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News

La norma UNI EN 689:2019 definisce la misurazione dell’esposizione per inalazione ad agenti chimici – Strategia per la verifica della conformità con i valori limite di esposizione occupazionale.

Si tratta di un aggiornamento che arriva oltre 20 anni dopo la prima edizione, e ne modifica i contenuti.

La norma europea EN 689:2019 parla della valutazione delle esposizioni ad agenti chimici aerodispersi (agenti chimici per inalazione) nei luoghi di lavoro e del confronto di questi valori di esposizione con valori limite di esposizione occupazionale. Definisce quindi come andare a misurare, cosa misurare, quanto spesso misurare, quali agenti chimici misurare all’interno del posto di lavoro e come confrontarli con un limite di esposizione professionale in modo da essere sicuri che proprio i lavoratori non siano esposti ad agenti chimici o, se risultano esposti, di adottare tutte le misure di prevenzione e protezione che sono previste. Si tratta quindi di una norma per il confronto del valore di esposizione degli agenti chimici con un limite di esposizione professionale.

VIENE DEFINITA una nuova strategia per effettuare misure rappresentative dell’esposizione dei lavoratori agli agenti chimici per inalazione. Il nuovo approccio mira ad elevare il livello di affidabilità, riproducibilità e di veridicità dei dati sperimentali.

Le principali novità della UNI EN 689:2019

  • Quantità di analisi chimiche da effettuare per stabilire la qualità dell’esposizione professionale dei lavoratori
  • Nuovi parametri per la valutazione dei risultati analitici.
  • La figura del valutatore

Al fine di definire la corretta strategia di valutazione, la norma prevede un processo a più step:

  • caratterizzazione base,
  • strategia di campionamento e analisi,
  • validazione dei risultati delle misure,
  • confronto con i limiti di esposizione professionale

La valutazione degli agenti chimici:

Tenendo conto delle conformità delle misure con i limiti di esposizione professionali nel posto di lavoro non è un processo statico ma ben si è un PROCESSO DINAMICO, che richiede una verifica ripetuta nel tempo; perché a volte possono cambiano gli agenti chimici, ma possono cambiare le condizioni al contorno (processo lavorativo, l’ambiente di lavoro ecc). La norma fornisce indicazioni di massima sugli intervalli delle campagne di misura.

 

I nostri tecnici sono disponibili per qualsiasi chiarimento si renda necessario.

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Impianti di trattamento rifiuti

Nel rispetto delle normative di prevenzione incendi e dell’elaborazione del Piano di emergenza previsto dal Decreto Sicurezza (D.L. 113/2018), i titolari degli impianti presenti sul territorio regionale che effettuano operazioni di deposito preliminare D15 o messa in riserva R13 ed operanti in regime di autorizzazione o comunicazione semplificata possano aumentare la capacità annua ed istantanea di stoccaggio nel limite massimo del 50%, rispettando specifiche prescrizioni per garantire la sicurezza degli impianti:

  • garanzia di spazi adeguati, anche a tutela da eventuali incendi;
  • adeguati sistemi di raccolta e trattamento degli eluati provenienti dai rifiuti stoccati;
  • presenza di sistemi di copertura, anche mobili;
  • sistemi di confinamento e contenimento.

In caso di impianti operanti in regime semplificato ai sensi degli artt.214 e 216 del D.Lgs.152/06, dovranno essere comunque rispettate le quantità massime previste dai DM 5/2/1998 e 161/2002. Per poter applicare tale deroga occorre inviare apposita comunicazione a Prefettura, Arpae, Comune, AUSL e Vigili del Fuoco, in cui vengono esplicitati i quantitativi di rifiuti oggetto della deroga.

Vista l’eccezionalità della situazione, non sono richiesti adeguamenti degli importi delle garanzie finanziarie.

Deposito temporaneo rifiuti

Sempre nel rispetto delle norme antincendio, è ammesso il raddoppio dei quantitativi ammessi in deposito temporaneo (pertanto fino a 60 mc di cui 20 mc di rifiuti pericolosi) e, nel caso in cui non siano superati tali quantitativi, per un periodo non superiore a 18 mesi.

Smaltimento DPI

I rifiuti costituiti da DPI quali mascherine e guanti, utilizzati all’interno di attività economiche – produttive per la tutela da COVID-19, sono assimilati ai rifiuti urbani e conferiti al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati, nel rispetto delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità.

Applicazione disposizioni sui rifiuti

Tutte le suddette disposizioni riguardanti la gestione dei rifiuti si applicano fino al trentesimo giorno successivo il termine dell’emergenza sanitaria.

Segnaliamo comunque che su diversi aspetti (tipologia di impianti compresi, modalità di comunicazione ecc…) siamo in attesa di chiarimenti da parte della Regione.

Le attività di ristorazione e somministrazione alimenti come: ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, pescherie, ecc.. che volessero organizzare l’attività di consegna a domicilio, oltre al rispetto di rigorose procedure igienico sanitarie, dovranno:

  • AGGIORNARE MANUALE HACCP: inserendo nel proprio autocontrollo tale modalità di consegna, anche in caso di redazione semplificata del manuale di HACCP (DGR 1869/2008). Gli operatori del settore, qualora già registrati ai sensi del Reg. CE n. 852/2004 per attività di vendita, somministrazione alimenti, non devono fare ulteriore SCIA, ne notifica.
  • AGGIORNARE IL DVR (D.LGS. 81/08): riportando la nuova mansione con i relativi rischi.

Oltre all’applicazione degli aggiornamenti indicati, si aggiungono le norme che tutti devono osservare riguardo alle raccomandazioni del Ministero della Salute e del Protocollo Condiviso del 14.03.2020 per la gestione e prevenzione del COVID-19.

L’attività può quindi proseguire mediante consegne a domicilio per mantenere la continuità della stessa attività e fornire un servizio ai cittadini necessario in questo momento di emergenza.

TECNA è a disposizione delle aziende soggette a tale adempimento, per la redazione del “Piano di autocontrollo HACCP” per le consegne a domicilio, per l’aggiornamento della valutazione dei rischi e per la relativa consulenza tecnica.

 

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In riferimento agli obblighi di sicurezza connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione, ricordiamo un estratto del testo del D.lgs. 81/08.

Articolo 26 – Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:

a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità:

  • acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
  • acquisizione dell’autocertificazione dell’ impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445

b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:

  • cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
  • b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione e il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali di cui all’articolo 29, comma 6-ter, con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all’incarico conferito, nonchè di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento. In caso di redazione del documento esso è allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Dell’individuazione dell’incaricato di cui al primo periodo o della sua sostituzione deve essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nell’ambito di applicazione del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, tale documento è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dal rischio di incendio di livello elevato, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, o dallo svolgimento di attività in ambienti confinati, di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177, o dalla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del presente decreto. Ai fini del presente comma, per uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori.

3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali.

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l’imprenditore committente risponde in solido con l’ appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del Codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del Codice civile i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni. I costi di cui al primo periodo non sono soggetti a ribasso. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163, come da ultimo modificate dall’articolo 8, comma 1, della Legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del presente decreto.

8. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro

Sanzioni penali

Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente

• Art. 26, co. 1, lett. a): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.228,50 a 5.896,84 euro [Art. 55, co. 5, lett. b)]

• Art. 26, co. 1, lett. b): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 921,38 a 4.914,03 euro [Art. 55 co. 5 lett. a)]

• Art. 26, co. 2 e 3, primo periodo: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.842,76 a 7.371,03 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]

Altri soggetti

• Art. 26, co. 3, quarto periodo, e 3-ter: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.842,76 a 7.371,03 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]

Sanzioni Amministrative

Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente

• Art. 26, co. 8: sanzione amministrativa pecuniaria da 122,85 a 614,25 euro per ciascun lavoratore [Art. 55, co. 5, lett. i)]

LETTERE CIRCOLARI

Lettera circolare del 10/02/2011 prot. 15/SEGR/003328 – Oggetto: lettera circolare in ordine alla approvazione della Procedura per la fornitura di calcestruzzo in cantiere.

INTERPELLI

INTERPELLO N. 6/2013 del 02/05/2013 – Applicazione del D.Lgs. 81/2008 a “Stuntmen” e “addetto effetti speciali”

Commissione per gli interpelli – Interpello n. 3/2014 con risposta del 13 marzo 2014 al Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – Prot. 37/0006230/ MA007.A001 – art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni — risposta al quesito relativo alla richiesta di chiarimenti in merito ai documenti che l’impresa appaltatrice è obbligata a consegnare al Committente.

INTERPELLO N. 5/2016 del 12/05/2016 – Applicazione del d.lgs. n. 81.2008 agli studi associati degli infermieri

INTERPELLO N. 1/2018 del 14/02/2018 – Obblighi di cui all’art.18, comma 1, lettera b), del d.lgs. n. 81/2008 e al D.M. 10 marzo 1998, per un datore di lavoro che svolga le proprie attività esclusivamente presso unità produttive di un datore di lavoro committente

In merito all’emergenza Covid-19, Inail ha realizzato tre video informativi di carattere divulgativo per diffondere le informazioni di base.

Il prodotto, disponibile sul portale Inail, è diviso in tre parti:

  • la prima pillola informativa, di carattere generale, fa il focus sulle modalità di trasmissione del virus, principalmente attraverso droplet, il rilascio di gocce di saliva, che possono essere inalate e depositarsi sulle superfici, introducendo l’argomento dei dispositivi di protezione individuali;
  • la seconda è relativa all’uso, in particolare, delle maschere facciali filtranti; l’uso improprio delle maschere filtranti può aumentare, anziché ridurre, il rischio di trasmissione dell’infezione, per questo deve sempre essere accompagnato dallo scrupoloso rispetto di appropriate norme igieniche
  • la terza illustra le modalità corrette di utilizzo dei guanti monouso, dispositivi di protezione delle mani atti a evitare ai lavoratori esposti al rischio il possibile contagio con superfici contaminate. Viene sottolineata l’importanza del rispetto delle indicazioni di uso e di rimozione dei guanti, potenzialmente infetti, praticando sempre un’adeguata igienizzazione delle mani.

Guarda i video

 

Fonte: sito Inail, comunicazione, multimedia, video-gallery

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti condivide con le associazioni datoriali Confindustria, Confetra, Confcoooperative, Conftrasporto, Confartigianato, Assoporti, Assaeroporti, CNA-FITA, AICAI, ANITA, ASSTRA, ANAV, AGENS, Confitarma, Assarmatori, Legacoop Produzione Servizi e con le OO.SS. Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti il seguente:

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEL SETTORE DEL TRASPORTO E DELLA LOGISTICA

Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro relativo a tutti i settori produttivi.

Ogni settore nell’ambito trasportistico e della logistica, comprese le filiere degli appalti e le attività accessorie del TRASPORTO AEREO, FERROVIARIO, MARITTIMO E PORTUALE, AUTOTRASPORTO MERCI, TRASPORTO LOCALE è chiamato ad applicare le norme che riguardano i lavoratori e i passeggeri, gli ambienti di lavoro, le stazioni e i terminal, e i mezzi di trasporto.

  • DISTANZA INTERPERSONALE di un metro per tutto il personale viaggiante così come per coloro che hanno rapporti con il pubblico.
  • UTILIZZO DEI DISPOSITIVI di protezione individuale nel caso non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra i lavoratori e con i viaggiatori.
  • INFORMAZIONE sul corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, etc.) e su tutte le prescrizioni adottate.
  • SANIFICAZIONE E IGIENIZZAZIONE dei locali di lavoro, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro appropriate e frequenti. La pulizia e sanificazione delle superfici deve avvenire giornalmente, con l’ausilio di detergenti e/o sanificanti approvati come “presidi medico chirurgici”.

La disinfezione ambientale routinaria è consigliata nei “punti critici” a rischio infettivo elevato: superfici dei sanitari, pavimenti e superfici critiche (maniglie delle porte, tastiere e console del pc, scrivanie ecc..) postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Mezzi: maniglie delle porte, volanti o manubri, sedute, corrimani e punti di appoggio per i passeggeri, pavimenti mezzi trasporto persone, pulizia vano carico

  • INSTALLAZIONE di dispenser di gel idroalcolico ad uso dei passeggeri.
  • VENDITA CONTINGENTATA dei biglietti in modo da osservare tra i passeggeri la distanza di almeno un metro.
  • COMUNICAZIONE a bordo dei mezzi anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento.

SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI

Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono restare a bordo dei propri mezzi, se sprovvisti di guanti e mascherine. In tutte le situazioni in cui si renda necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro, anche in ambienti all’aperto, è necessario l’uso delle mascherine.

NELLE STAZIONI FERROVIARIE

È obbligo dare alla clientela tutte le informazioni sulle misure di prevenzione adottate e sui percorsi da seguire all’interno delle stazioni. Per il personale è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, il divieto di ogni contatto ravvicinato con i clienti, il monitoraggio di security delle stazioni e dei flussi dei passeggeri, nel rispetto della distanza di sicurezza prescritta. Inoltre sono imposte restrizioni al numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni e la sospensione fino al 3 aprile del servizio di accoglienza viaggiatori a bordo treno.

CONSEGNE A DOMICILIO E RIDERS

Le consegne a domicilio di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire senza contatto con i riceventi. Nel caso di consegne, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, si rende necessario l’utilizzo di mascherine e guanti.

TRASPORTO PERSONE

Taxi e noleggio con conducente:

Sui veicoli Taxi e a noleggio il posto del passeggero vicino al conducente va lasciato libero. Sui sedili posteriori, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati più di due passeggeri. Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione.

Trasporto Pubblico Locale:

REGIONE EMILIA ROMAGNA con L’ORDINANZA N°34 DEL 12 MARZO 2020 stabilisce che i servizi TPL devono essere erogati con mezzi idonei a consentire la salita dalla parte posteriore e garantire a bordo la distanza di sicurezza.

  • Nel caso di veicoli impiegati non lo consentano,( es per i servizi a chiamata), occorre dove possibile procedere con la sostituzione di un mezzo idoneo o, in assenza alternativa, è consentita la soppressione del servizio, fermo restando l’autonomia decisionale delle competenti Agenzie locali per la mobilità.

 

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Con il decreto direttoriale n 6 del 2020, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati ad effettuare le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro. Il dicastero riepiloga inoltre gli adempimenti. In particolare, all’atto della richiesta di iscrizione i soggetti abilitati dovranno comunicare l’organigramma generale, comprensivo dell’elenco nominativo dei verificatori, del responsabile tecnico e del suo sostituto, nonchè le eventuali variazioni.

Il Ministero del lavoro, con Decreto direttoriale n.6 del 14 febbraio 2020, ha aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.

Con il medesimo documento, il Ministero rinnova per cinque anni l’iscrizione per i soggetti che hanno tempestivamente e regolarmente trasmesso la documentazione richiesta.

Vengono inoltre operate alcune variazioni alle iscrizioni preesistenti, sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti.

Il Ministero ricorda inoltre che i soggetti abilitati sono tenuti a riportare in un apposito registro informatizzato copia dei verbali delle verifiche effettuate. Il registro informatizzato deve essere trasmesso per via telematica, con cadenza trimestrale, al soggetto titolare della funzione.

Tutti gli atti documentali relativi all’attività di verifica sono conservati a cura dei soggetti abilitati per un periodo non inferiore a dieci anni.

Il Ministero ricorda altresì che, all’atto della richiesta di iscrizione negli elenchi istituiti su base regionale, i soggetti abilitati dovranno comunicare l’organigramma generale, comprensivo dell’elenco nominativo dei verificatori, del responsabile tecnico e del suo sostituto, nonchè le eventuali variazioni.

 

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Elenco soggetti abilitati verifiche periodiche.pdf

Il Protocollo, di cui alleghiamo il contenuto integrale al seguente link, è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Economia, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività. In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

Di seguito, la sintesi delle misure:

1. Informazione

Informazione a tutti i lavoratori e a chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità tramite consegna o affissione di materiale informativo, in particolare su obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre e sintomi influenzali, obbligo di informare il datore di lavoro in caso di insorgenza
di sintomi influenzali durante il lavoro, obblighi di comunicazione al medico di famiglia ed all’autorità sanitaria, obbligo di rispetto delle disposizioni (distanze di sicurezza e corretti comportamenti igienici).

2. Modalità di ingresso in azienda

  • Divieto di accesso al personale con temperatura corporea superiore ai 37,5° e a chiunque negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio, secondo le indicazioni dell’OMS.
  • Eventuale controllo della temperatura corporea del personale prima dell’accesso al luogo di lavoro ed eventuale richiesta del rilascio di dichiarazioni nel rispetto della disciplina vigente in materia di privacy.

3. Modalità di accesso dei fornitori

  • Ingresso, transito e uscita dei fornitori secondo percorsi e tempistiche predefiniti
  • Riduzione delle occasioni di contatto con il personale.
  • Gli autisti devono rimanere a bordo dei mezzi e comunque attenersi alla distanza di 1 metro nelle operazioni di carico/scarico.

Per gli esterni individuare/installare servizi igienici dedicati, garantendo pulizia giornaliera, riducendo al minimo l’accesso di visitatori.
Rispetto delle condizioni di sicurezza anche nell’eventuale servizio di trasporto organizzato dall’azienda. Applicazione del protocollo anche alle aziende in appalto con sedi/cantieri presso il sito.

4. Pulizia e sanificazione in azienda

  • Pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
  • Pulizia e sanificazione secondo le indicazioni ministeriali e ventilazione in caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali.
  • Pulizia a fine turno e sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti in uffici e reparti. Possibilità di organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).

5. Precauzioni igieniche personali 

Obbligo per tutte le persone presenti di adottare tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani: è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani.

6. Dispositivi di protezione individuale 

  • Utilizzo di mascherine secondo quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS: in caso di difficoltà di approvvigionamento e solo per evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dell’autorità sanitaria.
  • Utilizzo di mascherine e altri DPI (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) se il lavoro impone di lavorare a distanza minore di un metro e non sono possibili altre soluzioni. Preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)

7. Gestione degli spazi comuni (Mensa, Spogliatoi, Aree fumatori, distributori di bevande e/o snack) 

  • Accesso contingentato
  • Ventilazione continua
  • Tempi ridotti di sosta
  • Mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone negli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi. Sanificazione degli spogliatoi per il deposito degli indumenti da lavoro garantendo idonee condizioni igieniche.
  • Sanificazione periodica e pulizia giornaliera dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8. Organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work, rimodulazione dei livelli produttivi) 

  • Possibile disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione
  • Rimodulazione dei livelli produttivi.
  • Assicurare turnazione dei dipendenti per diminuire i contatti
  • Utilizzare lo smart working.
  • In caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, anche con rotazioni;
  • Utilizzo prioritario di soluzioni che consentono astensione dal lavoro senza perdita di retribuzione
  • Utilizzo di ferie arretrate.
  • Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate/organizzate.

9. Gestione entrata/uscita dei dipendenti 

Favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa), dedicando dove possibile una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantendo la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

10. Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione 

  • Limitare al minimo spostamenti interni.
  • Vietate le riunioni in presenza
  • Nei soli casi di necessità e urgenza ridurre al minimo la partecipazione necessaria garantendo distanze
  • Pulizia ed aerazione dei locali.
  • Sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è possibile effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work. Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione
  • professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dovuto all’emergenza in corso non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (es. addetti emergenze, carrellisti, ecc.).

11. Gestione di una persona sintomatica in azienda 

Se una persona in azienda sviluppa febbre e sintomi di infezione respiratoria, lo deve dichiarare subito all’ufficio personale. Quindi si deve procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda deve avvertire subito le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 e collaborare per la definizione degli eventuali “contatti stretti” in caso di positività al tampone COVID-19. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

12. Sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS 

  • La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo) privilegiando le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia.
  • Non interrompere la sorveglianza sanitaria periodica.
  • Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.

13. Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole 

È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS: in questo caso è necessario che in azienda ci sia il coordinamento da parte di una persona es. DDL che collabora con RSPP, RLS e Medico competente per la gestione del rischio e vigila.

 

Di seguito, alleghiamo i cartelli da esporre per quanto riguarda le modalità di accesso alle aziende e per la condivisione di spazi comuni.

Sulla base dell’analisi dei dati provvisori rilevati dall’INAIL al 31 dicembre 2019, l’andamento infortunistico risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, con un lieve incremento dell’incidenza degli infortuni in itinere. I casi di incidenti con conseguenze mortali sono stati, in valore assoluto 44 in meno, mentre sono aumentate del 2,9% le patologie di origine lavorativa denunciate all’Istituto. Particolarmente virtuoso il settore industria, mentre si registra un aumento degli incidenti nelle aziende che svolgono attività agricole.

L’INAIL ha diffuso, in data 5 febbraio 2020, i dati sull’andamento di infortuni sul lavoro e malattie professionali nel 2019. Il numero complessivo degli infortuni occorsi, risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2018, mentre le denunce relative ad eventi che hanno causato il decesso del lavoratore sono diminuite da 1.133 a 1.089 (-3,9%). Le patologie lavoro-correlate denunciate all’Istituto sono state 61.310, 1.725 in più rispetto ai 12 mesi precedenti (+2,9%).

Distribuzione territoriale

Il maggior incremento del numero di infortuni si è registrato in Sardegna, Basilicata e Umbria, in particolare per gli eventi “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 98.446 a 100.905 (+2,5%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce d’infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (+0,1%), nel Centro (+1,2%) e nelle Isole (+0,5%), e una diminuzione nel Nord-Est (-0,1%) e al Sud (-0,8%).

Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali spiccano Sardegna (+4,2%), Basilicata (+2,7%), Umbria (+2,2%) e Marche (+2,1%), mentre i decrementi maggiori sono quelli rilevati in Molise (-6,9%), Valle d’Aosta (-4,0%) e Abruzzo (-3,7%).

Incidenti mortali

La riduzione delle denunce di casi mortali riguarda invece quasi esclusivamente quelli occorsi “in itinere”, che nel 2019 sono stati 41 in meno rispetto all’anno precedente (da 347 a 306), mentre quelli avvenuti “in occasione di lavoro” sono stati 783, soltanto tre in meno rispetto ai 786 denunciati nei 12 mesi precedenti.

Sono aumentati, in particolare, gli “incidenti plurimi”, che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del trend infortunistico. I 24 incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e dicembre del 2018, infatti, hanno causato 82 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori deceduti nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019.

Malattie professionali

Le denunce di malattia professionale nel 2019 sono aumentate, da 47.424 a 49.378 (+4,1%), solo nella gestione industria e servizi, in cui è concentrato l’80,6% delle patologie denunciate, mentre sono diminuite in agricoltura, da 11.491 a 11.294 (-1,7%), e nel Conto Stato, da 670 a 638 (-4,8%).

Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (38.492 casi), del sistema nervoso (6.678, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (4.311) continuano a rappresentare, anche nel 2019, le prime tre patologie lavoro-correlate denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.809) e dai tumori (2.458).

Spesso si crede che i maggiori pericoli per la salute vengano dai composti chimici (ad es. i pesticidi) presenti negli alimenti. In realtà la maggior parte delle infezioni alimentari è attribuibile ad agenti biologici.

È noto che esistono malattie che possono trasmettersi dagli animali all’uomo e viceversa, mentre di solito non si trasmettono da uomo a uomo. Queste malattie, definite ZOONOSI, comprendono un gruppo eterogeneo di infezioni, che possono essere di natura batterica, virale, parassitaria e causate da agenti non convenzionali (prioni).

Le zoonosi conosciute sono molto numerose (oltre 200 secondo l’OMS) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria.

La trasmissione di malattia all’uomo può essere causata da alimenti derivati da animali infetti o portatori sani di microrganismi, ma anche da contaminazione dell’alimento durante il processo produttivo o le fasi di conservazione e preparazione domestica.

Ciò detto, la sicurezza microbiologica degli alimenti in commercio e la prevenzione della trasmissione di agenti di zoonosi è, priorità assoluta degli operatori sanitari nel campo della sicurezza alimentare.

Infatti molteplici sono le misure di controllo delle infezioni zoonotiche in atto: piani di eradicazione o di controllo sugli animali vivi, autocontrollo da parte degli operatori del settore alimentare ed applicazione dei criteri microbiologici di sicurezza alimentare (Reg. CE 2073/2005).

Di seguito un elenco, non esaustivo, di alcune malattie veicolate da alimenti:

Botulismo

Il botulismo si manifesta con disturbi nervosi con paralisi flaccida; l’intossicazione, a volte mortale, è causata nell’adulto dall’ingestione della tossina preformata nell’alimento del batterio Clostridium botulinum. I casi di botulismo sono frequentemente attribuibili al consumo di.conserve vegetali casalinghe sterilizzate in maniera impropria.

Brucellosi o febbre maltese o ondulante

Grave malattia con febbre che compare ad intervalli, cefalea e sudorazione intensa, causata da batteri del genere Brucella, prevalentemente dalle specie melitensis ed abortus. La brucellosi è da anni oggetto di un piano di eradicazione nei bovini e negli ovicaprini. Può essere rischioso il consumo di latte crudo e formaggi freschi ricavati da latte crudo. Quindi, quando si dispone di latte appena munto, prima di consumarlo occorre riscaldarlo fino all’ebollizione.

Campylobatteriosi

Causata da batteri del genere Campylobacter, è una malattia zoonotica tra le più importanti per numero di casi nell’Unione Europea. Associata principalmente al consumo di carni di pollame poco cotte, si manifesta con blandi sintomi gastrointestinali.

Listeriosi

L’agente eziologico è rappresentato da Listeria monocytogenes, batterio ambientale ubiquitario molto resistente. I sintomi della malattia possono variare dalla blanda sindrome simil-influenzale negli adulti immunocompetenti sino a manifestazioni notevolmente più gravi nella donna incinta: aborto e danni neurologici al nascituro. Tra gli alimenti che possono veicolare L.moncytogenes i prodotti ready-to-eat a base di carne e pesce ed i formaggi freschi.

Salmonellosi

Le salmonelle sono batteri che vivono nell’intestino dell’uomo e degli animali, anche portatori sani. La salmonellosi è una zoonosi molto importante per numero di casi e gravità dei sintomi. È associata al consumo di carni di pollame, uova crude e prodotti derivati, carni rosse, alimenti pronti e prodotti lattiero caseari.

Teniasi

La tenia (T. solium, T. saginata) o verme solitario vive come parassita nell’intestino umano. L’uomo si infesta mangiando, crude o poco cotte, le carni suine e bovine che contengono queste larve. I disturbi che il parassita adulto provoca nell’uomo sono: nausea, difficoltà di digestione, fame e dimagrimento. Prevenzione: consumare carni suine e bovine ben cotte o stagionate a lungo (2-3 mesi). Se si vogliono consumare crude, è consigliabile congelarle a –10° per una settimana.

Trichinellosi

Grave malattia causata dalla forma larvale di un verme del genere Trichinella , che si incista principalmente nelle masse muscolari, ma si può localizzare anche in altri organi. L’uomo può contrarre la malattia mangiando carni crude o insufficientemente cotte di suino, cinghiale o cavallo. Il regolamento CE 2075/2005 prescrive uno specifico esame su tutte le carcasse macellate di tali specie prima dell’immissione in commercio.

Tubercolosi

La tubercolosi colpisce numerose specie animali tra le quali, preminente dal punto di vista epidemiologico per la salute umana, la specie bovina. Da anni è oggetto di un piano di eradicazione a livello comunitario e tutti gli allevamenti che producono latte destinato al consumo umano sono controllati per questa malattia.