Tecna

TECNA Srl

Strada Guidorossi 1/A
43126 Parma
tel. 0521.030551 - fax 0521.030543

News

Il 12 marzo 2019 è entrato in vigore il d.lgs. 17/2019 relativo all’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo sui dpi (regolamento (ue) n. 2016/425 del parlamento europeo e del consiglio, del 9 marzo 2016).

L’obiettivo del nuovo decreto è di:

  • semplificare e chiarire il quadro esistente per l’immissione sul mercato di tali dispositivi;
  • migliorare la trasparenza, l’efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti.

Si sottolinea che dal 21 aprile 2019, possono essere immessi sul mercato solo dispositivi di protezione individuale che rispettino le indicazioni del regolamento ue di cui capo iv (valutazione della conformità) art. 18 e 19

CAPO IV

VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ

Articolo 18

Categorie di rischio dei DPI

I DPI sono classificati secondo le categorie di rischio di cui all’allegato I.

Articolo 19

Procedure di valutazione della conformità

Le procedure di valutazione della conformità da seguire, per ognuna delle categorie di rischio di cui all’allegato I, sono le seguenti:

a) categoria I: controllo interno della produzione (modulo A) di cui all’allegato IV;

 

b) categoria II: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V seguito dalla conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione (modulo C) di cui all’allegato VI;

 

c) categoria III: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V e una delle seguenti:

 

i) conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove del prodotto sotto controllo ufficiale effettuate ad intervalli casuali (modulo C2) di cui all’allegato VII;

 

ii) conformità al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione (modulo D) di cui all’allegato VIII.

A titolo di deroga, per i DPI prodotti come unità singole per adattarsi ad un singolo utilizzatore e classificati secondo la categoria III, può essere seguita la procedura di cui alla lettera b).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

per ogni informazione: tecna 0521030551

Articolo 20 – OBBLIGHI DEI LAVORATORI

  1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

 

  1. I lavoratori devono in particolare:
    • contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
    • utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e le miscele pericolose, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
    • utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
    • segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
    • non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
    • non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
    • partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
    • sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.

 

  1. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto29

 

Sanzioni per i lavoratori

Sanzioni penali

Art. 20, co. 2, lett. b), c), d), e), f), g), h), i): arresto fino a un mese o ammenda da 245,70 a 737,10 euro (Art. 59, co. 1, lett. a)

Sanzioni amministrative

Art. 20 co. 3: sanzione amministrativa pecuniaria da 61,43 a 368,56 euro (Art. 59, co. 1, lett. b)

 

Sanzioni per i lavoratori autonomi

Art. 20 co. 3: sanzione amministrativa pecuniaria da 61,43 a 368,56 euro (Art. 60, co. 2)

Quali sono gli obblighi previsti dalla legge in materia di sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro per le lavoratrici madri?

In ogni azienda il Datore di Lavoro (DdL) è il responsabile per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati nella propria azienda.
Il DdL deve mettere in atto misure e strumenti informativi per responsabilizzare i dipendenti in materia di prevenzione e protezione sul lavoro.
Nello specifico deve informare tutte le lavoratrici dei risultati del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e dell’obbligo di segnalare lo stato di gravidanza per iscritto non appena ne vengano a conoscenza (leggi l’Informativa per le Lavoratrici Madri a QUESTO LINK).

Per conoscere gli adempimenti obbligatori da mettere in atto dopo la comunicazione dello stato di gravidanza da parte della lavoratrice, vi invitiamo a scaricare la breve guida a QUESTO LINK.

Conai ha introdotto – con effetto dal 20 febbraio 2019 – una procedura agevolata per le aziende che spontaneamente intendano regolarizzare concretamente la posizione senza frapporre alcun ostacolo per la determinazione del Contributo ambientale Conai dovuto nei tempi previsti dalle vigenti disposizioni consortili.

Tale procedura prevede in particolare:

che l’accertamento sia limitato agli ultimi 5 anni (anzichè 10) precedenti alla data di invio dell’autodenuncia, sempre che non siano già stati avviati controlli ai sensi dell’art. 11 del Regolamento consortile;

la possibilità di rateizzare le somme dovute al Conai (per contributo e interessi di mora) fino a 36 mesi.

Restano altresì fermi sia il termine per l’invio delle dichiarazioni dopo l’autodenuncia (30 giorni) sia la non applicazione di sanzioni da parte del Conai.

Le agevolazioni (che comunque non possono essere intese come rinuncia preventiva del Conai al Contributo ambientale Conai dovuto dall’impresa nell’ultimo decennio) operano alle seguenti condizioni e decadono automaticamente qualora venga meno anche una sola di esse:

invio entro il termine di 30 giorni dalla data di presentazione dell’autodenuncia, delle dichiarazioni periodiche al Conai riferite ai 5 anni antecedenti alla stessa autodenuncia;

regolare pagamento delle somme dovute al Conai a qualunque titolo.

Cos’è l’HACCP?
HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis Critical Control Point (Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici). Si tratta di un manuale personalizzato per le aziende che operano ai vari livelli della lavorazione, manipolazione e trattamento più o meno diretto degli alimenti che ha come obiettivo il rispetto della normativa HACCP.Ogni azienda che svolge attività nel settore alimentare, anche in modo più o meno diretto, DEVE predisporre il proprio Manuale HACCP redatto “su misura”, affinché possa realmente essere applicato all’interno della struttura operativa. Il non rispetto degli obblighi previsti dalla legge comporta importanti sanzioni.

In che cosa consiste?
In ogni attività del settore agro-alimentare, consiste nell’individuazione di ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza igienica e quindi, nella relativa definizione e applicazione di adeguate procedure di sicurezza igienico-sanitarie. L’obiettivo principale è quello di produrre la descrizione specifica e la documentazione di tutte le modalità e le misure messe in atto per garantire l’integrità, la sicurezza e la salubrità delle preparazioni alimentari (protocolli operativi e controlli su personale addetto, attrezzature, locali di stoccaggio e mezzi di trasporto).

Per chi è obbligatorio?
Il manuale HACCP è obbligatorio per tutte le attività del settore alimentare indipendentemente dalle loro mansioni, come:

  • Preparazione, produzione confezionamento
  • Deposito, trasporto, distribuzione e stoccaggio
  • Distribuzione e vendita

Come fare?
TECNA S.r.l., azienda specializzata nella consulenza in ambito sicurezza sul lavoro, ambiente, formazione e qualità, assiste le aziende e fornisce consulenza nella redazione del manuale HACCP.

Cosa ti offriamo?

  • Supporto durante l’analisi del processo produttivo
  • Affiancamento del cliente nella valutazione della conformità dei luoghi adibiti alla produzione, somministrazione, magazzino, trasporto e vendita degli alimenti
  • Redazione del manuale HACCP
  • Redazione del manuale di rintracciabilità
  • Consulenza e assistenza nell’implementazione dei processi di rintracciabilità alimentare
  • Attività di formazione interna per addetti in materia di HACCP presso le aziende
  • Audit presso mense aziendali
  • Audit interni (prima parte) e presso fornitori (seconda parte)
  • Assistenza per etichettatura di prodotti alimentari
  • Assistenza per redazione quaderno ingredienti
  • Consulenza sugli allergeni
  • Supporto alle aziende nel realizzare Menù con riportati gli ingredienti e gli allergeni
  • Servizio di campionamento e ritiro campioni
  • Analisi microbiologiche e chimiche sulle materie prime, sui semilavorati e sui prodotti finiti e tamponi ambientali
  • Certificazioni di qualità nel settore agro-alimentare

I consulenti di TECNA, società del gruppo CNA, sono a vostra disposizione per informazioni e maggiori approfondimenti.

TECNA S.R.L.
Strada Guidorossi 1/a Parma
T. 0521 030551 | E. info@tecnaparma.it

Fgas: quest’anno niente dichiarazione annuale all’ISPRA

Gli anni scorsi in questo periodo si cominciava a pensare alla dichiarazione annuale Fgas da presentare all’ISPRA entro il 31 maggio e relativa agli impianti con una carica di refrigerante di almeno 3 kg.

Quest’anno però niente dichiarazione ISPRA; infatti il nuovo decreto in materia di Fgas, ovvero il DPR 16 novembre 2018, n. 146, ha abrogato l’articolo 16, comma 1 del D.P.R. n. 43/2012 relativo appunto a questo adempimento;  restano invariati gli obblighi di mantenimento dei registri.

Sul sito del Ministero dell’Ambiente, a questa pagina:

https://www.minambiente.it/pagina/dpr-n-1462018-recante-attuazione-del-regolamento-ue-n-5172014

possiamo leggere:

NOTA BENE: La Dichiarazione F-gas relativa alle informazioni del 2018 (termine di comunicazione 31 maggio 2019) non dovrà essere trasmessa. Tuttavia, a partire dal 24 settembre 2019, a seguito del primo intervento utile di controllo delle perdite, di manutenzione, di assistenza, di riparazione e/o di smantellamento delle apparecchiature già installate alla data di entrata in vigore del D.P.R. n. 146/2018, l’impresa certificata o, nel caso di imprese non soggette all’obbligo di certificazione, la persona fisica certificata comunica, per via telematica, alla Banca dati le informazioni di cui ai commi 4, 5 e 7 dell’articolo 16 del D.P.R. n. 146/2018.

 

Il DVR quale strumento operativo di pianificazione degli interventi.

COS’E’

Relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa

CHI LO DEVE FARE

la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione” (art.28 c.2 lett.a) D.Lgs.81/08).

 LO SCOPO

La redazione si applica a tutte le lavorazioni e lo scopo è quello di costituire un elemento concreto per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori in quanto in esso il datore di lavoro, dopo aver valutato i rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, specifica:

  • i criteri adottati per la valutazione stessa,
  • procede ad individuare le misure di prevenzione e di protezione,
  • i dispositivi di protezione individuale,
  • formula il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento, nel tempo, dei livelli di sicurezza
  • utilizzando strumenti tipo procedurale derivanti fondamentalmente da una adeguata informazione e formazione del personale (prevenzione soggettiva)

QUANDO E’ OBBLIGATORIO

La stesura del DVR è obbligatoria quando si hanno dei lavoratori, vengono equiparati ai lavoratori ai fini della tutela in materia di sicurezza:

  • i soci lavoratori di cooperativa o di società, anche di fatto, che prestano la loro attività per conto delle società e dell’ente stesso;
  • gli associati in partecipazione di cui all’articolo 2549, 2e seguenti del codice civile;
  • i partecipanti a iniziative di tirocini formativi e di orientamento (quindi anche stages, percorsi di alternanza studio-lavoro, ecc.);
  • gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali (limitatamente ai periodi in cui l’allievo stesso è effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione), in poche parole gli studenti che si trovano nelle condizioni sopraindicate;
  • i volontari

Nei giorni scorsi, l’Ausl di Parma ha reso noto che la Regione Emilia Romagna con Delibera regionale 1762/17 ha previsto la realizzazione del piano “Tutela della salute e sicurezza nel comparto della logistica”.

Il piano, che dovrà quindi essere realizzato su tutto il territorio regionale, prevede l’analisi dei rischi lavorativi specifici per individuare le misure di prevenzione e protezione per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, previo censimento delle aziende del comparto logistico regionale, censimento affidato alla Fondazione Istituto dei Trasporti e della Logistica (ITL), ente di ricerca specializzato nel comparto della logistica, e tuttora in corso.

A Parma, in particolare, il progetto regionale è stato declinato negli aspetti psico-sociali della sicurezza sul lavoro e nella cultura organizzativa in tema di rischio da stress lavoro-correlato: operativamente ciò si traduce nel fatto che operatori del Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro provvederanno, nel corso del 2019, ad effettuare sopralluoghi in una decina circa di aziende del comparto della logistica del territorio provinciale, finalizzati alla verifica della valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato ai sensi del DL 81/08, con un taglio specificatamente volto ad indagare il tema della cultura organizzativa e delle sue interfacce con la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

Il progetto si svilupperà nel concreto in forma di incontro con le figure della prevenzione aziendale presso la sede/unità locale aziendale territoriale; l’incontro, comunicato con breve anticipo, prevederà:

– la verifica della valutazione e gestione dello stress lavoro correlato;

– somministrazione di questionari che esplorano i rischi psicosociali, in particolare lo stress lavoro correlato, uno rivolto ai lavoratori e uno ai datori di lavoro;

I sopralluoghi inizieranno nel mese di marzo 2019 per concludersi a dicembre 2019.

Siamo a disponibile per visite gratuiti di verifica della documentazione aziendale.

Albo Nazionale Gestori Ambientali: aggiornata la modulistica per l’iscrizione delle ditte che trasportano Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche RAEE(categoria 3-bis)

Dallo scorso 15 agosto 2018 sono entrate in vigore le modifiche alla normativa RAEE, che comprendono anche un ampliamento delle tipologie di apparecchiature, e conseguentemente di rifiuti, interessate. Conseguentemente, il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha modificato la modulistica per l’iscrizione nella categoria 3-bis, introducendo le tipologie di rifiuti previste dalle suddette normativa.

Le imprese già iscritte e le imprese che hanno presentato comunicazione d’iscrizione nella categoria 3-bis alla data di entrata in vigore della delibera, che avverrà con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, operano, fino alla scadenza dell’iscrizione, sulla base della cosiddetta “tabella di transcodifica” approvata dal Comitato di Vigilanza RAEE e riportata in allegato alla delibera.

Segnaliamo che sulla Gazzetta Ufficiale n.58 del 9/3/2019 è stata data notizia della pubblicazione della Delibera, che pertanto ha efficacia a partire da tale data.

Al momento del rinnovo l’iscrizione sarà aggiornata ai sensi della delibera in esame.

Riferimenti normativi: Delibera del Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali n.2 del 6 febbraio 2019; Allegato IV al Decreto Legislativo n.49/2014

In occasione della Giornata internazionale delle donne dell’8 marzo, è online il nuovo Dossier Donne dell’Inail che analizza il fenomeno infortunistico e tecnopatico al femminile. Le denunce pervenute all’Istituto per infortuni sul lavoro avvenuti nel 2017 che hanno riguardato le donne nelle tre gestioni principali (Agricoltura, Industria e servizi, conto Stato).

  • Le denunce di infortunio, a fronte di un aumento dell’1,6% dell’occupazione femminile, sono passate dalle 245.252 del 2013 alle 231.067 del 2017, con una diminuzione percentuale del 5,8%.
  • Le denunce di infortunio con esito mortale, per le lavoratrici sono state cinque in meno, dalle 116 del 2013 alle 111 del 2017 (-4,3%).
  • L’incidenza degli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro-casa, si conferma anche nel 2017 elevata, sia in valore assoluto 52.823 casi sia in percentuale 22,9%. Le denunce di casi mortali: anche nel 2017 tra le donne più di un decesso su due (52,3%) è avvenuto in itinere.
  • Le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici nel 2017 sono state quasi 15.851 (785 in meno rispetto al 2016), pari al 27,3% delle 58.025 tecnopatie denunciate nel complesso. Con un incremento pari al 5,5% tra le donne.

A colpire le lavoratrici e i lavoratori:

–        Sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso

–        Tra le patologie del sistema osteo-muscolare, le più frequenti sono le dorsopatie e i disturbi dei tessuti molli, mentre tra le malattie del

–        Sistema nervoso, oltre il 99% è rappresentato dalla sindrome del tunnel carpale.

I DATI DELLE DONNE IN PILLOLE

  • Infortuni sul lavoro denunciati: 231.067 (+0,3% rispetto al 2016)
  • Casi mortali denunciati: 111 (108 nel 2016)
  • Infortuni in itinere denunciati: 52.823 (+4,0% rispetto al 2016)
  • Casi mortali in itinere denunciati: 58 (56 nel 2016)
  • Infortuni domestici denunciati: 405 (-27,2% rispetto al 2016)
  • Malattie professionali denunciate: 15.851 (-4,7% rispetto al 2016)