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News

Sul sito CONAI è disponibile l’edizione 2021 della “Guida all’adesione e all’applicazione del Contributo Ambientale CONAI“.

Anche quest’anno la Guida è costituita da due volumi:

  • il primo illustra gli adempimenti, le procedure consortili e schemi riepilogativi;
  • il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni.

Questi documenti sono consultabili dal sito CONAI > Download documenti > Contributo ambientale.

 

Cos’è CONAI

Il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) nasce per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, al fine di prevenire e ridurre al minimo il loro impatto ambientale. I soggetti che sono coinvolti nel ciclo di vita degli imballaggi, ossia i Produttori, gli Importatori, e gli Utilizzatori di imballaggi, sono anche responsabili della loro corretta ed efficace gestione ambientale quando diventano rifiuti e adempiono ai loro obblighi partecipando al Conai o adottando sistemi alternativi.

 

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Ti ricordiamo gli appuntamenti con i nostri prossimi corsi in partenza dal 1° marzo.

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Dal 17 febbraio 2021 è possibile presentare la Comunicazione annuale produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), parte del Modello Unico di dichiarazione ambientale secondo le modalità stabilite dal D.P.C.M. 23/12/2020.

Le scrivanie telematiche sono accessibili, con firma digitale del legale rappresentante o di altro soggetto precedentemente delegato, dal portale Registro AEE.

Una volta effettuato l’accesso all’area riservata, è necessario scegliere la voce di menù COMUNICAZIONE ANNUALE.

Sarà possibile comunicare i dati relativi alle sole apparecchiature per le quali il produttore è iscritto al registro: ulteriori apparecchiature dovranno essere inserite con una pratica di variazione.

La comunicazione va presentata, indicando il valore pari a 0, anche se il produttore, nel corso del 2020 non ha immesso alcuna quantità.

Non è previsto il versamento di alcun diritto di segreteria.

La comunicazione dovrà essere inviata entro il 16 giugno 2021.

Fonte: Registro AEE

 

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Il decreto attuativo del regolamento europeo Fgas prevede che le persone fisiche e le imprese iscritte al Registro ma non ancora in possesso dei relativi certificati/attestazioni al 24 gennaio 2019, data di entrata in vigore del suddetto regolamento, dovevano ottenerli entro il 25 settembre 2019, pena la cancellazione dal Registro Fgas.

In attuazione di questa disposizione, il Ministero dell’Ambiente ha comunicato l’avvio della procedura di cancellazione dal Registro Fgas dei soggetti che non hanno provveduto a tale regolarizzazione.

 

Riferimenti normativi: Decreto Presidente della Repubblica n.146/2018; Circolare del Ministero dell’Ambiente prot.n.10796 del 03/02/2021

I gestori di impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e pulitintolavanderie a ciclo chiuso, sono tenuti a richiedere l’Autorizzazione alle Emissioni in Atmosfera (Impianti ed attività in deroga di cui all’art. 272 comma 2 D.Lgs. 152/2006 – Procedure semplificate) entro lunedì 1° marzo.

L’adesione all’autorizzazione di carattere generale comporta i seguenti adempimenti:

  • la tenuta del Registro Annuale di attività (Allegato 3 D), aggiornato per ciascuna macchina con periodicità mensile, con i quantitativi di tessuti o pellami lavati ed i quantitativi di solvente integrato, firmato dal gestore dell’impianto o dell’attività, da tenere a disposizione delle Autorità di controllo e il rispetto del valore limite di emissione totale;
  • la presentazione, entro il 28 febbraio di ogni anno, della “Comunicazione Annuale di attività” secondo il formato dell’Allegato 2D-2.

Anche quest’anno la comunicazione andrà inviata tramite PEC al SAC ARPAE di Parma al seguente indirizzo aoopr@cert.arpa.emr.it.

Rinnovo dell’autorizzazione

L’autorizzazione generale ha una validità pari a 15 anni quindi occorre verificare la data di presentazione della documentazione in possesso. La domanda di rinnovo dell’autorizzazione deve essere presentata almeno 45 giorni prima.

In caso di variazioni:

1. installare un nuovo impianto e trasferire un impianto

La domanda di autorizzazione deve essere presentata almeno 45 giorni prima dell’installazione, del trasferimento dell’impianto o dell’avvio dell’attività.

2. modificare un impianto

La domanda deve essere presentata almeno 30 giorni prima dell’effettuazione della modifica. Allegare descrizione delle modifiche apportate.

Ricordiamo che in caso di eventuali variazioni della ragione sociale e della sede legale della ditta, la cessione d’azienda, la disattivazione dell’impianto o la cessazione dell’attività queste vanno comunicare tempestivamente al SAC ARPAE di Parma e al SUAP del Comune di riferimento.

 

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LE RESPONDABILITÀ

Per POS (Piano Operativo di Sicurezza) si intende il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell’articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’allegato XV (art.89 c.1 lett. h) D. Lgs.81/08).

OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ DEL DATORE DI LAVORO DELL’IMPRESA ESECUTRICE

Il Piano Operativo di Sicurezza costituisce uno strumento di prevenzione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività e, pertanto, deve contenere disposizioni specifiche in relazione alle diverse attività che vengono svolte nel luogo di lavoro, tali da rendere attuabili gli obiettivi del piano di sicurezza e coordinamento, non potendo costituire la mera riproduzione di quest’ultimo.

Obiettivo del POS è quello di descrivere le migliori contromisure da adottare nelle attività di cantiere al fine di salvaguardare l’incolumità fisica dei lavoratori.

OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ DELL’IMPRESA AFFIDATARIA

  • Articolo 26: Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
  • coordinare gli interventi di cui gli articolo 95: Misure generali di tutela, e articolo 96: Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
  • verificare la congruenza dei Piani Operativi di Sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione.”

 

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Riportiamo il comunicato di Unioncamere relativo alla vidimazione dei Registri di carico e scarico dei rifiuti, alla luce delle modifiche apportate dal D. Lgs. 116/2020:

L’articolo 190 “Registro cronologico di carico e scarico” del D.lgs. 152/2006 è stato modificato in occasione del recepimento delle Direttive comunitarie n. 851 e 852 del 2018 (parte del pacchetto europeo sull’economia circolare), per effetto del D.lgs. 116/2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso settembre.

A fronte delle difficoltà segnalate dalle imprese in merito all’interpretazione della normativa, Unioncamere ha predisposto una nota che fornisce indicazioni alle Camere di commercio sulla vidimazione dei Registri di carico e scarico dei rifiuti. Nella nota si richiama quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate a proposito di libri e registri contabili: la numerazione progressiva delle pagine va effettuata prima dell’utilizzo, con l’indicazione – in ogni pagina – dell’anno a cui si riferisce, per cui l’anno da riportare non è quello in cui viene effettuata la stampa delle pagine, bensì quello a cui in senso stretto è relativa la contabilità.

Secondo Unioncamere sulla vidimazione dei Registri di carico e scarico rimangono perciò valide le modalità operative in essere, già precisate con una precedente nota nel 2008, che nello specifico contengono le seguenti indicazioni:

  • per i Registri con pagine già numerate: trattandosi di registri prestampati con fogli che già presentano una numerazione, non dovrà essere apposta nessuna numerazione aggiuntiva;
  • per i Registri tenuti tramite strumenti informatici: per accelerare la procedura, si suggerisce alle imprese – prima della vidimazione – di stampare le pagine che costituiranno il registro, avendo cura che le pagine siano numerate in modo progressivo e riportino la denominazione e il codice fiscale dell’azienda; in ogni pagina dovrà poi essere riportato l’anno di riferimento, indicandolo al momento della scrittura dei movimenti.”

 

Fonte: EcoCamere

 

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo DPCM con le istruzioni per la compilazione e la modulistica per il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), che sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare nel 2021 con riferimento all’anno precedente (2020).

Il MUD resta articolato nelle consuete sei Comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento:

  1. Comunicazione Rifiuti
  2.  Comunicazione Veicoli Fuori Uso
  3. Comunicazione Imballaggi, composta dalla Sezione Consorzi e dalla Sezione Gestori Rifiuti di imballaggio.
  4. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
  5. Comunicazione Rifiuti Urbani, assimilati e raccolti in convenzione
  6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Il termine per la presentazione del MUD è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e, dunque, slitta al 16 giugno 2021, come previsto dall’art. 6 co. 2-bis della Legge di riferimento (L. 70/04).

Chi è obbligato a presentare la dichiarazione MUD?

  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi.
  • Imprese ed enti, con più di 10 dipendenti, che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi.
  • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi, con un volume di affari annuo maggiore a 8000 Euro.
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti conto terzi.
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti.
  • Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione.

Sono inoltre tenuti alla dichiarazione MUD:

  • produttori di AEE
  • CONAI
  • soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali
  • soggetti coinvolti nel sistema di gestione dei RAEE
  • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

 

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Tecna organizza il corso di formazione per Auditor di prima e seconda parte dei Sistemi di Gestione Ambientale, in modalità e-learning.

Che cos’è il Sistema di Gestione Ambientale (ISO 14001)

Le norme internazionali ISO 14000 rappresentano uno strumento per migliorare la gestione ambientale all’interno di un’azienda.
In particolare, la ISO 14001 è una norma internazionale ad adesione volontaria, applicabile a qualsiasi tipologia di impresa pubblica o privata, che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale. 
La norma ISO 14001 è un utile strumento che permette all´organizzazione di:

  • gestire gli impatti ambientali delle proprie attività;
  • garantire il rispetto della legislazione applicabile;
  • perseguire il miglioramento continuo.

Obiettivi del corso:

Il corso ha l’obiettivo di formare Auditor, interni o esterni (sui fornitori), in grado di condurre attività di audit di prima e seconda parte e approfondire le conoscenze della norma ISO 14001:2015.

Destinatari:

Il corso si rivolge ai Responsabili di Sistemi di Gestione delle aziende.

Modalità: 

Il corso viene erogato in modalità e-learning per offrire notevoli vantaggi:

  • ottimizzare e risolvere problemi di tempo;
  • ridurre le spese legate agli spostamenti;
  •  offre la possibilità di partecipare in qualsiasi momento, collegandosi da casa o dall’ufficio.

Durata: 8 ore

In fase di iscrizione sarà possibile verificare se sono disponibili forme di finanziamento sulle spese del corso di formazione.

 

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30.12.2020 è stata pubblicata la Legge di Bilancio 2021 (L. 30.12.2020 n.178) che proroga al 31 dicembre 2021 le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus) e le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni (Bonus Casa), in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

A partire dal 25 gennaio sono operativi i siti ENEA cui trasmettere i dati relativi agli interventi di efficienza energetica ammessi alle detrazioni fiscali del c.d. Ecobonus e del Bonus Casa che si siano conclusi entro il 2021.

Sono possibili due tipologie di detrazione:

  • BONUS CASA

  • ECOBONUS

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

BONUS CASA

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

 

  • SINGOLE UNITÀ IMMOBILIARI

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, anche coloro che sostengano le spese e che siano intestatari di bonifici e fatture.

Dal 2018, infine, le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia (compresi quelli per l’adozione di misure antisismiche) possono essere usufruite anche:

  • dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati
  • dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti;

 

  • PARTI COMUNI DEGLI EDIFICI RESIDENZIALI

Le detrazioni spettano a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà o dei diversi criteri applicabili ai sensi degli articoli 1123 e seguenti del codice civile.

Il beneficio compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico da parte dell’amministrazione del condominio.

In tale ipotesi, la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

L’amministratore rilascia una certificazione dalla quale risultano, tra le altre cose, l’ammontare delle spese sostenute nell’anno di riferimento e la quota parte millesimale imputabile al condomino.

CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

COME PAGARE

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr)
  • 917/1986) 18codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

AGEVOLAZIONE DELL’IVA

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei bene.

 

BONUS MOBILI

Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche).

PAGAMENTO

Per avere diritto alla detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito.

Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

QUANDO SE NE HA DIRITTO

Per avere l’agevolazione è indispensabile, quindi, realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano arredi per la propria abitazione

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

ELENCO INTERVENTI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI INVIO:

ECOBONUS

L’agevolazione consiste in detrazioni dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dell’IRES (imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguano interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici.

CHI PUÒ USUFRUIRNE

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche (i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, per gli interventi sulle parti, comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato) compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società dip ersone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Dal 2018 possono usufruire anche:

  • Istituti autonomi per case popolari, costituiti e già operanti alla data del 31/12/2013 nella forma di società che risponde ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
  • Dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

PAGAMENTI

  • Contribuenti senza partita iva: bonifico bancario, postale o tramite conto aperto presso un istituto di pagamento
  • Altri contribuenti: qualsiasi forma

ELENCO INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE

 

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