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News

Le nostre pillole informative si rivolgono a chi utilizza e acquista macchine e attrezzature da lavoro nuove oltreché a chi adegua e acquista macchine e  attrezzature da lavoro usate.

Alcuni aspetti fondamentali sono la verifica della sicurezza macchine e attrezzature, l’analisi dei rischi da interferenze delle macchine posizionate una a fianco all’altra (CERTIFICAZIONE DI LINEE) e l’isolamento delle fonti di alimentazione di energia (schede L.O.T.O.)

Tecna è al fianco delle imprese come supporto all’applicazione delle Direttiva 42/2006, di seguito i nostri servizi:

  • elaborazione di manuali di istruzione (anche perle macchine usate)
  • procedure operative
  • procedure e schede L.O.T.O.
  • valutazione rischio macchine e attrezzature
  • verifica sicurezza macchine e attrezzature
  • certificazioni di LINEE
  • corso di formazione specifici
  • consulenza

Di seguito un’ approfondimento sulla Direttiva

La Direttiva Macchine è una direttiva europea che si applica a macchine fisse, mobili, trasportabili e di sollevamento/spostamento, anche se alcune macchine restano però escluse dal campo d’applicazione di tale direttiva.

Riferimento normativo:

  • Direttiva 2006/42/CE del 17 maggio 2006
  •  recepita ed attuata per l’Italia mediante il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17
  • Tale direttiva è entrata in vigore in tutta Europa il 29 dicembre 2009.

 Campo di applicazione: si applica ai seguenti prodotti

  1. a) macchine;
  2. b) attrezzature intercambiabili;
  3. c) componenti di sicurezza;
  4. d) accessori di sollevamento;
  5. e) catene, funi e cinghie progettate e costruite a fini di sollevamento come parte integrante di macchine per il sollevamento o di accessori di sollevamento;
  6. f) dispositivi amovibili di trasmissione meccanica;
  7. g) quasi-macchine.

Macchine e quasi-macchine

La direttiva individua come:

  • macchine:
    • l’insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata;
    • l’insieme di cui al p.to precedente, al quale mancano solamente elementi di collegamento al sito di impiego o di allacciamento alle fonti di energia e di movimento;
    • l’insieme di cui ai 2 p.ti precedenti, pronto per essere installato e che può funzionare solo dopo essere stato montato su un mezzo di trasporto o installato in un edificio o in una costruzione;
    • l’insiemi di macchine, di cui ai 3 p.ti precedenti, o di quasi-macchine, che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e comandati in modo da avere un funzionamento solidale (CERTIFICAZIONE DI LINEE);
    • l’insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza umana diretta.
  • quasi-macchine: gli insiemi che costituiscono quasi una macchina, ma che, da soli, non sono in grado di garantire un’applicazione ben determinata – ad esempio un sistema di azionamento – unicamente destinati ad essere incorporati o assemblati ad altre macchine o ad altre quasi-macchine o apparecchi per costituire una macchina

 Cosa stabilisce:

definisce i requisiti essenziali in materia di sicurezza e di salute pubblica ai quali devono rispondere le macchine sopra indicate in occasione della loro progettazione, fabbricazione e del loro funzionamento prima della loro immissione sul mercato.

La direttiva differenzia le macchine in due grandi macro gruppi:

  • macchine che devono essere certificate da enti terzi;
  • macchine che possono essere autocertificate dal produttore.

Obblighi del costruttore:

Prima di essere immessa sul mercato deve essere predisposta la seguente documentazione:

  • il Fascicolo Tecnico della Costruzione (FTC) sia disponibile (Allegato VII A). Per le quasi-macchine si parla di Documentazione Tecnica Pertinente; le procedure di valutazione e di conformità siano applicate
  • per le macchine la dichiarazione CE di conformità, mentre per le quasi-macchine la dichiarazione d’incorporazione:
  • il manuale d’uso e manutenzione;
  • Isolamento dalle fonti di alimentazione di energia: la macchina deve essere munita di dispositivi che consentono di isolarla da ciascuna delle sue fonti di alimen­tazione di energia(schede L.O.T.O.)
  • il marchio CE

Macchine escluse dalla direttiva

Sono escluse dal campo di applicazione della presente direttiva alcune macchine quali:

  • le navi marittime e le unità mobili offshore nonché le macchine installate a bordo di tali navi e/o unità;
  • gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere;
  • mezzi di trasporto per via aerea, per via navigabile o su rete ferroviaria escluse le macchine installate su tali veicoli;
  • prodotti elettrici ed elettronici oggetto della direttiva Bassa Tensione (2014/35/UE) quali:
    • elettrodomestici destinati a uso domestico
    • apparecchiature audio e video
    • motori elettrici
    • apparecchiature di collegamento e di controllo a bassa tensione
  • alcune apparecchiature elettriche ad alta tensione quali:
    • trasformatori
    • apparecchiature di collegamento e di comando
    • tutte le armi (e non solo le armi da fuoco)
    • i trattori agricoli e forestali (per i rischi non trattati nella 2003/37/CE

Le denunce in calo dello 0,3% rispetto al 2017. Circa 409mila i casi accertati (-4,3%).

Nel 2018 l’Inail ha registrato poco più di 645mila denunce di infortunio. La lieve diminuzione rispetto al 2017 (-0,3%) sarebbe più accentuata se non si considerassero, per omogeneità, le “comunicazioni obbligatorie”. Dall’ottobre 2017, infatti, tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, devono comunicare all’Istituto tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

  • Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 409mila (-4,3% rispetto al 2017),
  • di cui circa il 19% occorsi “fuori dell’azienda”, cioè “con mezzo di trasporto” o “in itinere”.
  • Delle 1.218 denunce di infortunio mortale, in crescita del 6,1% rispetto al 2017, i casi accertati “sul lavoro” sono invece 704, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente, di cui 421, pari a circa il 60% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (35 casi sono ancora in istruttoria). Come emerge dagli ultimi dati pubblicati nella sezione “Open data” del sito Inail, nei primi cinque mesi del 2019 i casi mortali denunciati sono stati 391, due in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Sostanzialmente stabile il numero delle denunce di infortunio sul lavoro nel complesso, che tra gennaio e maggio sono state 269.431, in crescita dello 0,04% rispetto alle 269.332 presentate all’Istituto nei primi cinque mesi dell’anno scorso.

Le malattie denunciate in aumento del 2,6%.

Le malattie denunciate nel 2018 sono state circa 59.500, il 2,6% in più rispetto all’anno precedente. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37%, mentre il 3% è ancora “in istruttoria”. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43mila, di cui quasi il 40% per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con malattia asbesto-correlata sono stati poco meno di 1.400, mentre quelli deceduti nel 2018 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 1.177 (-16,4% rispetto al 2017), di cui 257 per silicosi/asbestosi (il 74% con età al decesso maggiore di 79 anni). Le rilevazioni più recenti mostrano un lieve aumento delle denunce anche nei primi cinque mesi del 2019. Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail tra gennaio e maggio, infatti, sono state 27.385, 372 in più rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,4%).

 

Rischio di investimento e rischio di caduta

Rischio di investimento, “da parte dei mezzi o trattori agricoli, dei pedoni che si trovano a transitare nell’area di conferimento delle uve”.

Inoltre i lavori in prossimità della tramoggia “possono comportare il rischio di caduta di persone nella stessa, che per motivi logistici, può trovarsi ad una quota più bassa rispetto al piano campagna”. E in mancanza di adeguata protezione o di idonei dispositivi, “la persona potrebbe riportare lesioni conseguenti a contatto con organi lavoratori”.

Successivamente nella fase di diraspatura “i rischi per gli operatori sono bassi, in quanto la macchina lavora in automatico”. Però situazioni di pericolo “possono essere presenti durante le fasi di pulitura o manutenzione della medesima”.

Altri rischi riguardano i lavori in postazioni sopraelevate che sono legati, ad esempio, alla necessità di “raggiungere la sommità dei vasi vinari”. E “l’utilizzo di scale portatili è finalizzato, in alcuni casi, all’accesso alla parte superiore dei vasi di contenuta altezza”.

A questo proposito si segnala che “la predisposizione di passerelle e di scale fisse e portatili, dotate di regolamentari requisiti tecnici, limita il rischio infortunistico”.

I rischi chimici e i gas asfissianti

Riguardo ai rischi chimici si segnala poi che “la fermentazione tumultuosa del mosto ottenuto dalle uve produce notevoli quantità di anidride carbonica che, se non allontanate, possono determinare rilevante inquinamento in locali chiusi”.

Inoltre l’anidride solforosa, “utilizzata principalmente per le proprietà antiossigeno e per l’azione selettiva nei confronti dei lieviti, in quanto più pesante dell’aria tende ad accumularsi verso il basso. Secondo le concentrazioni e le modalità di impiego può essere tossica o irritante”.

Si indica poi che al termine dell’operazione di svinatura, “l’estrazione delle vinacce dai fermentini non dotati di raschiatore di fondo automatico, può comportare l’introduzione dei lavoratori nei vasi per effettuare un’adeguata pulizia, con conseguente esposizione a vapori etilici ed a CO2”. E l’azoto e l’argon utilizzati per il controllo della ossidazione lenta “possono costituire pericolo elevato per i lavoratori in quanto gas asfissianti”.

E anche la pulitura delle autoclavi, “pur effettuata prevalentemente dall’esterno mediante irrogazione di soluzioni detergenti sulle pareti interne, in via occasionale può richiedere l’introduzione di un lavoratore per la rimozione manuale di residui non diversamente eliminabili. In questo caso i lavoratori potrebbero essere esposti ad un’atmosfera interna contenente gas asfissianti”.

Riprendiamo un’immagine del lavoro di estrazione delle vinacce:

Si ricorda poi che le operazioni di filtrazione “possono comportare esposizione a polveri di farina fossile che, in caso abbia tra i componenti silice libera cristallina, configura un potenziale rischio silicotigeno e cancerogeno”.

Altri rischi per la sicurezza e la salute

Infine nel corso della fase di imbottigliamento “è presente un rischio infortunistico trascurabile se sulla linea sono mantenuti attivi tutti i dispositivi di sicurezza. È invece possibile esposizione ad elevati livelli di rumore”.

Senza dimenticare che nelle cantine ed in tutte le fasi lavorative “non sono escludibili i rischi infortunistici derivanti dalla presenza di pavimenti bagnati o ingombri”.

Altre fonti di pericolo sono costituite, ad esempio, da impianti elettrici non sistematicamente verificati o resi oggetto di manutenzione, dal potenziale contatto con organi lavoratori non adeguatamente segregati, dall’impiego di sostanze caustiche costituiscono ulteriori fonti di pericolo. E in ogni fase lavorativa, infine, “possono essere presenti rischi derivanti da movimentazione manuale dei carichi e da microclima non adeguato”.

Lo stress termico si verifica quando il sistema di termoregolazione dell’organismo fallisce. La temperatura dell’aria, il ritmo di lavoro intenso, la ventilazione, l’umidità, gli indumenti da lavoro, sono tutti fattori che possono concorrere allo stress termico. Inoltre, l’esposizione simultanea agli inquinanti atmosferici urbani, in particolare all’ozono, potenzia gli effetti delle alte temperature. Nel luogo di lavoro il rischio di stress termico potrebbe non essere evidente. Il corpo reagisce al caldo aumentando il flusso sanguigno cutaneo e attraverso la sudorazione. L’aumento del flusso sanguigno e l’evaporazione cutanea permettono al corpo di raffreddarsi.

Le patologie associate alle alte temperature ambientali possono essere:

  • Colpo di sole (rossore e dolore cutaneo, edema, vescicole, febbre, cefalea) – all’effetto dell’eccessiva esposizione ai raggi solari si aggiungono gli effetti del surriscaldamento e della disidratazione;
  • Crampi da calore (spasmi dolorosi alle gambe e all’addome, sudorazione);
  • Esaurimento da calore (abbondante sudorazione, astenia, cute pallida e fredda, polso debole, temperatura normale);
  • Colpo di calore (temperatura corporea superiore a 40 °C, pelle secca e calda, polso rapido e respiro frequente, stato confusionale, deliri o convulsioni, possibile perdita di coscienza). Anche gli infortuni sul lavoro possono essere correlati alle ondate di calore.

Cosa fare in caso di colpo di calore del lavoratore?

  1. Chiamare subito l’Addetto al Primo Soccorso e il 118.
  2. Assistere il lavoratore fino all’arrivo dei soccorsi: posizionarlo all’ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendolo in assoluto riposo; slacciare o togliere gli abiti; misurare la temperatura corporea; cercare di raffreddare rapidamente il corpo, se è possibile, avvolgendolo in un lenzuolo bagnato e ventilandolo o, in alternativa, raffreddare la cute con spugnature di acqua fresca non fredda, in particolare su fronte, nuca ed estremità, ventilando e spruzzando acqua sul corpo.

Un lavoratore che indossa indumenti da lavoro protettivi ed esegue lavori pesanti in condizioni di caldo e umidità è a maggior rischio di stress termico in quanto:

  • L’evaporazione del sudore è ostacolata dal tipo di indumenti e dall’umidità dell’ambiente;
  • Il ritmo di lavoro provoca un aumento della temperatura corporea che continuerà a salire se la dispersione di calore è insufficiente;
  • All’aumento della temperatura corporea il corpo reagisce con un incremento della sudorazione e con l’eventuale rischio di disidratazione;
  • L’aumento della frequenza cardiaca sottopone il fisico a ulteriore stress;
  • Se il corpo assorbe più calore di quanto non riesca a espellere allora la temperatura corporea continuerà ad aumentare arrivando ad un punto in cui il meccanismo di termoregolazione corporea diventa meno efficacie;
  • L’effetto può tradursi in una minore capacità di rispondere agli stimoli e ai pericoli imprevisti e in un aumento della disattenzione e della deconcentrazione.

FATTORI DI RISCHIO

Fattori individuali che aumentano il rischio di effetti negativi sulla salute:

  • obesità / eccessiva magrezza;
  • età (˃ 65 anni) e sesso (˃ per le donne);
  • presenza di patologie croniche (BPCO, diabete, cardiopatie, malattie neurologiche);
  • assunzione di alcolici;
  • assunzione di alcuni farmaci;
  • gravidanza;
  • alterazione dei meccanismi fisiologici di termoregolazione;
  • scarso riposo notturno

Fattori correlati con il luogo di lavoro che aumentano il rischio di eventi avversi

  • lavoro con esposizione diretta al sole;
  • scarso consumo di liquidi/impossibilità di procurarsi da bere;
  • lavoro fisico pesante;
  • ritmo di lavoro intenso;
  • pause di recupero insufficienti;
  • abbigliamento protettivo pesante o equipaggiamento ingombrante.

LAVORATORI A RISCHIO

Molte attività lavorative si svolgono all’aperto e spesso lavorazioni complesse e pesanti sono programmate d’estate. Gli orari di lavoro spesso comprendono le ore più calde della giornata a elevato rischio di stress termico (14:00 – 17:00) e molte categorie di lavoratori non possono contare su sistemi di condizionamento dell’aria per lo svolgimento del lavoro.

I settori più esposti sono:

  • agricoltura, silvicoltura e pesca;
  • costruzioni;
  • elettricità, gas e acqua;
  • industrie all’aperto;

Categorie più a rischio sono: operai addetti a trasporto e produzione di materiali, addetti a macchinari e utensili, occupati all’aperto (manovratori, installatori, asfaltatori, cantonieri stradali, cavatori, edili, agricoltori, addetti alla pesca).

COME PROTEGGERE I LAVORATORI

Indicazioni per il lavoratore

  • Prevenire la disidratazione (avere acqua fresca a disposizione e bere regolarmente, a prescindere dallo stimolo della sete; durante una moderata attività in condizioni moderatamente calde bere circa 1 bicchiere ogni 15 – 20 minuti).
  • Indossare abiti leggeri di cotone, traspiranti, di colore chiaro, comodi, adoperando un copricapo (non lavorare a pelle nuda).
  • Rinfrescarsi bagnandosi con acqua fresca.
  • Informarsi sui sintomi a cui prestare attenzione e sulle procedure di emergenza.
  • Lavorare nelle zone meno esposte al sole.
  • Ridurre il ritmo di lavoro anche attraverso l’utilizzo di ausili meccanici.
  • Fare interruzioni e riposarsi in luoghi freschi.
  • Evitare di lavorare da soli.

Indicazioni per il datore di lavoro

  • Consultare il bollettino di previsione e allarme per la propria città (sito di riferimento: www.salute.gov/caldo).
  • Nei giorni a elevato rischio ridurre l’attività lavorativa nelle ore più calde (dalle 14.00 alle 17:00) e programmare le attività più pesanti nelle ore più fresche della giornata.
  • Garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro.
  • Inserire un programma di acclimatamento graduale e prevedere un programma di turnazione per limitare l’esposizione dei lavoratori.
  • Aumentare la frequenza delle pause di recupero, invitare i lavoratori a rispettarle.
  • Ove possibile mettere a disposizione dei lavoratori luoghi climatizzati in cui trascorrere le pause di interruzione del lavoro.
  • Mettere a disposizione idonei dispositivi di protezione individuali (DPI) e indumenti protettivi.
  • Prima dell’estate informare e formare i lavoratori sui rischi correlati al caldo.
  • Promuovere un reciproco controllo tra lavoratori.

Inail ha pubblicato una Guida sugli obblighi di manutenzione richiesti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro e sulle modalità di svolgimento delle attività di manutenzione, che devono tener conto anche della tutela della salute e sicurezza degli addetti alla manutenzione.

L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione porta, infatti, alla necessità di esaminare con attenzione questa attività durante la valutazione dei rischi, soprattutto in considerazione del forte impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori che produce la pratica, sempre più utilizzata dalle aziende, di esternalizzare l’attività di manutenzione affidando questi lavori in appalto.

La Guida Inail analizza:

  • gli effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
  • le soluzioni per una manutenzione sicura
  • la manutenzione secondo il D.Lgs. n.81/2008
  • la manutenzione delle attrezzature
  • la manutenzione dei DPI
  • la manutenzione degli impianti
  • gli aspetti legislativi e normativi riguardanti la manutenzione e le verifiche degli impianti elettrici
  • alcuni cenni sulla affidabilità di un componente o sistema
  • le politiche di pianificazione della manutenzione
  • i metodi analitici di pianificazione della manutenzione
  • la tecnologia RFId al servizio della manutenzione
  • l’esternalizzazione del servizio di manutenzione.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Volume “La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”

Inail ha pubblicato una scheda informativa che approfondisce le principali misure di prevenzione idonee ad impedire il verificarsi di infortuni e/o incidenti causati da transpallet manuali.

L’analisi è stata svolta partendo dai casi di infortuni mortali e gravi in cui un transpallet manuale è intervenuto nella dinamica infortunistica e contenuti nella banca dati Infor.Mo.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Scheda “I transpallet manuali”

Vedi allegato: inail-scheda-informativa-transpallet-manuali

Per maggiori informazioni: tel. 0521030551 oppure info@tecnaparma.it

L’assunzione di bevande ALCOLICHE e SUPERALCOLICHE comporta:

  • Elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza
  • L’incolumità o la salute dei terzi

Cosa prescrivo le normative di riferimento: Codice Stradale, D.Lgs 81/08 e Provvedimento del 06 marzo del 2016 

  • CODICE DELLA STRADA NUOVO ART. 186-BIS.

Guida sotto l’influenza dell’alcool per conducenti che esercitano professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose.

  1. È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste per:
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87;
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90;
  • conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.
  • LGS 81/08

E in relazione al fatto che gli effetti delle sostanze psicotrope amplificano i rischi insiti nell’attività lavorativa, si sottolinea che “l’obbligo generale indelegabile del Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi lavorativi” (artt. 17 e 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) “include anche le eventuali interazioni dei rischi presenti in ambiente di lavoro con quelli derivanti da errate abitudini personali dei lavoratori, come l ‘assunzione di alcol e sostanze stupefacenti”.

Il documento si sofferma poi sulla dipendenza da alcol e segnala, art. 41, comma 4, che le visite preventive, periodiche ed in occasione del cambio mansione, siano ‘nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento …altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza…’.

Art. 41 – Sorveglianza sanitaria

  1. 4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b), d), e-bis) e e-ter) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

1.11. Locali di riposo e refezione

1.11.3.2. E’ vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nell’interno dell’azienda.

  • ALLEGATO I DEL PROVVEDIMENTO 16 MARZO 2006

Relativo all’ Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche

Vengono indicate le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, tra cui:

  • addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente;
  • addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci (carrelli elevatori);

lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza”.

Breve informativa sui prodotti fitosanitari che il DECRETO LEGISLATIVO 150/2012 definisce così: sostanze attive e preparati che proteggono le colture da funghi (fungicidi o anticrittogamici), insetti (insetticidi e acaricidi), erbe infestanti (erbicidi o diserbanti), e nematodi (nematocidi). In più, favoriscono o regolano la crescita dei vegetali (fitoregolatori).

Prevenzione dei rischi lavorativi e alle misure di protezione da adottare:

  • valutazione del rischio chimico
  • utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
  • informazione e formazione che costituiscono “un passo fondamentale e necessario per sviluppare la consapevolezza della necessità di tutelarsi attivando comportamenti corretti, procedure di lavoro ed utilizzando attrezzature adeguate”.

Tutela sul lavoro in ogni fase di gestione.

In linea con il decreto legislativo 81/2008, i prodotti fitosanitari debbono essere utilizzati quando occorrono e nella misura necessaria, assicurando una gestione accurata in ogni fase:

  • acquisto,
  • trasporto,
  • conservazione,
  • preparazione delle miscele,
  • trattamento delle piante,
  • post trattamento.

In ognuna di esse possono insorgere per i lavoratori rischi espositivi più o meno elevati in ragione della pericolosità intrinseca del principio attivo, dei livelli di esposizione e di assorbimento tramite inalazione o per via cutanea, e per modalità e frequenze d’uso.

Il pericolo nell’impiego dei prodotti fitosanitari.

Nei lavori in agricoltura, giardinaggio e/o cura del verde l’utilizzo di pesticidi, concimi, disinfettanti, battericidi e detergenti espone gli addetti ai pericoli connessi agli agenti chimici.

Vengono distinti in:

  • pericoli per la sicurezza, derivanti da incendi o altre incidentalità,
  • pericoli per la salute, causati da intossicazioni e malattie.

Un aiuto alla prevenzione può venire dalle etichette e dalle schede di sicurezza (SDS) presenti.

I lavoratori che utilizzano i prodotti fitosanitari, se sottoposti ad una esposizione cronica e continua, possono incorrere a danni: reazioni infiammatorie, cancerogenicità e rischi per il sistema nervoso.

Dispositivi di protezione individuale

Viene raccomandato di usare dispositivi specifici in tutte le attività lavorative che espongono ai pesticidi e di conservarli lontano dagli ambienti in cui si utilizzano. Inoltre, essi devono rispondere a determinati requisiti di compatibilità e sicurezza, essere corredati della nota informativa obbligatoria e riportare la marcatura CE, che deve essere originale, ben visibile, leggibile e indelebile. In dettaglio sull’uso di grembiuli, tute, guanti, stivali e mascherine per occhi e viso.

 

Informiamo che ISPRA comunica che con l’entrata in vigore del DPR n.146/2018 viene abrogato anche l’obbligo d’invio della comunicazione annuale da effettuarsi entro il 31 maggio.

Il portale per la comunicazione annuale, a cui si accede tramite l’indirizzo http://193.206.192.119/fgas_v2/login.php  rimane comunque disponibile per la consultazione ed il download dello storico.

Sono invece impedite:

  • la registrazione di nuovi utenti;
  • l’inserimento di nuove dichiarazioni con riferimento agli anni 2012-2017.

Fonte: www.sinanet.isprambiente.it

L’agevolazione consiste in detrazioni dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dell’IRES (imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguano interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici.

CHI PUÒ USUFRUIRNE

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche (i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, per gli interventi sulle parti, comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato) compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di
  • persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Dal 2018 possono usufruire anche:

  • Istituti autonomi per case popolari, costituiti e già operanti alla data del 31/12/2013 nella forma di società che risponde ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
  • Dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa pe r interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

I pagamenti:

  • Contribuenti senza partita iva: bonifico bancario, postale o tramite conto aperto presso un istituto di pagamento
  • Altri contribuenti: qualsiasi forma

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CESSIONE DEL CREDITO

È prevista la possibilità di cedere il credito derivante dalla detrazione Irpef o Ires spettante per gli interventi di riqualificazione energetica, sia per singola unità immobiliare  sia per le parti comuni di edifici condominiali.

COMPONENTI E TECNOLOGIE ALIQUOTA
SERRAMENTI E INFISSI

SCHERMATURE SOLARI

CALDAIE A BIOMASSA

CALDAIE CONDENSAZIONE

Classe A

50%

 

CALDAIE CONDENSAZIONE Classe A

più sistema termoregolazione evoluto

GENERATORI DI ARIA CALDA A CONDENSAZIONE

POMPE DI CALORE

SCALDACQUA A PDC

COIBENTAZIONE INVOLUCRO

COLLETTORI SOLARI

GENERATORI IBRIDI

SISTEMI BUILDING AUTOMATION

MICROCOGENERATORI

RIQUALIFICAZIONE GLOBALE

65%

 

INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente) 70%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + QUALITA’ MEDIA dell’involucro 75%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO) 80%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)

 

85%