ad oggi, il Ministero dell’Ambiente non ha ancora fornito le modalità di calcolo delle quote e le tariffe relative all’anno 2018, pertanto vi è l’impossibilità di adempiere.

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