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News

Prorogato a giovedì 21 febbraio il termine ultimo per effettuare la comunicazione obbligatoria a ENEA sui lavori effettuati dal 1° gennaio al 21 novembre 2018. Per i cantieri chiusi successivamente, invece, l’invio deve avvenire entro 90 giorni, anche se chi ha concluso le opere nel 2019 dovrà attendere la messa online del portale dedicato.

Le regole generali per poter accedere alla detrazione fiscale non cambiano rispetto al 2018, ma tra le principali novità la più importante riguarda l’obbligo di comunicazione ad ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) anche per i lavori effettuati dal 1° gennaio 2019.

L’adempimento è entrato in vigore già per i lavori effettuati nel 2018 ed entro il mese di febbraio 2019 dovranno essere trasmessi i dati dei lavori già conclusi al 21 novembre, data di messa a disposizione del sito ENEA per le ristrutturazioni.

È stato pubblicato il 21 novembre 2018 il sito web per trasmettere i dati dei lavori effettuati con le relative istruzioni, il termine per l’invio è fissato a 90 giorni dal termine degli interventi o del collaudo.

Il portale online per l’invio dei documenti necessari per beneficiare della detrazione del 50% sulle spese sostenute dovrà essere aggiornato al 2019, lasciando tuttavia intatto l’elenco dei lavori per i quali vige l’obbligo di comunicazione ENEA.

I consulenti di Tecna srl, società del gruppo CNA di ambiente e sicurezza sul lavoro, sono a vostra disposizione per l’elaborazione della pratica e l’invio della relativa comunicazione ad ENEA.

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Con la conversione in legge del Decreto Legge “Semplificazioni” è stato definitivamente abolito il sistema di tracciabilità dei rifiuti – SISTRI.

Contestualmente, è stato istituito il “Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti”, le cui modalità di funzionamento e sanzioni saranno definite con un apposito decreto.

Saranno tenuti all’iscrizione a questo registro:

• Produttori di rifiuti pericolosi

• Rifiuti non pericolosi: tutti i soggetti dell’art.183 co.3 D.Lgs.152/06 (quindi produttori pericolosi + produttori non pericolosi da attività artigianali, industriali e da trattamento rifiuti, esclusi produttori iniziali con meno 10 dipendenti)

• Enti ed imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti

• Enti ed imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale

• Commercianti o intermediari di rifiuti pericolosi

• Consorzi recupero/riciclaggio

Per il funzionamento del registro è prevista la corresponsione di un diritto di segreteria per l’iscrizione e di un diritto annuale, i cui importi saranno definiti sempre tramite DM.

Come già definito in seguito all’abolizione del Sistri, fino a piena operatività registro si applica il D.Lgs.152/06  nella versione antecedente il D.Lgs.205/2010 (introduzione Sistri), comprese le sanzioni. Pertanto dal 1° gennaio 2019, data dalla quale parte l’abolizione del Sistri, i soggetti prima obbligati all’utilizzo del sistema dovranno applicare, come di fatto comunque già avveniva, le consuete modalità gestionali (formulari d’identificazione dei rifiuti, registri di carico e scarico e MUD), anche in formato digitale come previsto dall’art.194-bis.

Riferimenti normativi: articolo 6 Decreto Legge n.135/2018 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.290 del 14/12/2018 convertito con la Legge 11 febbraio 2019 n.12 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.36 del 12/02/2019

L’art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 obbliga il datore di lavoro, il dirigente e il preposto (nell’ambito delle rispettive competenze) a provvedere affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su:

 

1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa in generale;

b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;

c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;

d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.

 

2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

b) sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e delle miscele pericolose sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;

c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

 

3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all’articolo 3, comma 9.

 

4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.

 

Gli strumenti attraverso i quali può essere fornita l’informazione ai lavoratori sono vari: depliant, video, assemblee generali, volantini, incontri di piccolo gruppo, lezioni in aula; avvisi in bacheca, assemblee di reparto ecc.

L’obbligo di informazione potrà dirsi assolto mediante la consegna al lavoratore di un documento cartaceo solo quando vi sia la prova che lo stesso lo abbia effettivamente ricevuto e purché in quello non siano contenute solo indicazioni generiche.

Le informazioni devono essere fornite ai lavoratori in forma semplice ed immediata, nella lingua loro facilmente comprensibile e facendo anche uso di immagini e figure.

L’informazione (art. 36) deve essere accompagnata sempre da un’opera di sensibilizzazione e da spiegazioni sui contenuti del materiale distribuito e dalla specifica formazione (art. 37 – Accordi Stato Regioni del 21.12.2011).

La gestione di impianti fotovoltaici pone a carico dei soggetti responsabili, sia pubblici che privati, una pluralità di adempimenti fiscali/amministrativi, nei confronti di diversi soggetti istituzionali (A.E.E.G., Dogana, G.S.E., Provincia) e con riferimento a normative diverse (Conto Energia, Testo Unico sulle Accise). Di seguito illustriamo gli adempimenti verso Agenzia delle Dogane e G.S.E.

Il D. Lgs. 504 / 1995 – “Testo Unico Accise” stabilisce diversi obblighi a carico di tutti i soggetti, pubblici e privati, responsabili della gestione di uno o più impianti fotovoltaici, di potenza superiore a 20 kWP:

• entro il 31/03/2019, tutti i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kWP dovranno presentare in via telematica la dichiarazione annuale di produzione e consumo di energia elettrica nell’anno 2018.

• entro il 31/03/2019, tutti i soggetti responsabili di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kWP, che non operano in regime di “Scambio Sul Posto”, dovranno comunicare al G.S.E. la quantità di energia elettrica prodotta nell’anno precedente, ripartita tra fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse) e non, mediante l’apposita applicazione informatica denominata “fuel mix”;

• entro il 30/04/2019, tutti i soggetti, tenuti alla presentazione all’Agenzia delle Dogane della dichiarazione annuale di produzione e consumo di energia elettrica nell’anno 2018, dovranno inviare al G.S.E. la stessa Dichiarazione presentata in Dogana.

Per maggiori informazioni:

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E-mail: info@tecnaparma.it

Pubblicata la nuova Guida al Contributo Ambientale: E’ disponibile nel sito Conai l’edizione 2019 della “Guida all’adesione e all’applicazione del Contributo Ambientale CONAI“.

Anche quest’anno la Guida è costituita da due volumi: il primo illustra gli adempimenti e le procedure consortili; il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni.

Questi documenti sono consultabili anche dal sito Conai http://www.conai.org/, Sezione Notizie e Sezione Download Documenti -> Guida al Contributo.

Le principali novità contenute nella Guida di quest’anno sono consultabili nelle prime pagine del volume 1.

Clicca qui per scaricare la guida 2019

Il 30 aprile 2019 scade il termine per la presentazione della Dichiarazione MUD, il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale relativa ai rifiuti prodotti o smaltiti nell’anno 2018.

In attesa dell’uscita del Decreto Ministeriale sulle modalità di presentazione della Dichiarazione MUD 2019, vi comunichiamo quali sono i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione MUD, salvo diverse indicazioni del Ministero dell’ambiente:

  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Imprese ed enti, con più di 10 dipendenti, che producono rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi;
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento rifiuti;
  • Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi, con un volume di affari annuo superiore a Euro 8000;
  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e di trasporto di rifiuti conto terzi.

TECNA Parma mette disposizione un servizio di consulenza qualificata per la presentazione del nuovo modello
digitale e per tutti gli adempimenti necessari.

Per qualsiasi informazione sulle modalità di utilizzo del servizio MUD e sui soggetti obbligati, i nostri consulenti sono a vostra disposizione e vi aspettano per maggiori approfondimenti presso gli uffici TECNA.

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E’ online il nuovo e-book Inail che racchiude le tre Schede (Ed. 2014), disponibili nel catalogo delle pubblicazioni del portale Inail, per la definizione di piani per i controlli di:

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile e relativi accessori di sollevamento”

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso e relativi accessori di sollevamento”

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo trasferibile e relativi accessori di sollevamento”

L’obiettivo è di fornire un supporto ai datori di lavoro nell’assolvimento degli obblighi di controllo delle attrezzature di sollevamento materiali che la norma prevede (art. 71 comma 8 del TU sicurezza).

Le schede predisposte illustrano i principali interventi da condurre sulle attrezzature citate, individuano chi abbia competenza per effettuarli e le modalità con cui realizzarli e costituiscono uno strumento pratico di indirizzo per tutte le figure coinvolte a diverso titolo nelle attività di controllo.

Lo strumento interattivo e digitale è stato pensato per i cantieri ma è utilizzabile anche per altri luoghi di lavoro.

La nuova veste (e-book) consente al documento di essere un mezzo di supporto prevenzionistico reale per il lavoratore. Le informazioni e le schede sono consultabili al bisogno rapidamente con diversi dispositivi digitali e non sono più fisicamente distanti dal lavoratore-fruitore.

Scarica qui l’e-book Inail per il controllo dei macchinari di sollevamento materiali

Fonte: portale Inail, Sezione News ed Eventi “Sicurezza 4.0, un e-book per i cantieri in cui si utilizzano macchinari di sollevamento” che contiene il link per scaricare l’e-book

In merito alla compilazione dell’applicativo da parte dei gestori degli impianti di trattamento di rifiuti speciali ed urbani, segnaliamo che:

– sono rimasti invariati il termine di presentazione (31 maggio) e l’esenzione per i produttori di rifiuti che effettuano lo stoccaggio dei propri rifiuti ed autorizzati ad effettuare unicamente operazioni R13 e/o D15;

– sono previste le seguenti semplificazioni:

gli impianti che effettuano unicamente trattamente R13 e/o D15 su rifiuti speciali possono compilare anche solo la scheda annuale;

per tutti gli impianti il dato minimo richiesto è quello annuale, da inserire nella sezione “Raccolta Rifiuti – Rifiuti in ingresso/Rifiuti in uscita – mese di dicembre”, riportando per ogni rifiuto nel campo note la dicitura “totale anno”.

Possono applicare queste semplificazioni anche gli impianti autorizzati R10 – spandimento in agricoltura.

Sono esclusi da questa semplificazione discariche, impianti di incenerimento/ termovalorizzazione (di soli rifiuti urbani o anche speciali) ed impianti di trattamento o trasferimento/ trasbordo/ stoccaggio di rifiuti urbani indifferenziati.

– Nella Sezione Rifiuti – Schede “rifiuti in ingresso” e “rifiuti in uscita”, il campo “descrizione” non dev’essere compilato con la descrizione del codice CER ma si può utilizzare, se necessario, per fornire ulteriori specificazioni per differenziare rifiuti con lo stesso CER (es: stati fisici diversi);

– Per gli impianti che possono effettuare la sola rilevazione annuale, i campi delle schede “rifiuti in ingresso” e “rifiuti in uscita” possono essere compilati ricavando direttamente i dati dalla dichiarazione MUD tramite una procedura automatica di trasferimento dei dati. Se si utilizza questa procedura, nel campo “note” relativo ai rifiuti in ingresso si deve illustrare la descrizione dell’effettivo ciclo gestionale dei rifiuti;

– Nella scheda annuale, le sezioni obbligatoriamente da compilare sono le giacenze ed il file MUD. Per gli impianti obbligati alla sola rilevazione annuale il campo “giacenza” può essere compilato ricavando direttamente i dati dal MUD attraverso un sistema automatico. Le voci recupero di materia, compostaggio, recupero di energia, discarica/ digestione anaerobica e rese di selezione vanno obbligatoriamente compilate in base alla tipologia di impianto (come indicato nel riepilogo al punto 4.3.3 dell’allegato alla Delibera). I dati restanti sono facoltativi.

Con la Legge di Bilancio 2019, dal 1° gennaio, è prevista una maggiorazione del 10% degli importi delle sanzioni amministrative o penali previste in materia di salute e sicurezza dal Testo Unico.

La maggiorazione è raddoppiata se, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro è stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.

Gli importi delle suddette maggiorazioni, nel limite di 15 milioni di Euro annui, sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnate con DM al Ministero del Lavoro e destinate all’incremento del Fondo Risorse decentrate dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), salvo le somme che l’ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa e che integrano l’apposito capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle ASL.

Con una recente circolare l’Ispettorato ha chiarito che le maggiorazioni trovano applicazione in relazione a condotte che si realizzano a partire dal 2019.

L’aumento introdotto dalla Legge di bilancio 2019 si applica a prescindere dalla rivalutazione quinquennale delle sanzioni amministrative pecuniarie prevista dal TU sicurezza, pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, che viene applicata con Decreto della Direzione Generale per l’Attività Ispettiva.

Riferimenti: Legge 30/12/2018 n. 145 art. 445 lett. d, e, g; Circolare INL n. 2 del 14/1/2019; D. Lgs. 81/2008 art. 13 co.6, art. 306 co.4-bis.