Tecna

TECNA Srl

Strada Guidorossi 1/A
43126 Parma
tel. 0521.030551 - fax 0521.030543

News

Ricordiamo che CONAI ha introdotto una nuova procedura agevolata per le aziende che spontaneamente intendano regolarizzare la propria posizione, senza ostacolare la determinazione del Contributo ambientale dovuto, nei tempi previsti dalle vigenti disposizioni consortili.

Tale procedura prevede in particolare:

  • che l’accertamento sia limitato agli ultimi 5 anni (anziché 10) precedenti alla data di invio dell’autodenuncia, salvo non siano già stati avviati controlli ai sensi dell’art. 11 del Regolamento CONAI;
  • la possibilità di rateizzare le somme dovute al CONAI (per contributo e interessi di mora) fino a 36 mesi.

Restano fermi, sia il termine per l’invio delle dichiarazioni dopo l’autodenuncia (30 giorni), sia la non applicazione di sanzioni da parte del CONAI.

Le agevolazioni operano alle seguenti condizioni e decadono automaticamente qualora venga meno anche una sola di esse:

  • invio entro il termine di 30 giorni dalla data di presentazione dell’autodenuncia, delle dichiarazioni periodiche al CONAI riferite ai 5 anni antecedenti alla stessa autodenuncia;
  • regolare pagamento delle somme dovute al CONAI a qualunque titolo.

La procedura agevolata può essere applicata anche alle aziende sottoposte a controlli, previa accettazione dei risultati dei controlli stessi, senza riserve e contestazioni e fatte salve le condizioni prima citate per l’autodenuncia (come la rateizzazione e il pagamento delle somme dovute) e l’applicazione della sanzione, che sarà commisurata alle sole somme accertate con il limite temporale dei 5 anni.

 

Per maggiori informazioni contattare TECNA srl

Tel. 0521/030551 | E-mail: info@tecnaparma.it

Mercoledì 18 settembre – ore 18.00
Ca’ Pina – (via Traversetolo, 200 – Località Botteghino, Parma)

REGISTRATI ALL’EVENTO!

Tecna Srl, società di consulenza sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, in collaborazione con CNA Parma, organizza un incontro con il Dott. Massimo Gualerzi, cardiologo esperto in nutrizione, che tratterà il tema della prevenzione come ricetta per vivere una vita in salute e per raggiungere la giusta armonia tra mente e corpo.

Da sempre a fianco delle imprese e dei lavoratori, Tecna Srl attraverso l’organizzazione di questo evento, si pone l’obiettivo di sensibilizzare le persone alla ricerca del benessere e di una maggiore qualità di vita, cercando di diffondere la cultura della prevenzione, quale prezioso valore per vivere bene con noi stessi e con gli altri. Prendersi cura della propria salute dentro e fuori, attraverso uno stile di vita positivo e consapevole, un’alimentazione sana e una gestione corretta dello stress, rappresenta una serie di comportamenti virtuosi per raggiungere il benessere psico-fisico, uno straordinario strumento di prevenzione in grado di creare le condizioni favorevoli per un giusto equilibrio tra la vita personale e quella lavorativa.

Questo importante equilibrio, che prende il nome di “Work life balance”, si traduce nel raggiungimento di una soddisfazione complessiva della propria vita rispetto a quanto realizzato, le energie spese e gli obiettivi raggiunti. Il Dott. Massimo Gualerzi ci guiderà in un percorso di rieducazione per intraprendere comportamenti che consentano di migliorare il benessere quotidiano, attraverso l’attività fisica, l’alimentazione e la consapevolezza di sé e delle proprie abitudini in modo responsabile, naturale e compatibile con la vita di ogni giorno.

Vi invitiamo a partecipare numerosi all’incontro che si svolgerà mercoledì 18 settembre alle ore 18.00 presso Ca’ Pina (via Traversetolo, 200 – Località Botteghino, Parma)! La partecipazione è gratuita e aperta a tutti fino all’esaurimento dei posti, è necessario quindi confermare la propria presenza, registrandosi a questo link.

Approfondimenti:

Che cosa fa Tecna?

Tecna Srl è una società con sede a Parma che racchiude in un’unica struttura tecnica multidisciplinare uno staff di collaboratori specializzati in: igiene e sicurezza sul lavoro, ambiente ed energia, sicurezza alimentare e consulenza sui sistemi di gestione e di qualità. Oltre alla formazione obbligatoria, necessaria per lo svolgimento dell’attività aziendale, Tecna Srl porta avanti un lavoro quotidiano di responsabilità sociale e di sensibilizzazione che individua nella prevenzione, il fattore essenziale per il benessere psico-fisico delle persone e di conseguenza della salute sul posto di lavoro, quale interesse fondamentale sia per l’impresa, sia per il lavoratore. Il nostro scopo è sensibilizzare le persone, cercando di diffondere la cultura della sicurezza e della prevenzione nei luoghi di lavoro, contribuendo a migliorare l’efficienza e il benessere delle persone e della società nel suo insieme. Per maggiori informazioni e curiosità, visita il nostro sito www.tecnaparma.com!

La biografia di Massimo Gualerzi

Classe 1973, parmigiano, è cardiologo. Si è laureato e specializzato all’Università di Parma con il massimo dei voti. Nel 2002 ha partecipato alla creazione dell’Unità di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare nata da una convenzione stipulata tra l’Università degli studi di Parma, l’Azienda Ospedaliera, l’Azienda sanitaria locale e la Fondazione Don Carlo Gnocchi – Onlus, e da allora vi ha lavorato come dirigente medico per 13 anni.
Da anni svolge attività di formatore, nel 2010 ha fondato Health and Management, azienda che si occupa di formazione: tiene personalmente corsi in tutta Italia (circa 50 all’anno, con la partecipazione di circa 2500 medici/anno) sul benessere e la SuperSalute, rivolti a medici di medicina generale, pediatri e specialisti cardiologi, nei quali spiega come alzare la guardia nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e come somministrare “farmaci del futuro” quali l’attività sportiva, la corretta alimentazione e l’approccio mentale consapevole alla salute.
La sua attività di formazione non si limita all’ambito medico: tiene anche corsi in varie aziende sui temi del rischio cardiovascolare, per insegnare ai lavoratori come vivere in salute. Collabora con diverse aziende operanti nel settore wellness come consulente.
E’ autore e coautore di diverse pubblicazioni scientifiche internazionali sulla fisiopatologia delle malattie cardiovascolari. Nel 2005 ha pubblicato il libro Amici del Cuore, in dotazione a diversi centri di riabilitazione cardiovascolari. Nel 2014 scrive il libro SuperSalute. 7 mosse per dimagrire, restare sani, contrastare l’invecchiamento, nel 2016 esce il libro La dieta SuperSalute. Il metodo cronobiodetox per essere più magri, più forti, più sani entrambi editi da Sperling & Kupfer.
Nel 2011 ha fondato a Parma “BeActive salute in movimento” una palestra medica funzionale unica nel suo genere. Il progetto con gli anni prende forma e nel 2014 con il nome “SuperSalute Centro Medico e Palestra” nasce un esempio di eccellenza non solo nel campo della riabilitazione ma anche della prevenzione delle patologie cardiovascolari e infiammatorie, molto diffuse nel nostro tempo. Nel 2012 ha fondato “Active Action” azienda che si occupa di telemedicina in ambito di prevenzione cardiovascolare. Nel 2016 assume il ruolo di direttore sanitario del complesso termale di Salsomaggiore Terme e Tabiano in Emilia Romagna. E’ cofondatore di The Longevity Suite, un network di centri Antiage in cui si promuove la cultura e la scienza della Longevità.

Il CONAI ha deliberato una rimodulazione del contributo ambientale per gli imballaggi in carta, plastica e legno, nonché una variazione delle procedure forfetizzate per importazione di imballaggi pieni con decorrenza dal 1° gennaio 2020.

Riassumiamo brevemente gli aggiornamenti del contributo ambientale dal 1/1/2020.

1) Il contributo per gli imballaggi in carta passerà da 20 €/ton a 35 €/ton.
Resterà invariato il contributo aggiuntivo (20 €/ton) per i poliaccoppiati a prevalenza carta idonei al contenimento di liquidi, per i quali il contributo ambientale diventerà, dunque, 55 €/ton.

2) Per il contributo ambientale per gli imballaggi in plastica, il valore medio passerà da 263 €/ton a 330 €/ton. Resteranno in vigore le 4 fasce contributive, valide dal 1/1/2019, seppure con una netta riformulazione:
– la fascia A continuerà a riguardare imballaggi con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata da circuito commercio & industria, con un contributo ambientale pari a 150 €/ton;
– la fascia B1 resterà dedicata a imballaggi con una filiera di selezione e riciclo efficace e consolidata da circuito domestico e il contributo rimarrà di 208 €/ton;
– la fascia B2 diventerà dedicata a imballaggi con una filiera di selezione e riciclo in fase di consolidamento e sviluppo, sia da circuito domestico sia da commercio & industria e il contributo ambientale sarà di 436 €/ton;
– la fascia C, quella degli imballaggi non selezionabili o riciclabili allo stato delle tecnologie attuali, vedrà il contributo passare da 369 €/ton a 546 €/ton.
Le nuove liste degli imballaggi in plastica in vigore dal 1/1/2020, riportate in allegato, sono disponibili nella Sezione Imprese, Contributo ambientale, Contributo diversificato Plastica.

3) Il contributo per gli imballaggi in legno aumenterà da 7 €/ton a 9 €/ton.

4) Tale rimodulazione avrà effetto anche sulle procedure forfettarie/semplificate per importazione di imballaggi pieni, sempre con decorrenza dal 1/1/2020.
Le aliquote da applicare sul valore complessivo delle importazioni (in Euro) passeranno:
– da 0,16 a 0,17% per i prodotti alimentari imballati
– da 0,08 a 0,09% per i prodotti non alimentari imballati.
Il contributo mediante il calcolo forfettario sul peso dei soli imballaggi delle merci importate (peso complessivo senza distinzione per materiale) passerà da 65 a 85 €/ton.

I consulenti di TECNA srl sono a disposizione per valutare insieme alle aziende la posizione in base ai vari adempimenti CONAI.

La realizzazione del documento unico per la valutazione rischi da interferenze DUVRI è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall’art. 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro (D. Lgs. n. 81/2008)

COSA SONO I RISCHI INTERFERENTI

I rischi derivanti da interferenze sono i rischi per la salute e l’integrità fisica dei lavoratori, derivanti dall’intervento di una ditta esterna nell’unità produttiva, correlati all’affidamento di attività all’interno dell’azienda o dell’unità produttiva.

QUANDO È OBBLIGATORIO

  • sovrapposizioni di più attività svolte da operatori/lavoratori di appaltatori/ditte/artigiani diversi;
  • immessi nel luogo di lavoro del committente dalle lavorazioni degli appaltatori/ditte/artigiani diversi;
  • esistenti nel luogo di lavoro del committente, ove è previsto che debba operare l’appaltatori/ditte/artigiani diversi, ulteriori rispetto a quelli specifici dell’attività propria dell’appaltatore
  • derivanti da modalità di esecuzione particolari richieste esplicitamente dal committente (che comportino pericoli aggiuntivi rispetto a quelli specifici dell’attività appaltata).”

Con tale documento il datore di lavoro committente valuta i rischi specifici esistenti nell’ambiente lavorativo e indica le misure adottate per eliminare o ridurre al minimo i rischi da interferenze fra le attività affidate ad appaltatori e lavoratori autonomi (ed eventuali subappaltatori) e le attività svolte nello stesso luogo di lavoro dal committente.

Il datore di lavoro committente ha i seguenti compiti:

  • verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa
  • promuovere la cooperazione ed il coordinamento ai fini della sicurezza
  • fornire ai lavoratori dell’impresa appaltatrice dettagliate informazioni circa i rischi specifici presenti nel luogo in cui sono destinati ad operare e le misure di prevenzione ed emergenza adottate in relazione alla propria attività

Quando il DUVRI non è obbligatorio?

Il D.Lgs 81/08 e la “Legge del fare” n. 99/2013, individuano i seguenti casi, in cui il DUVRI può non essere redatto:

  1. appalti di servizi di natura intellettuale;
  2. mere forniture di materiali o attrezzature;
  3. lavori o servizi la cui durata non sia superiore a 5 uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti da rischio incendio elevato, o dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza di rischi particolari di cui all’allegato XI del Testo Unico;
  4. attività che presentano un basso rischio d’infortunio sia per il committente che per l’impresa affidataria, se affidano l’incarico di sorveglianza, coordinamento lavori ad un individuo (preposto) in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali adeguate e specifiche in relazione all’incarico.

I titolari di imprese artigiane con dipendenti, che hanno sostenuto una spesa per la l’azienda per uno dei seguenti motivi:

  • acquisto di un macchinario o di un’attrezzatura
  • ristrutturazione dei tuoi locali o sostituzione del tetto in amianto
  • allestimento di un mezzo o acquisto di un software per semplificare il tuo modo di lavorare
  • installazione di pannelli voltaici e sostituzione lampade a led per il contenimento dei consumi energetici
  • partecipazione a seminari e corsi di formazione per aggiornamento professionale

se hanno aderito al sistema EBER e sono in regola con i versamenti, possono fare richiesta di recupero di una percentuale o della totalità delle somme sostenute.

Il requisito fondamentale è l’appartenenza a uno dei seguenti settori:

  • FALEGNAMERIA – COSTRUZIONI MOBILI E INFISSI
  • AUTOTRASPORTI
  • PULIZIE
  • PRODUZIONE BEVANDE
  • LAVORAZIONE CARNE E PESCE
  • PANETTERIE – PASTICCERIE – GELATERIE
  • PRODUZIONE E MANUTENZIONE SOFTWARE
  • ESTETISTE – PARRUCCHIERI
  • CASEIFICI
  • LAVORAZIONE GOMMA, PLASTICA, VETRO
  • LEGATORIA – COPISTERIA – SERIGRAFIA
  • COMUNICAZIONE E GRAFICA WEB
  • FOTOGRAFI
  • AUTOSCUOLE
  • SARTORIA – MODA
  • POMPE FUNEBRI
  • LAVANDERIE

Per ulteriori approfondimenti e per richiedere una verifica gratuita sulla possibilità di accedere alle richieste del sistema ABACO, i nostri consulenti sono a disposizione ai seguenti riferimenti:

TECNA SRL 0521/030551 – E-mail: info@tecnaparma.it

mentre a questo link puoi scaricare l’informativa più dettagliata.

Gli obblighi per le varie situazioni “a rischio” in carico a proprietari e responsabili delle attività degli edifici

L’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa che ha buone proprietà fonoassorbenti e termoisolanti e che, unitamente all’economicità, è stato ampiamente utilizzato in passato in innumerevoli applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo. Il D.M. Sanità 6 settembre 1994 (“Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto”) classifica i manufatti contenenti amianto (Mca) in due categorie distinte: a matrice friabile se le fibre di amianto sono libere o debolmente legate e quindi possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice azione manuale; a matrice compatta nel caso in cui le fibre di amianto sono fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinyl-amianto) e quindi possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici. Come noto, con il tempo questo materiale si è rivelato nocivo per la salute dell’uomo per la sua proprietà di rilasciare fibre che, se inalate, possono provocare patologie gravi e irreversibili a carico dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). L’amianto è quindi sicuramente pericoloso soltanto quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana. Per questa ragione l’amianto in matrice friabile, il quale può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale, è considerato più pericoloso dell’amianto in matrice compatta che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre. Riconosciuta la pericolosità di questo minerale e in attuazione di specifiche direttive Ce, l’Italia con la legge n. 257 del 27 marzo 1992 ha dettato le “Norme per la cessazione dell’impiego e per il suo smaltimento controllato”. Questa legge prevede il divieto di estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto. È stata poi emanata una serie di dispositivi legislativi che definiscono le modalità di attuazione dei piani regionali amianto, di valutazione del rischio amianto, di gestione dei manufatti contenenti amianto, sugli obblighi dei proprietari e/o dei responsabili delle attività degli edifici con presenza di questi manufatti, nonché le tipologie di intervento per la bonifica. Successivamente, sono state emanate nuove norme per lo smaltimento controllato, le regole per la mappatura e gli interventi di bonifica urgenti, è stato introdotto l’obbligo per le imprese di bonifica da amianto dell’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori dei rifiuti (attualmente “gestori ambientali”) ed è stato emanato il regolamento relativo alla determinazione e disciplina delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e contenenti amianto.

QUALI IMPIEGHI?

Di seguito sono riportati gli impieghi principali di questo materiale nell’industria, nell’edilizia, nei prodotti di uso domestico e nei mezzi di trasporto.

Industria

  • Materia prima per produrre innumerevoli manufatti e oggetti
  • Isolante termico nei cicli industriali con alte temperature (centrali termiche e termoelettriche, industria chimica, siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, alimentare, distillerie, zuccherifici, fonderie)
  • Isolante termico nei cicli industriali con basse temperature (impianti frigoriferi, di condizionamento) Isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici
  • Materiale fonoassorbente

Edilizia

  • Tegole e lastre piane o ondulate di copertura di cemento-amianto
  • Pannelli esterni verticali di cemento-amianto
  • Pannelli di controsoffittatura
  • Intonaco di strutture portanti in acciaio, di pareti e soffitti con caratteristiche ignifughe, fonoassorbenti o termoisolanti
  • Rivestimento isolante o guarnizioni della caldaia
  • Coibentazione e guarnizioni delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento
  • Rivestimento dei camini
  • Mattonelle di pavimenti vinilici
  • Colla di fissaggio di pavimenti vinilici e di pavimenti di linoleum
  • Massetto sottostante a pavimenti vinilici e di pavimenti di linoleum
  • Serbatoi idrici che potrebbero essere di cemento-amianto
  • Tubazioni di cemento-amianto per l’acqua potabile e di fognatura
  • Canne fumarie in cemento amianto
  • Materiali isolanti vari per la protezione di parti degli impianti di riscaldamento: come in caldaie, stufe, termosifoni, tubi di evacuazione fumi ecc.

Prodotti di uso domestico

  • Componenti di alcuni elettrodomestici (asciugacapelli, forni e stufe, ferri da stiro)
  • Prese
  • Guanti da forno
  • Teli assi da stiro
  • Cartoni posti a protezione da fonti di calore come stufe, ecc.

Mezzi di trasporto

  • Nei freni
  • Nelle frizioni
  • Negli schermi parafiamma
  • Nelle guarnizioni
  • Nelle vernici e mastici “antirombo”
  • Nella coibentazione di treni, navi e autobus

I manufatti contenenti amianto sono stati ampiamente utilizzati nel passato e installati almeno fino all’emanazione della legge n. 257/1992, in ambito residenziale, commerciale e in applicazioni industriali. Pertanto, il sospetto che queste strutture contengano amianto è abbastanza radicato. In tutti questi i siti è pertanto, necessario accertare l’eventuale presenza di amianto e quindi occorre conoscere, per quanto possibile, la storia del sito, la data di costruzione e le ristrutturazioni successive. Chiedendo all’occorrenza informazioni ad hoc a soggetti responsabili (proprietari, datori di lavoro, appaltatori). L’ampia gamma di manufatti contenenti amianto (si contano circa tremila applicazioni) e la variabilità delle loro tipologie che non consente di accertare la presenza di amianto a occhio nudo o dal semplice esame di un progetto di costruzione. L’unico modo per essere sicuri è sottoporre un campione del manufatto ad accurata analisi da parte di laboratorio autorizzato. In tutti i luoghi di lavoro oppure strutture in cui sono presenti Mca o almeno sospettati di contenere amianto è necessario predisporre l’inventario dell’amianto, soprattutto quando occorre effettuare lavori specialmente di ristrutturazione o addirittura di demolizione. Infatti, a questo proposito, l’articolo 248 del testo unico della sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008) stabilisce non solo che è necessario accertare l’eventuale presenza di amianto nei manufatti, prima di effettuare lavori di demolizione o di manutenzione, ma anche che qualsiasi materiale sospettato di contenere amianto deve essere considerato come contenente amianto fino a quando non viene accertato che ne è privo. Per molti materiali, la presenza di amianto non può essere esclusa soltanto a seguito di una semplice ispezione visiva perché, molto spesso, il manufatto che contiene amianto è simile a quello che non lo contiene. Pertanto, è necessario ricorrere a tecniche analitiche che identificano la presenza di amianto nel materiale mediante esame visivo al microscopio per identificare le fibre. L’inventario dei manufatti contenenti amianto deve identificare la loro posizione nel sito, indipendentemente dal fatto che siano sospettati o confermati dal laboratorio.

Ciò premesso, il primo obbligo per il proprietario e/o il gestore delle attività di un sito qualsiasi sia esso di proprietà privata o pubblica (terreno, fabbricato residenziale, edificio per uffici, fabbricato industriale, ecc.) consiste nell’accertare la presenza di amianto perché solo così si può essere certi di privilegiare la protezione delle persone e dell’ambiente, senza incorrere in esposizioni inconsapevoli al rischio.

Pertanto, occorre individuare le strutture sospette e, prima di procedere al campionamento dei materiali, è necessario predisporre uno specifico protocollo che si può così riassumere:

  • ricerca della documentazione tecnica disponibile sulla struttura, per accertare i vari tipi di materiali usati nella sua costruzione e per rintracciare, ove possibile, l’impresa costruttrice; ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto, e per riconoscere approssimativamente il tipo di materiale impiegato e le sue caratteristiche;
  • verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili e valutazione delle condizioni degli eventuali rivestimenti sigillanti o dei mezzi di confinamento, per ottenere una prima stima sul potenziale di rilascio di fibre nell’ambiente;
  • acquisizione di documentazione fotografica a colori la più rappresentativa possibile del materiale da campionare, che ne evidenzi la struttura e l’ubicazione rispetto all’ambiente potenzialmente soggetto a contaminazione. Dopo aver eseguito queste verifiche preliminari, si procede al campionamento propriamente detto mettendo in atto criteri e procedure atte a garantire una sufficiente rappresentatività dei campioni evitando, oltre all’esposizione dell’operatore, la contaminazione dell’ambiente circostante.

I POSTI PIÙ “SOSPETTI”

  • Intonaco di strutture portanti d’acciaio, di pareti e soffitti con caratteristiche ignifughe, fonoassorbenti o termoisolanti
  • Pannelli esterni verticali che potrebbero essere di cemento amianto
  • Rivestimento isolante o guarnizioni della caldaia
  • Coibentazione e guarnizioni delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento
  • Rivestimento dei camini
  • Pavimenti vinilici (nelle mattonelle, compresi eventualmente colla di fissaggio e massetto sottostante) Pavimenti di linoleum (eventualmente nella colla di fissaggio e nel massetto sottostante)
  • Tubazioni per l’acqua potabile e di fognatura che potrebbero essere di cemento-amianto
  • Materiali isolanti vari (a protezione da fonti di calore: stufe, termosifoni)
  • Tegole e nelle lastre piane o ondulate di copertura che potrebbero essere di cemento-amianto
  • Canne fumarie che potrebbero essere di cemento-amianto
  • Serbatoi idrici che potrebbero essere di cemento-amianto
  • Controsoffittature con pannelli che potrebbero contenere amianto

Breve informativa sui prodotti fitosanitari che il DECRETO LEGISLATIVO 150/2012 definisce così: sostanze attive e preparati che proteggono le colture da funghi (fungicidi o anticrittogamici), insetti (insetticidi e acaricidi), erbe infestanti (erbicidi o diserbanti), e nematodi (nematocidi). In più, favoriscono o regolano la crescita dei vegetali (fitoregolatori).

Prevenzione dei rischi lavorativi e alle misure di protezione da adottare:

  • valutazione del rischio chimico
  • utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
  • informazione e formazione che costituiscono “un passo fondamentale e necessario per sviluppare la consapevolezza della necessità di tutelarsi attivando comportamenti corretti, procedure di lavoro ed utilizzando attrezzature adeguate”.

Tutela sul lavoro in ogni fase di gestione.

In linea con il decreto legislativo 81/2008, i prodotti fitosanitari debbono essere utilizzati quando occorrono e nella misura necessaria, assicurando una gestione accurata in ogni fase:

  • acquisto,
  • trasporto,
  • conservazione,
  • preparazione delle miscele,
  • trattamento delle piante,
  • post trattamento.

In ognuna di esse possono insorgere per i lavoratori rischi espositivi più o meno elevati in ragione della pericolosità intrinseca del principio attivo, dei livelli di esposizione e di assorbimento tramite inalazione o per via cutanea, e per modalità e frequenze d’uso.

Il pericolo nell’impiego dei prodotti fitosanitari.

Nei lavori in agricoltura, giardinaggio e/o cura del verde l’utilizzo di pesticidi, concimi, disinfettanti, battericidi e detergenti espone gli addetti ai pericoli connessi agli agenti chimici.

Vengono distinti in:

  • pericoli per la sicurezza, derivanti da incendi o altre incidentalità,
  • pericoli per la salute, causati da intossicazioni e malattie.

Un aiuto alla prevenzione può venire dalle etichette e dalle schede di sicurezza (SDS) presenti.

I lavoratori che utilizzano i prodotti fitosanitari, se sottoposti ad una esposizione cronica e continua, possono incorrere a danni: reazioni infiammatorie, cancerogenicità e rischi per il sistema nervoso.

Dispositivi di protezione individuale

Viene raccomandato di usare dispositivi specifici in tutte le attività lavorative che espongono ai pesticidi e di conservarli lontano dagli ambienti in cui si utilizzano. Inoltre, essi devono rispondere a determinati requisiti di compatibilità e sicurezza, essere corredati della nota informativa obbligatoria e riportare la marcatura CE, che deve essere originale, ben visibile, leggibile e indelebile. In dettaglio sull’uso di grembiuli, tute, guanti, stivali e mascherine per occhi e viso.

 

Informiamo che ISPRA comunica che con l’entrata in vigore del DPR n.146/2018 viene abrogato anche l’obbligo d’invio della comunicazione annuale da effettuarsi entro il 31 maggio.

Il portale per la comunicazione annuale, a cui si accede tramite l’indirizzo http://193.206.192.119/fgas_v2/login.php  rimane comunque disponibile per la consultazione ed il download dello storico.

Sono invece impedite:

  • la registrazione di nuovi utenti;
  • l’inserimento di nuove dichiarazioni con riferimento agli anni 2012-2017.

Fonte: www.sinanet.isprambiente.it

L’agevolazione consiste in detrazioni dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dell’IRES (imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguano interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici.

CHI PUÒ USUFRUIRNE

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche (i titolari di un diritto reale sull’immobile, i condomini, per gli interventi sulle parti, comuni condominiali, gli inquilini, coloro che hanno l’immobile in comodato) compresi gli esercenti arti e professioni
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di
  • persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Dal 2018 possono usufruire anche:

  • Istituti autonomi per case popolari, costituiti e già operanti alla data del 31/12/2013 nella forma di società che risponde ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. Per interventi di efficienza energetica realizzati su immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.
  • Dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa pe r interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

La detrazione d’imposta non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali (quale, per esempio, la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).

I pagamenti:

  • Contribuenti senza partita iva: bonifico bancario, postale o tramite conto aperto presso un istituto di pagamento
  • Altri contribuenti: qualsiasi forma

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CESSIONE DEL CREDITO

È prevista la possibilità di cedere il credito derivante dalla detrazione Irpef o Ires spettante per gli interventi di riqualificazione energetica, sia per singola unità immobiliare  sia per le parti comuni di edifici condominiali.

COMPONENTI E TECNOLOGIE ALIQUOTA
SERRAMENTI E INFISSI

SCHERMATURE SOLARI

CALDAIE A BIOMASSA

CALDAIE CONDENSAZIONE

Classe A

50%

 

CALDAIE CONDENSAZIONE Classe A

più sistema termoregolazione evoluto

GENERATORI DI ARIA CALDA A CONDENSAZIONE

POMPE DI CALORE

SCALDACQUA A PDC

COIBENTAZIONE INVOLUCRO

COLLETTORI SOLARI

GENERATORI IBRIDI

SISTEMI BUILDING AUTOMATION

MICROCOGENERATORI

RIQUALIFICAZIONE GLOBALE

65%

 

INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente) 70%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + QUALITA’ MEDIA dell’involucro 75%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO) 80%
INTERVENTI SU PARTI COMUNI DEI CONDOMINI (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)

 

85%

In relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019.

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

 

CHI PUÒ USUFRURNE:

L’agevolazione spetta non soltanto ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o
  • merce
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

 

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il componente dell’unione civile (la legge n. 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili)
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

 

Dal 2018, infine, le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia (compresi quelli per l’adozione di misure antisismiche) possono essere usufruite anche:

  • dagli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati
  • dagli enti che hanno le stesse finalità sociali dei predetti istituti; questi enti devono
  • essere stati costituiti, e già operanti alla data del 31 dicembre 2013, nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”.

 

La documentazione è da trasmettere entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Si informano gli utenti che per gli interventi la cui data di fine lavori è compresa tra l’ 01 gennaio 2019 e l’ 11 marzo 2019, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati, attraverso i siti ecobonus2019.enea.it e bonuscasa2019.enea.it, decorre dal 11 marzo 2019

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

 

CUMULABILITÀ CON LA DETRAZIONE IRPEF PER IL RISPARMIO ENERGETICO

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).

 

COME PAGARE

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) 18
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

 

AGEVOLAZIONE DELL’IVA

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio è possibile usufruire dell’aliquota Iva ridotta. A seconda del tipo di intervento, l’agevolazione si applica sulle prestazioni dei servizi resi dall’impresa che esegue i lavori e, in alcuni casi, sulla cessione dei bene.

 

ELENCO INTERVENTI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI INVIO

COMPONENTI E TECNOLOGIE TIPO DI INTERVENTO
Strutture edilizie · riduzione della trasmittanza delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno, dai vani freddi e dal terreno;

· riduzione delle trasmittanze delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi;

· riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ l’esterno, dai vani freddi e dal terreno;

 

Infissi · riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi che delimitano gli ambienti riscaldati dall’ esterno e dai vani freddi;

 

Impianti tecnologici · installazione di collettori solari (solare termico) per la produzione di acqua calda sanitaria e/o il riscaldamento degli ambienti;

· sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per il riscaldamento degli ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· sostituzione di generatori con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di

· calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto;

· microcogeneratori (Pe<50kWe);

· scaldacqua a pompa di calore;

· generatori di calore a biomassa;

· installazione di sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;

· installazione di sistemi di termoregolazione e building automation;

· installazione di impianti fotovoltaici.

 

Elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal: 1) 1o gennaio 2017 per le spese sostenute nel 2018; 2) 1° gennaio 2018 per le spese sostenute nel 2019

 

· forni

· frigoriferi

· lavastoviglie

· piani cottura elettrici

· lavasciuga

· lavatrici

· asciugatrici