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News

Inail ha pubblicato una Guida sugli obblighi di manutenzione richiesti dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro e sulle modalità di svolgimento delle attività di manutenzione, che devono tener conto anche della tutela della salute e sicurezza degli addetti alla manutenzione.

L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione porta, infatti, alla necessità di esaminare con attenzione questa attività durante la valutazione dei rischi, soprattutto in considerazione del forte impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori che produce la pratica, sempre più utilizzata dalle aziende, di esternalizzare l’attività di manutenzione affidando questi lavori in appalto.

La Guida Inail analizza:

  • gli effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
  • le soluzioni per una manutenzione sicura
  • la manutenzione secondo il D.Lgs. n.81/2008
  • la manutenzione delle attrezzature
  • la manutenzione dei DPI
  • la manutenzione degli impianti
  • gli aspetti legislativi e normativi riguardanti la manutenzione e le verifiche degli impianti elettrici
  • alcuni cenni sulla affidabilità di un componente o sistema
  • le politiche di pianificazione della manutenzione
  • i metodi analitici di pianificazione della manutenzione
  • la tecnologia RFId al servizio della manutenzione
  • l’esternalizzazione del servizio di manutenzione.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Volume “La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione”

Inail ha pubblicato una scheda informativa che approfondisce le principali misure di prevenzione idonee ad impedire il verificarsi di infortuni e/o incidenti causati da transpallet manuali.

L’analisi è stata svolta partendo dai casi di infortuni mortali e gravi in cui un transpallet manuale è intervenuto nella dinamica infortunistica e contenuti nella banca dati Infor.Mo.

Fonte: portale Inail, Sezione Pubblicazioni, Catalogo Generale, Scheda “I transpallet manuali”

Vedi allegato: inail-scheda-informativa-transpallet-manuali

Per maggiori informazioni: tel. 0521030551 oppure info@tecnaparma.it

L’assunzione di bevande ALCOLICHE e SUPERALCOLICHE comporta:

  • Elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza
  • L’incolumità o la salute dei terzi

Cosa prescrivo le normative di riferimento: Codice Stradale, D.Lgs 81/08 e Provvedimento del 06 marzo del 2016 

  • CODICE DELLA STRADA NUOVO ART. 186-BIS.

Guida sotto l’influenza dell’alcool per conducenti che esercitano professionalmente l’attività di trasporto di persone o di cose.

  1. È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste per:
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di persone, di cui agli articoli 85, 86 e 87;
  • conducenti che esercitano l’attività di trasporto di cose, di cui agli articoli 88, 89 e 90;
  • conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati.
  • LGS 81/08

E in relazione al fatto che gli effetti delle sostanze psicotrope amplificano i rischi insiti nell’attività lavorativa, si sottolinea che “l’obbligo generale indelegabile del Datore di Lavoro di valutare tutti i rischi lavorativi” (artt. 17 e 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) “include anche le eventuali interazioni dei rischi presenti in ambiente di lavoro con quelli derivanti da errate abitudini personali dei lavoratori, come l ‘assunzione di alcol e sostanze stupefacenti”.

Il documento si sofferma poi sulla dipendenza da alcol e segnala, art. 41, comma 4, che le visite preventive, periodiche ed in occasione del cambio mansione, siano ‘nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento …altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza…’.

Art. 41 – Sorveglianza sanitaria

  1. 4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b), d), e-bis) e e-ter) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

1.11. Locali di riposo e refezione

1.11.3.2. E’ vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nell’interno dell’azienda.

  • ALLEGATO I DEL PROVVEDIMENTO 16 MARZO 2006

Relativo all’ Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche

Vengono indicate le attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi, tra cui:

  • addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente;
  • addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci (carrelli elevatori);

lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza”.

Il decreto Semplificazione del 11.02.2019 n. 12 proroga a dicembre 2019 la messa a norma degli asili nido e a dicembre 2021 quella delle scuole.

Per semplificare e razionalizzare le procedure di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, è previsto un piano triennale di interventi per il periodo 2019-2021 nell’ambito della programmazione triennale nazionale in materia di edilizia scolastica.
Nell’attesa che il piano venga definito, l’adeguamento alle norme antincendio è prorogato al 31 dicembre 2021 per le scuole e al 31 dicembre 2019 per gli asili nido.

Scuole, la normativa antincendio:

Non si tratta del primo slittamento dei termini per l’adeguamento delle scuole alla normativa antincendio. Senza questa proroga, i termini per l’adeguamento sarebbero già scaduti il 31 dicembre 2018.

Dal 2022 tutte le scuole dovranno essere dotate del Certificato Prevenzione Incendi (che dal 2011 è diventato Segnalazione Certificata Inizio Attività – SCIA antincendio) e dovranno rispettare le disposizioni delle “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” (DM 26 agosto 1992) o, in alternativa, delle “Norme tecniche  di prevenzione incendi per le attività scolastiche” (DM 7 agosto 2017).

Per gli asili nido, la proroga al 31 dicembre 2019 è riferita ai requisiti previsti dall’articolo 6, comma 1, lettera a) del DM 16 luglio 2014 “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli asili nido”.

Per i requisiti previsti dallo stesso articolo 6, comma 1, lettera b) e lettera c), del citato decreto, le scadenze per l’adeguamento sono rispettivamente il 31 dicembre 2020 ed il 31 dicembre 2023.

Il 12 marzo 2019 è entrato in vigore il d.lgs. 17/2019 relativo all’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento europeo sui dpi (regolamento (ue) n. 2016/425 del parlamento europeo e del consiglio, del 9 marzo 2016).

L’obiettivo del nuovo decreto è di:

  • semplificare e chiarire il quadro esistente per l’immissione sul mercato di tali dispositivi;
  • migliorare la trasparenza, l’efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti.

Si sottolinea che dal 21 aprile 2019, possono essere immessi sul mercato solo dispositivi di protezione individuale che rispettino le indicazioni del regolamento ue di cui capo iv (valutazione della conformità) art. 18 e 19

CAPO IV

VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ

Articolo 18

Categorie di rischio dei DPI

I DPI sono classificati secondo le categorie di rischio di cui all’allegato I.

Articolo 19

Procedure di valutazione della conformità

Le procedure di valutazione della conformità da seguire, per ognuna delle categorie di rischio di cui all’allegato I, sono le seguenti:

a) categoria I: controllo interno della produzione (modulo A) di cui all’allegato IV;

 

b) categoria II: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V seguito dalla conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione (modulo C) di cui all’allegato VI;

 

c) categoria III: esame UE del tipo (modulo B) di cui all’allegato V e una delle seguenti:

 

i) conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove del prodotto sotto controllo ufficiale effettuate ad intervalli casuali (modulo C2) di cui all’allegato VII;

 

ii) conformità al tipo basata sulla garanzia di qualità del processo di produzione (modulo D) di cui all’allegato VIII.

A titolo di deroga, per i DPI prodotti come unità singole per adattarsi ad un singolo utilizzatore e classificati secondo la categoria III, può essere seguita la procedura di cui alla lettera b).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

per ogni informazione: tecna 0521030551

Articolo 20 – OBBLIGHI DEI LAVORATORI

  1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

 

  1. I lavoratori devono in particolare:
    • contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
    • osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
    • utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e le miscele pericolose, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza;
    • utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
    • segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
    • non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
    • non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
    • partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
    • sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o comunque disposti dal medico competente.

 

  1. I lavoratori di aziende che svolgono attività in regime di appalto o subappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria attività nel medesimo luogo di lavoro, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto29

 

Sanzioni per i lavoratori

Sanzioni penali

Art. 20, co. 2, lett. b), c), d), e), f), g), h), i): arresto fino a un mese o ammenda da 245,70 a 737,10 euro (Art. 59, co. 1, lett. a)

Sanzioni amministrative

Art. 20 co. 3: sanzione amministrativa pecuniaria da 61,43 a 368,56 euro (Art. 59, co. 1, lett. b)

 

Sanzioni per i lavoratori autonomi

Art. 20 co. 3: sanzione amministrativa pecuniaria da 61,43 a 368,56 euro (Art. 60, co. 2)

Cos’è l’HACCP?
HACCP è l’acronimo di Hazard Analysis Critical Control Point (Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici). Si tratta di un manuale personalizzato per le aziende che operano ai vari livelli della lavorazione, manipolazione e trattamento più o meno diretto degli alimenti che ha come obiettivo il rispetto della normativa HACCP.Ogni azienda che svolge attività nel settore alimentare, anche in modo più o meno diretto, DEVE predisporre il proprio Manuale HACCP redatto “su misura”, affinché possa realmente essere applicato all’interno della struttura operativa. Il non rispetto degli obblighi previsti dalla legge comporta importanti sanzioni.

In che cosa consiste?
In ogni attività del settore agro-alimentare, consiste nell’individuazione di ogni fase che potrebbe rivelarsi critica per la sicurezza igienica e quindi, nella relativa definizione e applicazione di adeguate procedure di sicurezza igienico-sanitarie. L’obiettivo principale è quello di produrre la descrizione specifica e la documentazione di tutte le modalità e le misure messe in atto per garantire l’integrità, la sicurezza e la salubrità delle preparazioni alimentari (protocolli operativi e controlli su personale addetto, attrezzature, locali di stoccaggio e mezzi di trasporto).

Per chi è obbligatorio?
Il manuale HACCP è obbligatorio per tutte le attività del settore alimentare indipendentemente dalle loro mansioni, come:

  • Preparazione, produzione confezionamento
  • Deposito, trasporto, distribuzione e stoccaggio
  • Distribuzione e vendita

Come fare?
TECNA S.r.l., azienda specializzata nella consulenza in ambito sicurezza sul lavoro, ambiente, formazione e qualità, assiste le aziende e fornisce consulenza nella redazione del manuale HACCP.

Cosa ti offriamo?

  • Supporto durante l’analisi del processo produttivo
  • Affiancamento del cliente nella valutazione della conformità dei luoghi adibiti alla produzione, somministrazione, magazzino, trasporto e vendita degli alimenti
  • Redazione del manuale HACCP
  • Redazione del manuale di rintracciabilità
  • Consulenza e assistenza nell’implementazione dei processi di rintracciabilità alimentare
  • Attività di formazione interna per addetti in materia di HACCP presso le aziende
  • Audit presso mense aziendali
  • Audit interni (prima parte) e presso fornitori (seconda parte)
  • Assistenza per etichettatura di prodotti alimentari
  • Assistenza per redazione quaderno ingredienti
  • Consulenza sugli allergeni
  • Supporto alle aziende nel realizzare Menù con riportati gli ingredienti e gli allergeni
  • Servizio di campionamento e ritiro campioni
  • Analisi microbiologiche e chimiche sulle materie prime, sui semilavorati e sui prodotti finiti e tamponi ambientali
  • Certificazioni di qualità nel settore agro-alimentare

I consulenti di TECNA, società del gruppo CNA, sono a vostra disposizione per informazioni e maggiori approfondimenti.

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Il DVR quale strumento operativo di pianificazione degli interventi.

COS’E’

Relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa

CHI LO DEVE FARE

la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione” (art.28 c.2 lett.a) D.Lgs.81/08).

 LO SCOPO

La redazione si applica a tutte le lavorazioni e lo scopo è quello di costituire un elemento concreto per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori in quanto in esso il datore di lavoro, dopo aver valutato i rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, specifica:

  • i criteri adottati per la valutazione stessa,
  • procede ad individuare le misure di prevenzione e di protezione,
  • i dispositivi di protezione individuale,
  • formula il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento, nel tempo, dei livelli di sicurezza
  • utilizzando strumenti tipo procedurale derivanti fondamentalmente da una adeguata informazione e formazione del personale (prevenzione soggettiva)

QUANDO E’ OBBLIGATORIO

La stesura del DVR è obbligatoria quando si hanno dei lavoratori, vengono equiparati ai lavoratori ai fini della tutela in materia di sicurezza:

  • i soci lavoratori di cooperativa o di società, anche di fatto, che prestano la loro attività per conto delle società e dell’ente stesso;
  • gli associati in partecipazione di cui all’articolo 2549, 2e seguenti del codice civile;
  • i partecipanti a iniziative di tirocini formativi e di orientamento (quindi anche stages, percorsi di alternanza studio-lavoro, ecc.);
  • gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari e i partecipanti ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali (limitatamente ai periodi in cui l’allievo stesso è effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione), in poche parole gli studenti che si trovano nelle condizioni sopraindicate;
  • i volontari

Nei giorni scorsi, l’Ausl di Parma ha reso noto che la Regione Emilia Romagna con Delibera regionale 1762/17 ha previsto la realizzazione del piano “Tutela della salute e sicurezza nel comparto della logistica”.

Il piano, che dovrà quindi essere realizzato su tutto il territorio regionale, prevede l’analisi dei rischi lavorativi specifici per individuare le misure di prevenzione e protezione per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, previo censimento delle aziende del comparto logistico regionale, censimento affidato alla Fondazione Istituto dei Trasporti e della Logistica (ITL), ente di ricerca specializzato nel comparto della logistica, e tuttora in corso.

A Parma, in particolare, il progetto regionale è stato declinato negli aspetti psico-sociali della sicurezza sul lavoro e nella cultura organizzativa in tema di rischio da stress lavoro-correlato: operativamente ciò si traduce nel fatto che operatori del Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro provvederanno, nel corso del 2019, ad effettuare sopralluoghi in una decina circa di aziende del comparto della logistica del territorio provinciale, finalizzati alla verifica della valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato ai sensi del DL 81/08, con un taglio specificatamente volto ad indagare il tema della cultura organizzativa e delle sue interfacce con la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.

Il progetto si svilupperà nel concreto in forma di incontro con le figure della prevenzione aziendale presso la sede/unità locale aziendale territoriale; l’incontro, comunicato con breve anticipo, prevederà:

– la verifica della valutazione e gestione dello stress lavoro correlato;

– somministrazione di questionari che esplorano i rischi psicosociali, in particolare lo stress lavoro correlato, uno rivolto ai lavoratori e uno ai datori di lavoro;

I sopralluoghi inizieranno nel mese di marzo 2019 per concludersi a dicembre 2019.

Siamo a disponibile per visite gratuiti di verifica della documentazione aziendale.

In occasione della Giornata internazionale delle donne dell’8 marzo, è online il nuovo Dossier Donne dell’Inail che analizza il fenomeno infortunistico e tecnopatico al femminile. Le denunce pervenute all’Istituto per infortuni sul lavoro avvenuti nel 2017 che hanno riguardato le donne nelle tre gestioni principali (Agricoltura, Industria e servizi, conto Stato).

  • Le denunce di infortunio, a fronte di un aumento dell’1,6% dell’occupazione femminile, sono passate dalle 245.252 del 2013 alle 231.067 del 2017, con una diminuzione percentuale del 5,8%.
  • Le denunce di infortunio con esito mortale, per le lavoratrici sono state cinque in meno, dalle 116 del 2013 alle 111 del 2017 (-4,3%).
  • L’incidenza degli infortuni in itinere, avvenuti cioè nel tragitto casa-lavoro-casa, si conferma anche nel 2017 elevata, sia in valore assoluto 52.823 casi sia in percentuale 22,9%. Le denunce di casi mortali: anche nel 2017 tra le donne più di un decesso su due (52,3%) è avvenuto in itinere.
  • Le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici nel 2017 sono state quasi 15.851 (785 in meno rispetto al 2016), pari al 27,3% delle 58.025 tecnopatie denunciate nel complesso. Con un incremento pari al 5,5% tra le donne.

A colpire le lavoratrici e i lavoratori:

–        Sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso

–        Tra le patologie del sistema osteo-muscolare, le più frequenti sono le dorsopatie e i disturbi dei tessuti molli, mentre tra le malattie del

–        Sistema nervoso, oltre il 99% è rappresentato dalla sindrome del tunnel carpale.

I DATI DELLE DONNE IN PILLOLE

  • Infortuni sul lavoro denunciati: 231.067 (+0,3% rispetto al 2016)
  • Casi mortali denunciati: 111 (108 nel 2016)
  • Infortuni in itinere denunciati: 52.823 (+4,0% rispetto al 2016)
  • Casi mortali in itinere denunciati: 58 (56 nel 2016)
  • Infortuni domestici denunciati: 405 (-27,2% rispetto al 2016)
  • Malattie professionali denunciate: 15.851 (-4,7% rispetto al 2016)