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News

jobs-act-2Il decreto sulle semplificazioni attuativo del Jobs Act, ha previsto: l’abrogazione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni a decorrere dal 23 dicembre 2015.
Da tale data non sarà quindi più necessario effettuare alcuna registrazione sui registri già in uso né provvedere alla vidimazione (nelle Regioni in cui è ancora richiesto) o tenuta di nuovi registri, nei casi in cui ciò era previsto.
I registri già in uso andranno comunque conservati sul luogo di lavoro per almeno 4 anni dall’ultima registrazione o, se non usati, dalla data della vidimazione.
Riferimenti: art.21, c.4 del D.lgs. n.151/2015; D.M. 12 settembre 1985.

Approfondimento

Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151, entrato in vigore il 24 settembre 2015, agli artt. 20 e 21 “Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro” ha introdotto sostanziali modifiche al Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008) e sugli adempimenti in materia di infortuni e malattie professionali.

Lavoro accessorio – In particolare, per i lavoratori che effettuano prestazioni di lavoro accessorio, si prevede che le disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, debbano essere applicate qualora la prestazione venga resa a favore di un committente imprenditore o professionista.

Conformemente alla disciplina previgente, restano esclusi dall’applicazione del decreto e dalle norme speciali vigenti in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori i piccoli lavori domestici a carattere straordinario. Qualora non si rientri nelle citate ipotesi, si applicheranno le disposizioni di cui all’art. 21 del D. Lgs. 81/2008, dunque quelle previste a tutela delle attività svolte dai componenti dell’impresa familiare e dai lavoratori autonomi. Analogamente, le disposizioni di cui all’art. 21 troveranno applicazione con riferimento ai soggetti che svolgono attività di volontariato in favore di associazioni di promozione sociale, associazioni sportive dilettantistiche, associazioni religiose, volontari accolti nell’ambito dei programmi internazionali di educazione non formale.

Servizio di prevenzione e protezione – Con riferimento al servizio di prevenzione e protezione di cui all’art. 34 del T.U. sulla sicurezza, al datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP viene consentito lo svolgimento diretto dei compiti di primo soccorso, prevenzione incendi e di evacuazione a prescindere dal numero dei lavoratori, quindi anche nelle imprese con oltre 5 lavoratori.

Purché nei limiti previsti dall’Allegato 2 del TU:

– aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, salvo l’esclusione di alcune aziende;

– aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori;

– aziende della pesca fino a 20 lavoratori;

– altre aziende fino a 200 lavoratori.

Inoltre, con la modifica al co. 2-bis, viene specificato che il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di primo soccorso nonché di prevenzione incendi e di evacuazione deve frequentare gli specifici corsi di formazione previsti dagli artt. 45 e 46.

Regime sanzionatorio – Le disposizioni che probabilmente di più hanno subito modifiche è l’impianto sanzionatorio contenuto nell’art. 55. Più precisamente, vengono individuate una serie di disposizioni la cui violazione determina il raddoppio dell’importo della sanzione, qualora la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori ovvero una triplicazione dell’importo stesso, qualora la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori.

 

È operativo il nuovo modello unico per la semplificazione delle fasi di realizzazione (costruzione, connessione ed esercizio) di nuovi piccoli
imfotovoltaicopianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica aderenti o integrati nei tetti degli edifici, per i quali sia richiesto contestualmente l’accesso al regime dello scambio sul posto (SSP). Con il nuovo regime il gestore della rete diviene l’unico interlocutore del possessore del nuovo impianto che viene così liberato dall’onere di presentare le pratiche al Comune. Vengono meno, inoltre, sia gli obblighi di registrazione dell’impianto al portale Terna e di presentazione della pratica per lo SSP al GSE, sia quelli sull’impatto paesaggistico dell’impianto che restano solo per gli edifici non vincolati.

È divenuto pienamente operativo, il 22 novembre 2015, il nuovo Modello Unico introdotto dal MiSe, con il decreto 19 maggio 2015, per semplificare le fasi di realizzazione (costruzione, connessione ed esercizio) di nuovi piccoli impianti fotovoltaici di produzione di energia elettrica (potenza nominale non superiore ai 20 kW, potenza non superiore a quella già disponibili in prelievo; realizzato presso cliente finale già dotato di punti di prelievo attivi in bassa tensione; etc.), aderenti o integrati nei tetti degli edifici, per i quali sia richiesto contestualmente l’accesso allo Scambio sul Posto (SSP).

 

 

mudSul sito di Ecocerved è apparsa la notizia che dal 10 dicembre 2015 saranno chiusi i siti ancora attivi per la trasmissione telematica del MUD e delle comunicazioni AEE e Pile. Ricordiamo che l’invio oltre la scadenza delle predette comunicazioni annuali è soggetto a sanzioni.

1) MUD – scadenza 30/4 di ogni anno

– Per il MUD 2015 dal prossimo 10 dicembre non saranno più attivi i sistemi telematici per la compilazione e l’inoltro del MUD 2015 (relativo ai dati 2014), nello specifico http://www.mudtelematico.it/http://mudsemplificato.ecocerved.it/ e http://www.mudcomuni.it/.

– Per il MUD 2016 (relativo ai dati 2015), le rispettive applicazioni verranno rese disponibili dal 15 febbraio 2016.

2) Comunicazioni apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) – scadenza 30/4 di ogni anno; comunicazione Pile e accumulatori – scadenza 31/3 di ogni anno

– Per le comunicazioni annuali 2015 (relative ai dati 2014), dal 10 dicembre prossimo non sarà più attivo il sistema telematico per l’inoltro

– Per le comunicazioni annuali 2016 (relative ai dati 2015), i sistemi verranno resi disponibili per l’invio a partire dal 18 gennaio 2016, sui siti web di competenza ovvero http://www.registroaee.it/  e http://www.registropile.it/.

 

 

 

 

 

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Conai ha reso disponibile una nuova versione della Guida sintetica “EasyConai”, concernente i principali adempimenti consortili ed altre informazioni sull’attività del Sistema Conai/Consorzi di Filiera.
Il formato cartaceo è veicolato anche attraverso i principali quotidiani nazionali di informazione/economia.
La versione digitale è disponibile sul sito http://www.easyconai.it/ e con una app dedicata.

 

CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, è un Consorzio privato senza fini di lucro, a cui aderiscono circa 1.000.000 di imprese, produttrici ed utilizzatrici di imballaggi, che ha la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio previsti dalla legislazione europea (Direttiva 1994/62/CE e successiva Direttiva 2004/12/CE) e recepiti dalla normativa italiana (D.Lgs. 22/1997 ora D.Lgs. 152/2006 e s.m.).

CONAI indirizza l’attività di 6 Consorzi di Filiera rappresentativi dei materiali utilizzati come materie prime per la produzione di imballaggi (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro).

La responsabilità estesa del produttore, prevista dalla legislazione europea e nazionale nella gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, è attuata attraverso l’applicazione di due principi fondamentali: “chi inquina paga” e la “responsabilità condivisa”. In attuazione di tali principi i produttori e gli utilizzatori di imballaggi aderiscono a CONAI.

Per ciascun materiale di imballaggio, CONAI e i Consorzi di Filiera stabiliscono un Contributo Ambientale, che costituisce la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra le imprese che producono e utilizzano imballaggi gli oneri necessari al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio, fra cui i maggiori oneri della raccolta differenziata organizzata dai Comuni.

Il prelievo del Contributo avviene all’atto della cosiddetta “prima cessione”, cioè al momento del trasferimento, anche temporaneo e a qualunque titolo, nel territorio nazionale, dell’imballaggio finito effettuato dall’ultimo produttore al primo utilizzatore, oppure del materiale di imballaggio effettuato da un produttore di materia prima o di semilavorati a un autoproduttore che gli risulti o si dichiari tale.

Nei casi di immissione al consumo nel territorio nazionale di imballaggi vuoti o pieni provenienti da fuori di tale territorio o comunque non comportanti una “prima cessione”, il Contributo Ambientale CONAI è dovuto, dichiarato e versato dall’impresa che effettua l’immissione al consumo, in qualunque momento e a qualsiasi titolo abbia acquisito tali imballaggi, salvo il caso in cui tale Contributo sia già stato versato dall’impresa estera, se facoltativamente iscritta a CONAI.

 

apeDal 1° di ottobre entrano in vigore i tre decreti del 26 giugno sull’efficienza energetica che modificano le regole sulla certificazione energetica degli edifici e la redazione dell’APEl’attestato di prestazione energetica.

Il primo decreto (Decreto interministeriale 26 giugno 2015) è volto alla definizione delle nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e dei nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.

Il secondo decreto (Decreto 26 giugno 2015) definisce le modalità di applicazione della metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici.

Il terzo decreto (Decreto 26 giugno 2015), infine, aggiorna le linee guida per la certificazione della prestazione energetica degli edifici.

Le principali novità:
La normativa prevede la realizzazione di un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale per la gestione di un catasto nazionale degli attestati di prestazione energetica e degli impianti termici.
Il SIAPE sarà istituito dall’ENEA (entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto), che dovrà garantirne l’interoperabilità con i sistemi informativi nazionali e regionali esistenti;

Nel caso di offerta di vendita o di locazione, per i corrispondenti annunci, effettuati tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali, è fatto obbligo dell’utilizzo, con l’esclusione degli annunci via internet e a mezzo stampa, del format di cui all’Appendice C delle Linee guida approvate dal primo Decreto.

Le classi energetiche da sette diventano dieci: si parte, come prima, dalla G (la peggiore), per arrivare al top dei quattro livelli di classe A: A1, A2, A3, A4.

L’APE deve essere redatto da un soggetto abilitato ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 75 e deve riportare obbligatoriamente , per l’edificio o per l’unità immobiliare, pena l’invalidità:

  • la prestazione energetica globale sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici;
  • la classe energetica;
  • la qualità energetica del fabbricato ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento;
  • i valori di riferimento;
  • le emissioni di anidride carbonica;
  • l’energia esportata;
  • le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti (a tal fine occorre distinguere gli interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica).

Format di APE secondo le nuove linee guida (Appendice B)

In ogni caso, il soggetto abilitato alla certificazione, deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione.

La validità temporale massima dell’APE è di dieci anni a partire dal suo rilascio (è previsto un obbligatorio aggiornamento a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che riguardi elementi edilizi o impianti tecnici in maniera tale da modificare la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare), subordinata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo di efficienza energetica degli impianti tecnici dell’edificio.

 

 

RicicloCon l’entrata in vigore della Decisione 2014/955/UE ed il Regolamento 1357/2014/UE, ci sono state notevoli ripercussioni non solo sui criteri di classificazione dei rifiuti ma anche sulle modalità di gestione degli stessi.

DAL 1 GIUGNO 2015

  • Cambia l’identificazione delle classi di pericolo: da “H” ad “HP”
  • Nuovo elenco dei codici CER – aggiunti alcuni codici
  • Cambiano i valori soglia per determinare le classi di pericolo

Le novità di cui sopra sono state motivate dalla necessità di allineamento della vigente normativa ambientale alle disposizioni del Regolamento (Ce) 1272/2008 (Regolamento CLP) sulla classificazione delle sostanze e delle miscele pericolose.
La Decisione 2014/955/UE contiene il nuovo elenco dei codici CER e fornisce una descrizione chiara della procedura di attribuzione dei codici CER ed in particolare della classificazione pericoloso o non pericoloso del rifiuto.
Il Regolamento 1357/2014/UE modifica le denominazioni delle caratteristiche di pericolo da “H” ad “HP” e definisce nuovi criteri per l’attribuzione delle caratteristiche di pericolosità.

Alla luce di quanto sopra riportato, si precisa che:

  • L’elenco dei CER subisce modifiche limitate che riguardano principalmente l’introduzione di tre nuovi codici:
    • 01.03.10* fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina contenenti sostanze pericolose, diversi da quello di cui alla voce 01.03.07
    • 16.03.07* mercurio metallico
    • 19.03.08* mercurio parzialmente stabilizzato
  • Se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso assoluto ossia non è previsto un codice speculare “diverso da ..”), esso è da considerarsi non pericoloso senza ulteriore specificazione.
  • Se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso assoluto ossia non è previsto un codice speculare “diverso da ..”), esso è pericoloso senza ulteriore specificazione e, per procedere alla sua gestione, devono essere determinate le proprietà di pericolo.
  • Se un rifiuto è classificato con codici CER speculari (ossia è previsto un codice “diverso da ..”), per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso, devono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede tramite specifica caratterizzazione. Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo sono:
    • individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso la scheda informativa, il campionamento e l’analisi del rifiuto dove applicabile
    • determinare i pericoli connessi ai composti presenti
    • stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante la comparazione delle concentrazioni rilevate con il valore soglia dove previsto per le frasi di rischio specifiche dei componenti.

Ricordiamo infine che la responsabilità della corretta caratterizzazione/classificazione del rifiuto è a carico del produttore/detentore e che suo onere è verificare le modalità adottate per la caratterizzazione dei rifiuti prodotti sulla base dei criteri definiti dalla nuova normativa.

463312477%20(1)-58722542Il seminario organizzato da CNA Parma in collaborazione con Tecna srl si rivolge a chi si occupa di tutti gli adempimenti ambientali in azienda, propone una ricognizione sulle novità della normativa vigente, in modo da fornire le informazioni necessarie per affrontare le problematiche sui rifiuti, i RAEE, gli F-gas, gli imballaggi, e capirne gli obblighi e le responsabilità a carico dell’impresa.

La partecipazione è aperta a tuttigratuita; per ragioni organizzative vi chiediamo di voler cortesemente confermare la partecipazione mediante semplice email a info@tecnaparma.it indicando il numero di persone che interverranno e, se interessati a ricevere un attestato di partecipazione, anche nome e cognome di chi sarà presente.

Di seguito riportiamo un programma dettagliato degli argomenti che verranno affrontati nel corso del seminario:

Rifiuti Nuova classificazione dei rifiuti ai sensi del Regolamento n. 1357/2014; Nuovo elenco dei codici CER ai sensi della Decisione n. 2014/955/UE; Obblighi per i produttori di rifiuti speciali pericolosi: quali analisi? Quando effettuarle? Casi pratici di gestione dei rifiuti identificati con codice CER pericoloso o codice CER speculare; SISTRI: soggetti obbligati all’utilizzo e novità derivanti dalla nuova classificazione dei rifiuti

Albo Gestori Ambientali Trasporto rifiuti e RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche; Nuove modalità di presentazione delle pratiche mediante il portale Agest Telematico;

F-GAS – Gas fluorurati ad effetto serra Dichiarazione Fgas: che cosa riguarda, chi deve presentarla ed entro quale termine; Obblighi per chi effettua interventi di manutenzione su apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra; Obblighi per chi possiede apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra; Casi pratici: adempimenti in capo ai manutentori e alle imprese che effettuano interventi su circuiti contenenti gas fluorurati ad effetto serra; Registro di apparecchiatura: chi è soggetto alla tenuta; Certificazione delle imprese e delle persone: chi è soggetto e quali sono gli adempienti; Formazione per il personale che effettua manutenzioni su apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra.

Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi Quali obblighi per i produttori e gli importatori di imballaggi.

 

MODULO DI ISCRIZIONE

 

th32SKYW58Il Regolamento CE n. 1272/2008 del 16 dicembre 2008, denominato Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging) ha introdotto un nuovo sistema di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele.

Esso abrogherà le precedenti Direttive Europee a partire dal 1 giugno 2015 e sarà pienamente in applicazione il regolamento CLP.

 Quali competenze del Datore di Lavoro?
Il DDL dovrà richiedere ai fornitori le schede di sicurezza aggiornate alla nuova regolamentazione CLP e dovrà aggiornare la valutazione del rischio chimico:

  • se cambia la classificazione della miscela; in alcuni casi potrebbe addirittura essere necessaria la Valutazione del Rischio Cancerogeno / Mutageno (Titolo IX, Capo II);
  • se si rilevano difformità tra l’uso identificato / lo scenario di esposizione comunicato dal produttore e quello dell’utilizzatore;
  • se l’algoritmo utilizzato a supporto della valutazione del rischio ha modificato i criteri di attribuzione dei punteggi di pericolo;
  • in generale, se sono modificate le condizioni di utilizzo delle miscele.

Il Regolamento CLP si propone di armonizzare all’interno della Comunità europea i criteri per la classificazione delle sostanze e delle miscele e le norme relative alla loro etichettatura ed imballaggio e di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.
Obiettivo del Regolamento è quello di:

  • determinare quali proprietà di una sostanza o di una miscela permettano di classificarla
  • come pericolosa, affinché i pericoli che essa comporta possano essere adeguatamente identificati e resi noti. Tali proprietà comprendono i pericoli di natura fisica, i pericoli per la salute dell’uomo ed i pericoli per l’ambiente, compresi quelli per lo strato di ozono.
  • di assicurare la protezione degli animali, riducendo al minimo

La classificazione delle sostanze e delle miscele allineata al Regolamento CLP (CE n. 1272/2008) è significativa novità della nuova direttiva SEVESO 3 (2012/18/UE del 4 luglio 2012) per gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

Le principali novità:

  • gli esperimenti condotti su di essi.
  • le nuove “frasi H” o “Indicazioni di Pericolo” (Hazard Statements) sostituiscono le “frasi R” e descrivono la natura del pericolo legato a sostanze e miscele; indicate con la lettera H seguita da numeri a tre cifre;
  • le nuove “frasi P” o “Consigli di Prudenza” (Precautionary Statements)” sostituiscono le “frasi S” ed indicano le misure raccomandate per prevenire ominimizzare gli effetti dannosi dei prodotti chimici; rappresentati dalla lettera P e da un codice a tre cifre
  • sempre in etichetta, sono previste frasi supplementari valide solo nell’Unione Europea “EUH”.
  • Viene introdotta “l’Avvertenza” che segnala all’utilizzatore il grado relativo di gravità del pericolo; “Attenzione” è l’avvertenza per le categorie di pericolomeno gravi e “Pericolo” l’avvertenza per le categorie di pericolo più gravi;
  • Cambia anche la terminologia utilizzata. Il Clp, infatti, fa riferimento a:                     
  1. miscele invece che preparati;
  2. classi di pericolo anziché categorie di pericolo;
  3. le classi di pericolo sono a loro volta suddivisibili in categorie che specificano la gravità del    pericolo.
  • i nuovi simboli di pericolo sono ora chiamati “Pittogrammi”, di seguito un confronto tra  i nuovi ed i vecchi pittogrammi

CLP

Per maggiori informazioni e/o richiesta di preventivo , inviare il modulo di richiesta tramite fax oppure mail.

Esempio di richiesta schede di sicurezza da inviare al proprio fornitore.

fgasAi fini della comunicazione della dichiarazione ai sensi dell’art.16, comma 1, del DPR 43/2012 riferita all’anno 2014, è stato pubblicato l’elenco aggiornato delle sostanze da considerare ai fini della dichiarazione.

Si precisa infine che l’entrata in vigore del nuovo Regolamento CE n.517/2014 non ha modificato struttura, criteri e contenuti della dichiarazione Fgas. Il valore soglia che permette di stabilire se una apparecchiatura fissa è inclusa nel campo di applicazione della dichiarazione resta quindi fissato a 3 kg di gas fluorurato ad effetto serra.

Si ricorda che il termine ultimo per la consegna è il 31 maggio 2015.

Tecna srl si propone per dare assistenza e consulenza alle aziende interessate

imagesIBN92ZBHIl Decreto Interministeriale del 4 Marzo 2013 entrato in vigore il 20 aprile 2013 ha introdotto la formazione per gli
Addetti Alla Pianificazione, Controllo E Apposizione Della Segnaletica Stradale Destinata Alle Attività Lavorative Che Si Svolgano In Presenza Di Traffico Veicolare.

Entro il 20.04.2015 sono tenuti allo svolgimento dei corsi i lavoratori, che alla data di entrata in vigore del D.I del 4 marzo 2013, il 20.04.2013, operano già nel settore da almeno 12 mesi.

L’aggiornamento della formazione dei lavoratori, operatori e preposti, deve essere garantito ogni 4 anni.

Il Decreto prevede un percorso formativo strutturato in due moduli (tecnico e pratico) della durata complessiva di 4 ore.

Il corso può essere organizzato presso la sede dell’azienda oppure in aula.

Al termine del percorso formativo, sarà rilasciata la certificazione attestante l’avvenuta formazione.