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News

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti condivide con le associazioni datoriali Confindustria, Confetra, Confcoooperative, Conftrasporto, Confartigianato, Assoporti, Assaeroporti, CNA-FITA, AICAI, ANITA, ASSTRA, ANAV, AGENS, Confitarma, Assarmatori, Legacoop Produzione Servizi e con le OO.SS. Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti il seguente:

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID – 19 NEL SETTORE DEL TRASPORTO E DELLA LOGISTICA

Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro relativo a tutti i settori produttivi.

Ogni settore nell’ambito trasportistico e della logistica, comprese le filiere degli appalti e le attività accessorie del TRASPORTO AEREO, FERROVIARIO, MARITTIMO E PORTUALE, AUTOTRASPORTO MERCI, TRASPORTO LOCALE è chiamato ad applicare le norme che riguardano i lavoratori e i passeggeri, gli ambienti di lavoro, le stazioni e i terminal, e i mezzi di trasporto.

  • DISTANZA INTERPERSONALE di un metro per tutto il personale viaggiante così come per coloro che hanno rapporti con il pubblico.
  • UTILIZZO DEI DISPOSITIVI di protezione individuale nel caso non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra i lavoratori e con i viaggiatori.
  • INFORMAZIONE sul corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, etc.) e su tutte le prescrizioni adottate.
  • SANIFICAZIONE E IGIENIZZAZIONE dei locali di lavoro, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro appropriate e frequenti. La pulizia e sanificazione delle superfici deve avvenire giornalmente, con l’ausilio di detergenti e/o sanificanti approvati come “presidi medico chirurgici”.

La disinfezione ambientale routinaria è consigliata nei “punti critici” a rischio infettivo elevato: superfici dei sanitari, pavimenti e superfici critiche (maniglie delle porte, tastiere e console del pc, scrivanie ecc..) postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Mezzi: maniglie delle porte, volanti o manubri, sedute, corrimani e punti di appoggio per i passeggeri, pavimenti mezzi trasporto persone, pulizia vano carico

  • INSTALLAZIONE di dispenser di gel idroalcolico ad uso dei passeggeri.
  • VENDITA CONTINGENTATA dei biglietti in modo da osservare tra i passeggeri la distanza di almeno un metro.
  • COMUNICAZIONE a bordo dei mezzi anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento.

SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI

Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono restare a bordo dei propri mezzi, se sprovvisti di guanti e mascherine. In tutte le situazioni in cui si renda necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro, anche in ambienti all’aperto, è necessario l’uso delle mascherine.

NELLE STAZIONI FERROVIARIE

È obbligo dare alla clientela tutte le informazioni sulle misure di prevenzione adottate e sui percorsi da seguire all’interno delle stazioni. Per il personale è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, il divieto di ogni contatto ravvicinato con i clienti, il monitoraggio di security delle stazioni e dei flussi dei passeggeri, nel rispetto della distanza di sicurezza prescritta. Inoltre sono imposte restrizioni al numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni e la sospensione fino al 3 aprile del servizio di accoglienza viaggiatori a bordo treno.

CONSEGNE A DOMICILIO E RIDERS

Le consegne a domicilio di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire senza contatto con i riceventi. Nel caso di consegne, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, si rende necessario l’utilizzo di mascherine e guanti.

TRASPORTO PERSONE

Taxi e noleggio con conducente:

Sui veicoli Taxi e a noleggio il posto del passeggero vicino al conducente va lasciato libero. Sui sedili posteriori, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati più di due passeggeri. Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione.

Trasporto Pubblico Locale:

REGIONE EMILIA ROMAGNA con L’ORDINANZA N°34 DEL 12 MARZO 2020 stabilisce che i servizi TPL devono essere erogati con mezzi idonei a consentire la salita dalla parte posteriore e garantire a bordo la distanza di sicurezza.

  • Nel caso di veicoli impiegati non lo consentano,( es per i servizi a chiamata), occorre dove possibile procedere con la sostituzione di un mezzo idoneo o, in assenza alternativa, è consentita la soppressione del servizio, fermo restando l’autonomia decisionale delle competenti Agenzie locali per la mobilità.

 

Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Con il decreto direttoriale n 6 del 2020, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati ad effettuare le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro. Il dicastero riepiloga inoltre gli adempimenti. In particolare, all’atto della richiesta di iscrizione i soggetti abilitati dovranno comunicare l’organigramma generale, comprensivo dell’elenco nominativo dei verificatori, del responsabile tecnico e del suo sostituto, nonchè le eventuali variazioni.

Il Ministero del lavoro, con Decreto direttoriale n.6 del 14 febbraio 2020, ha aggiornato l’elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.

Con il medesimo documento, il Ministero rinnova per cinque anni l’iscrizione per i soggetti che hanno tempestivamente e regolarmente trasmesso la documentazione richiesta.

Vengono inoltre operate alcune variazioni alle iscrizioni preesistenti, sulla base delle richieste pervenute nei mesi precedenti.

Il Ministero ricorda inoltre che i soggetti abilitati sono tenuti a riportare in un apposito registro informatizzato copia dei verbali delle verifiche effettuate. Il registro informatizzato deve essere trasmesso per via telematica, con cadenza trimestrale, al soggetto titolare della funzione.

Tutti gli atti documentali relativi all’attività di verifica sono conservati a cura dei soggetti abilitati per un periodo non inferiore a dieci anni.

Il Ministero ricorda altresì che, all’atto della richiesta di iscrizione negli elenchi istituiti su base regionale, i soggetti abilitati dovranno comunicare l’organigramma generale, comprensivo dell’elenco nominativo dei verificatori, del responsabile tecnico e del suo sostituto, nonchè le eventuali variazioni.

 

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Elenco soggetti abilitati verifiche periodiche.pdf

Il Protocollo, di cui alleghiamo il contenuto integrale al seguente link, è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’Economia, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministro dello Sviluppo Economico e del Ministro della Salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

È obiettivo prioritario coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività. In questa prospettiva potranno risultare utili, per la rarefazione delle presenze dentro i luoghi di lavoro, le misure urgenti che il Governo intende adottare, in particolare in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale.

Di seguito, la sintesi delle misure:

1. Informazione

Informazione a tutti i lavoratori e a chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità tramite consegna o affissione di materiale informativo, in particolare su obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre e sintomi influenzali, obbligo di informare il datore di lavoro in caso di insorgenza
di sintomi influenzali durante il lavoro, obblighi di comunicazione al medico di famiglia ed all’autorità sanitaria, obbligo di rispetto delle disposizioni (distanze di sicurezza e corretti comportamenti igienici).

2. Modalità di ingresso in azienda

  • Divieto di accesso al personale con temperatura corporea superiore ai 37,5° e a chiunque negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio, secondo le indicazioni dell’OMS.
  • Eventuale controllo della temperatura corporea del personale prima dell’accesso al luogo di lavoro ed eventuale richiesta del rilascio di dichiarazioni nel rispetto della disciplina vigente in materia di privacy.

3. Modalità di accesso dei fornitori

  • Ingresso, transito e uscita dei fornitori secondo percorsi e tempistiche predefiniti
  • Riduzione delle occasioni di contatto con il personale.
  • Gli autisti devono rimanere a bordo dei mezzi e comunque attenersi alla distanza di 1 metro nelle operazioni di carico/scarico.

Per gli esterni individuare/installare servizi igienici dedicati, garantendo pulizia giornaliera, riducendo al minimo l’accesso di visitatori.
Rispetto delle condizioni di sicurezza anche nell’eventuale servizio di trasporto organizzato dall’azienda. Applicazione del protocollo anche alle aziende in appalto con sedi/cantieri presso il sito.

4. Pulizia e sanificazione in azienda

  • Pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
  • Pulizia e sanificazione secondo le indicazioni ministeriali e ventilazione in caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali.
  • Pulizia a fine turno e sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti in uffici e reparti. Possibilità di organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).

5. Precauzioni igieniche personali 

Obbligo per tutte le persone presenti di adottare tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani: è raccomandata la frequente pulizia delle mani con acqua e sapone. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani.

6. Dispositivi di protezione individuale 

  • Utilizzo di mascherine secondo quanto previsto dalle indicazioni dell’OMS: in caso di difficoltà di approvvigionamento e solo per evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dell’autorità sanitaria.
  • Utilizzo di mascherine e altri DPI (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) se il lavoro impone di lavorare a distanza minore di un metro e non sono possibili altre soluzioni. Preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)

7. Gestione degli spazi comuni (Mensa, Spogliatoi, Aree fumatori, distributori di bevande e/o snack) 

  • Accesso contingentato
  • Ventilazione continua
  • Tempi ridotti di sosta
  • Mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone negli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi. Sanificazione degli spogliatoi per il deposito degli indumenti da lavoro garantendo idonee condizioni igieniche.
  • Sanificazione periodica e pulizia giornaliera dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

8. Organizzazione aziendale (turnazione, trasferte e smart work, rimodulazione dei livelli produttivi) 

  • Possibile disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione
  • Rimodulazione dei livelli produttivi.
  • Assicurare turnazione dei dipendenti per diminuire i contatti
  • Utilizzare lo smart working.
  • In caso di utilizzo di ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, anche con rotazioni;
  • Utilizzo prioritario di soluzioni che consentono astensione dal lavoro senza perdita di retribuzione
  • Utilizzo di ferie arretrate.
  • Sono sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate/organizzate.

9. Gestione entrata/uscita dei dipendenti 

Favorire orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa), dedicando dove possibile una porta di entrata e una porta di uscita da questi locali e garantendo la presenza di detergenti segnalati da apposite indicazioni.

10. Spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione 

  • Limitare al minimo spostamenti interni.
  • Vietate le riunioni in presenza
  • Nei soli casi di necessità e urgenza ridurre al minimo la partecipazione necessaria garantendo distanze
  • Pulizia ed aerazione dei locali.
  • Sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, anche se già organizzati; è possibile effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart work. Il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione
  • professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro dovuto all’emergenza in corso non comporta l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione (es. addetti emergenze, carrellisti, ecc.).

11. Gestione di una persona sintomatica in azienda 

Se una persona in azienda sviluppa febbre e sintomi di infezione respiratoria, lo deve dichiarare subito all’ufficio personale. Quindi si deve procedere al suo isolamento in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda deve avvertire subito le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 e collaborare per la definizione degli eventuali “contatti stretti” in caso di positività al tampone COVID-19. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere agli eventuali possibili contatti stretti di lasciare cautelativamente lo stabilimento, secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

12. Sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS 

  • La sorveglianza sanitaria deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cd. decalogo) privilegiando le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia.
  • Non interrompere la sorveglianza sanitaria periodica.
  • Il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.

13. Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole 

È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del RLS: in questo caso è necessario che in azienda ci sia il coordinamento da parte di una persona es. DDL che collabora con RSPP, RLS e Medico competente per la gestione del rischio e vigila.

 

Di seguito, alleghiamo i cartelli da esporre per quanto riguarda le modalità di accesso alle aziende e per la condivisione di spazi comuni.

Sulla base dell’analisi dei dati provvisori rilevati dall’INAIL al 31 dicembre 2019, l’andamento infortunistico risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, con un lieve incremento dell’incidenza degli infortuni in itinere. I casi di incidenti con conseguenze mortali sono stati, in valore assoluto 44 in meno, mentre sono aumentate del 2,9% le patologie di origine lavorativa denunciate all’Istituto. Particolarmente virtuoso il settore industria, mentre si registra un aumento degli incidenti nelle aziende che svolgono attività agricole.

L’INAIL ha diffuso, in data 5 febbraio 2020, i dati sull’andamento di infortuni sul lavoro e malattie professionali nel 2019. Il numero complessivo degli infortuni occorsi, risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2018, mentre le denunce relative ad eventi che hanno causato il decesso del lavoratore sono diminuite da 1.133 a 1.089 (-3,9%). Le patologie lavoro-correlate denunciate all’Istituto sono state 61.310, 1.725 in più rispetto ai 12 mesi precedenti (+2,9%).

Distribuzione territoriale

Il maggior incremento del numero di infortuni si è registrato in Sardegna, Basilicata e Umbria, in particolare per gli eventi “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che sono passati da 98.446 a 100.905 (+2,5%).

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce d’infortunio sul lavoro nel Nord-Ovest (+0,1%), nel Centro (+1,2%) e nelle Isole (+0,5%), e una diminuzione nel Nord-Est (-0,1%) e al Sud (-0,8%).

Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali spiccano Sardegna (+4,2%), Basilicata (+2,7%), Umbria (+2,2%) e Marche (+2,1%), mentre i decrementi maggiori sono quelli rilevati in Molise (-6,9%), Valle d’Aosta (-4,0%) e Abruzzo (-3,7%).

Incidenti mortali

La riduzione delle denunce di casi mortali riguarda invece quasi esclusivamente quelli occorsi “in itinere”, che nel 2019 sono stati 41 in meno rispetto all’anno precedente (da 347 a 306), mentre quelli avvenuti “in occasione di lavoro” sono stati 783, soltanto tre in meno rispetto ai 786 denunciati nei 12 mesi precedenti.

Sono aumentati, in particolare, gli “incidenti plurimi”, che causano la morte di almeno due lavoratori, che per loro natura ed entità possono influenzare l’andamento del trend infortunistico. I 24 incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e dicembre del 2018, infatti, hanno causato 82 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori deceduti nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019.

Malattie professionali

Le denunce di malattia professionale nel 2019 sono aumentate, da 47.424 a 49.378 (+4,1%), solo nella gestione industria e servizi, in cui è concentrato l’80,6% delle patologie denunciate, mentre sono diminuite in agricoltura, da 11.491 a 11.294 (-1,7%), e nel Conto Stato, da 670 a 638 (-4,8%).

Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (38.492 casi), del sistema nervoso (6.678, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell’orecchio (4.311) continuano a rappresentare, anche nel 2019, le prime tre patologie lavoro-correlate denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.809) e dai tumori (2.458).

Spesso si crede che i maggiori pericoli per la salute vengano dai composti chimici (ad es. i pesticidi) presenti negli alimenti. In realtà la maggior parte delle infezioni alimentari è attribuibile ad agenti biologici.

È noto che esistono malattie che possono trasmettersi dagli animali all’uomo e viceversa, mentre di solito non si trasmettono da uomo a uomo. Queste malattie, definite ZOONOSI, comprendono un gruppo eterogeneo di infezioni, che possono essere di natura batterica, virale, parassitaria e causate da agenti non convenzionali (prioni).

Le zoonosi conosciute sono molto numerose (oltre 200 secondo l’OMS) e il loro studio costituisce uno dei settori di maggior interesse della medicina umana e veterinaria.

La trasmissione di malattia all’uomo può essere causata da alimenti derivati da animali infetti o portatori sani di microrganismi, ma anche da contaminazione dell’alimento durante il processo produttivo o le fasi di conservazione e preparazione domestica.

Ciò detto, la sicurezza microbiologica degli alimenti in commercio e la prevenzione della trasmissione di agenti di zoonosi è, priorità assoluta degli operatori sanitari nel campo della sicurezza alimentare.

Infatti molteplici sono le misure di controllo delle infezioni zoonotiche in atto: piani di eradicazione o di controllo sugli animali vivi, autocontrollo da parte degli operatori del settore alimentare ed applicazione dei criteri microbiologici di sicurezza alimentare (Reg. CE 2073/2005).

Di seguito un elenco, non esaustivo, di alcune malattie veicolate da alimenti:

Botulismo

Il botulismo si manifesta con disturbi nervosi con paralisi flaccida; l’intossicazione, a volte mortale, è causata nell’adulto dall’ingestione della tossina preformata nell’alimento del batterio Clostridium botulinum. I casi di botulismo sono frequentemente attribuibili al consumo di.conserve vegetali casalinghe sterilizzate in maniera impropria.

Brucellosi o febbre maltese o ondulante

Grave malattia con febbre che compare ad intervalli, cefalea e sudorazione intensa, causata da batteri del genere Brucella, prevalentemente dalle specie melitensis ed abortus. La brucellosi è da anni oggetto di un piano di eradicazione nei bovini e negli ovicaprini. Può essere rischioso il consumo di latte crudo e formaggi freschi ricavati da latte crudo. Quindi, quando si dispone di latte appena munto, prima di consumarlo occorre riscaldarlo fino all’ebollizione.

Campylobatteriosi

Causata da batteri del genere Campylobacter, è una malattia zoonotica tra le più importanti per numero di casi nell’Unione Europea. Associata principalmente al consumo di carni di pollame poco cotte, si manifesta con blandi sintomi gastrointestinali.

Listeriosi

L’agente eziologico è rappresentato da Listeria monocytogenes, batterio ambientale ubiquitario molto resistente. I sintomi della malattia possono variare dalla blanda sindrome simil-influenzale negli adulti immunocompetenti sino a manifestazioni notevolmente più gravi nella donna incinta: aborto e danni neurologici al nascituro. Tra gli alimenti che possono veicolare L.moncytogenes i prodotti ready-to-eat a base di carne e pesce ed i formaggi freschi.

Salmonellosi

Le salmonelle sono batteri che vivono nell’intestino dell’uomo e degli animali, anche portatori sani. La salmonellosi è una zoonosi molto importante per numero di casi e gravità dei sintomi. È associata al consumo di carni di pollame, uova crude e prodotti derivati, carni rosse, alimenti pronti e prodotti lattiero caseari.

Teniasi

La tenia (T. solium, T. saginata) o verme solitario vive come parassita nell’intestino umano. L’uomo si infesta mangiando, crude o poco cotte, le carni suine e bovine che contengono queste larve. I disturbi che il parassita adulto provoca nell’uomo sono: nausea, difficoltà di digestione, fame e dimagrimento. Prevenzione: consumare carni suine e bovine ben cotte o stagionate a lungo (2-3 mesi). Se si vogliono consumare crude, è consigliabile congelarle a –10° per una settimana.

Trichinellosi

Grave malattia causata dalla forma larvale di un verme del genere Trichinella , che si incista principalmente nelle masse muscolari, ma si può localizzare anche in altri organi. L’uomo può contrarre la malattia mangiando carni crude o insufficientemente cotte di suino, cinghiale o cavallo. Il regolamento CE 2075/2005 prescrive uno specifico esame su tutte le carcasse macellate di tali specie prima dell’immissione in commercio.

Tubercolosi

La tubercolosi colpisce numerose specie animali tra le quali, preminente dal punto di vista epidemiologico per la salute umana, la specie bovina. Da anni è oggetto di un piano di eradicazione a livello comunitario e tutti gli allevamenti che producono latte destinato al consumo umano sono controllati per questa malattia.

 

A fronte dell’epidemia del cosiddetto “Coronavirus” in atto in Cina, il Ministero della Salute ha emanato alcune indicazioni che devono attuare i datori di lavoro in merito alla protezione dei lavoratori che operano a contatto con il pubblico.

In particolare vengono riportate:

Indicazioni per la protezione diretta dei lavoratori:

  • lavarsi frequentemente le mani;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare contatti stretti e prolungati con persone presentanti sintomi simili all’influenza;
  • adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro;

Le azioni da attuare in caso si venga a contatto con un soggetto sospetto, in attesa dell’arrivo dei sanitari:

  • evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
  • se possibile, farle indossare una maschera chirurgica;
  • lavarsi accuratamente le mani e prestare attenzione alle superfici del corpo eventualmente venute a contatto con fluidi corporei;
  • fare eliminare dal soggetto in un sacchetto impermeabile i fazzoletti utilizzati, che andrà poi smaltito con il materiale utilizzato dai sanitari.

Un soggetto si considera sospetto nei seguenti casi se:

presenta un’infezione respiratoria acuta grave non completamente spiegabile con altri tipi di infezioni e rientri in almeno una delle seguenti condizioni:

  • storia di viaggio o residenza in aree a rischio della Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • si tratta di un operatore sanitario che ha lavorato in un ambiente dove si stanno curando pazienti con infezioni respiratorie acute gravi con eziologia sconosciuta;

Si tratta di una persona con malattia respiratoria acuta e che presenta almeno una delle seguenti condizioni:

  • contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione da Coronavirus nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • ha visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan (Cina), nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • ha lavorato o frequentato una struttura sanitaria nei 14 giorni precedenti l’insorgere dei sintomi dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni da Coronavirus.

 

Riferimenti normativi: circolare del Ministero della Salute prot.n.3190 del 3/2/2020

È stato pubblicato di recente il Parere del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare relativo al rischio di esposizione del consumatore all’alluminio da contatto alimentare. Alcuni studi di tossicità eseguiti hanno evidenziato come l’utilizzo di fogli di alluminio per alcune tipologie di cottura aumenti la concentrazione di alluminio nell’alimento. Anche se la quantità migrante di per sé non rappresenta un rischio, è necessario tenere a mente che l’eccessivo utilizzo di questa tipologia di cottura può causare effetti cumulativi dannosi.

L’ALLUMINIO NEGLI ALIMENTI

L’alluminio è un materiale presente in natura e, a causa della sua diffusa presenza negli alimenti e nei prodotti di consumo, è risultato un metallo con riconosciuta potenziale pericolosità per la salute umana.

Oltre ad essere naturalmente presente in alcuni alimenti, è largamente utilizzato in diversi ambiti, dal packaging dell’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, passando attraverso l’edilizia e il trattamento delle acque alimentari.

L’esposizione dell’uomo è principalmente dovuta a tre fonti principali: l’ambiente, sia naturale sia industriale (processi di estrazione e produzione), la migrazione da materiali a contatto con gli alimenti, gli additivi alimentari contenenti alluminio e potenzialmente aggiunti agli alimenti, alle formulazioni per bambini.

L’esposizione all’alluminio può infatti avvenire in diversi modi. Tuttavia, la via principale risulta essere l’alimentazione. Anche se l’alluminio nelle sue forme potenzialmente ingeribili dall’uomo è poco biodisponibile, diversi studi hanno analizzato una forte variabilità nell’assorbimento, causato da una combinazione di fattori diversi. Il pericolo principale sembra essere dovuto al bio-accumulo, specialmente in fasce di popolazioni vulnerabili, quali bambini, anziani e donne in gravidanza e per i soggetti con ridotta funzionalità renale.

Le principali vie di eliminazione di questo metallo, infatti, sono tramite le feci (per l’alluminio non assorbito) e le urine (per l’alluminio assorbito).

L’ALLUMINIO E I MOCA

L’alluminio ha trovato largo impiego come materiale a diretto contatto con gli alimenti, con diverse funzioni. Viene utilizzato sia per la produzione di film e vaschette monouso e pentolame, nella sua forma tal quale, sia per la produzione di oggetti “fusi”, come caffettiere o piastre, nella sua forma di lega di alluminio.

Nel caso di potenziale contatto con alimenti particolarmente acidi o salati, i contenitori vengono rivestiti internamente con uno strato isolante che impedisca il contatto diretto tra l’alimento e l’alluminio.

La normativa quadro relativa ai MOCA è il Regolamento CE 1935/2004 che stabilisce i requisiti generali per tutti i materiali destinati al contatto con gli alimenti.

L’art. 3 del regolamento stabilisce che:

I materiali e gli oggetti, compresi i materiali e gli oggetti attivi e intelligenti, devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché, in condizioni d’impiego normali o prevedibili, essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:

a) costituire un pericolo per la salute umana;
b) comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari;
c) comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche.

Anche se in condizioni di corretto utilizzo la quantità di alluminio potenzialmente migrante dal materiale all’alimento non è molto elevata, questa quantità può variare se agiscono fattori quali tempi di contatto, temperature, composizione dell’alimento.

È necessario fare attenzione al corretto utilizzo dei moca in alluminio: no usura fisica (graffi, pagliette) no usura chimica (alimenti acidi/salati).

Particolare attenzione a:

  • evitare di rovinare eventuali protezioni dell’alluminio, come ad esempio lo strato anodizzato
  • non confezionare o cucinare all’interno del film in alluminio alimenti salati e/o acidi
  • non conservare i prodotti cotti nell’alluminio per tempi lunghi
  • considerare eventuali additivi contenenti alluminio o altre sostanze che potrebbero contribuire all’accumulo di alluminio nell’alimento.

 

Per informazioni contattare TECNA srl

Tel. 0521 030551 | E-mail: info@tecnaparma.it

Inail ha recentemente pubblicato sul proprio portale un opuscolo sulla sicurezza alla guida contenente alcune tabelle relative agli effetti dell’uso di alcol, droghe e farmaci.

Viene sottolineato che l’uso di tali sostanze rappresenta un rischio non solo per la propria sicurezza, ma per la sicurezza dell’intera collettività e l’obiettivo del documento è quello di migliorare la consapevolezza dei rischi tra i guidatori, in ambito lavorativo e non.

Inoltre l’opuscolo illustra le conseguenze dell’assunzione di farmaci, sostanze stupefacenti o psicotrope e alcol previste dal Codice della Strada.

Questo il link per scaricare la guida Inail in formato PDF

È stata questa la sfida del seminario organizzato dalla Prefettura di Parma, dal titolo “Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”, che si è svolto nella mattina del 22 ottobre presso la Camera di Commercio di Parma proprio durante la Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2019.

I dati statistici, pur essendo in leggerissimo calo rispetto all’anno precedente, sono preoccupanti: 9.751 infortuni del lavoro denunciati in provincia di Parma nel 2018, mentre nei primi otto mesi del 2019 gli infortuni riscontrati sono stati 4.460 di cui 8 mortali (2 in meno rispetto all’anno precedente). Il settore in cui sono cresciuti maggiormente gli infortuni tra il 2017 e il 2018 è quello dell’agricoltura (+7%).

Quanto emerge dal seminario riporta all’attenzione l’importanza di fare cultura sulla sicurezza e di sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori sull’importanza della conoscenza dei rischi e sull’adozione di comportamenti corretti e responsabili.

La nostra società, che si occupa da diversi anni di consulenza e di formazione nell’ambito della sicurezza, crede fortemente che la salvaguardia delle persone sul posto di lavoro sia un obiettivo da raggiungere attraverso la formazione e la prevenzione. Solo in questa prospettiva è possibile evitare il verificarsi di infortuni e di malattie professionali, che oltre danneggiare fisicamente la salute e il benessere delle persone, incidono sul funzionamento del processo aziendale.

Per maggiori approfondimenti leggi il testo integrale:

 http://www.prefettura.it/parma/contenuti/Seminario_presso_la_camera_di_commercio_di_parma_22_ottobre_2019-7730977.htm

Il sistema di sorveglianza nazionale “Infor.MO”, nato nel 2002 come progetto di ricerca e attualmente adottato nel Piano Nazionale di Prevenzione (2014-2018) delle Regioni, è finalizzato a studiare le cause degli infortuni mortali e gravi sul lavoro, tramite l’analisi della dinamica infortunistica sviluppata secondo il proprio modello.

Obiettivo delle schede informative pubblicate è quello di analizzare le principali modalità di accadimento degli infortuni mortali riportando, per la tematica analizzata, le principali caratteristiche descrittive, l’analisi puntuale delle dinamiche infortunistiche e, a partire dai fattori di rischio evidenziati, alcune delle possibili misure preventive da adottare per ridurre il rischio di infortuni.

Inail ha pubblicato recentemente una scheda informativa (Infor.Mo) sui lavoratori anziani. La scheda contiene i dati, gli infortuni più diffusi gravi e mortali, i fattori di rischio e le principali misure di prevenzione.

Questo il link per scaricare la scheda informativa.