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News

Il 20 maggio 2018 è entrato in vigore il Decreto 19 maggio 2017 (prot. 215) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di recepimento della direttiva 2014/47/UE .

Tale Decreto stabilisce i requisiti minimi per i controlli tecnici su strada dei veicoli commerciali circolanti nell’Unione Europea al fine di migliorare la sicurezza stradale e l’ambiente.

Tra i vari aspetti peculiari relativi ai controlli che devono essere effettuati, nell’Allegato II sono specificati gli Ambiti dei controlli tecnici su strada e i Contenuti e metodi di controllo , valutazione carenze dei veicoli, mentre l’Allegato III riporta i Principi in materia di fissazione del carico e le modalità operative relative al controllo della fissazione del carico, i metodi di controllo, la valutazione delle carenze.

Ai link indicati di seguito si possono scaricare il Decreto del 19 maggio 2017 e i relativi allegati.

DECRETO MINISTERIALE

DECRETO MINISTERIALE: ALLEGATI

 

Fonte; Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti

3D rendering of generic transportation concept at dawn

L’art. 36 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 obbliga il datore di lavoro, il dirigente e il preposto (nell’ambito delle rispettive competenze) a provvedere affinché ogni lavoratore riceva una adeguata informazione su:

 

1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa in generale;

b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l’evacuazione dei luoghi di lavoro;

c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46;

d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente.

 

2. Il datore di lavoro provvede altresì affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

a) sui rischi specifici cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;

b) sui pericoli connessi all’uso delle sostanze e delle miscele pericolose sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica;

c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.

 

3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettere a) e al comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui all’articolo 3, comma 9.

 

4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove la informazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.

 

Gli strumenti attraverso i quali può essere fornita l’informazione ai lavoratori sono vari: depliant, video, assemblee generali, volantini, incontri di piccolo gruppo, lezioni in aula; avvisi in bacheca, assemblee di reparto ecc.

L’obbligo di informazione potrà dirsi assolto mediante la consegna al lavoratore di un documento cartaceo solo quando vi sia la prova che lo stesso lo abbia effettivamente ricevuto e purché in quello non siano contenute solo indicazioni generiche.

Le informazioni devono essere fornite ai lavoratori in forma semplice ed immediata, nella lingua loro facilmente comprensibile e facendo anche uso di immagini e figure.

L’informazione (art. 36) deve essere accompagnata sempre da un’opera di sensibilizzazione e da spiegazioni sui contenuti del materiale distribuito e dalla specifica formazione (art. 37 – Accordi Stato Regioni del 21.12.2011).

E’ online il nuovo e-book Inail che racchiude le tre Schede (Ed. 2014), disponibili nel catalogo delle pubblicazioni del portale Inail, per la definizione di piani per i controlli di:

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile e relativi accessori di sollevamento”

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo fisso e relativi accessori di sollevamento”

– “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo trasferibile e relativi accessori di sollevamento”

L’obiettivo è di fornire un supporto ai datori di lavoro nell’assolvimento degli obblighi di controllo delle attrezzature di sollevamento materiali che la norma prevede (art. 71 comma 8 del TU sicurezza).

Le schede predisposte illustrano i principali interventi da condurre sulle attrezzature citate, individuano chi abbia competenza per effettuarli e le modalità con cui realizzarli e costituiscono uno strumento pratico di indirizzo per tutte le figure coinvolte a diverso titolo nelle attività di controllo.

Lo strumento interattivo e digitale è stato pensato per i cantieri ma è utilizzabile anche per altri luoghi di lavoro.

La nuova veste (e-book) consente al documento di essere un mezzo di supporto prevenzionistico reale per il lavoratore. Le informazioni e le schede sono consultabili al bisogno rapidamente con diversi dispositivi digitali e non sono più fisicamente distanti dal lavoratore-fruitore.

Scarica qui l’e-book Inail per il controllo dei macchinari di sollevamento materiali

Fonte: portale Inail, Sezione News ed Eventi “Sicurezza 4.0, un e-book per i cantieri in cui si utilizzano macchinari di sollevamento” che contiene il link per scaricare l’e-book

Con la Legge di Bilancio 2019, dal 1° gennaio, è prevista una maggiorazione del 10% degli importi delle sanzioni amministrative o penali previste in materia di salute e sicurezza dal Testo Unico.

La maggiorazione è raddoppiata se, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro è stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.

Gli importi delle suddette maggiorazioni, nel limite di 15 milioni di Euro annui, sono versati al bilancio dello Stato per essere riassegnate con DM al Ministero del Lavoro e destinate all’incremento del Fondo Risorse decentrate dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), salvo le somme che l’ASL, in qualità di organo di vigilanza, ammette a pagare in sede amministrativa e che integrano l’apposito capitolo regionale per finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle ASL.

Con una recente circolare l’Ispettorato ha chiarito che le maggiorazioni trovano applicazione in relazione a condotte che si realizzano a partire dal 2019.

L’aumento introdotto dalla Legge di bilancio 2019 si applica a prescindere dalla rivalutazione quinquennale delle sanzioni amministrative pecuniarie prevista dal TU sicurezza, pari all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, che viene applicata con Decreto della Direzione Generale per l’Attività Ispettiva.

Riferimenti: Legge 30/12/2018 n. 145 art. 445 lett. d, e, g; Circolare INL n. 2 del 14/1/2019; D. Lgs. 81/2008 art. 13 co.6, art. 306 co.4-bis.

E’ obbligatorio il manuale e registro autocontrollo legionella per la prevenzione ed il controllo delle legionellosi nelegionella-asllle strutture residenze anziani, turistico-ricettive e termali.

Per legionella si intende un batterio aerobio definito gram-negativo di cui si conoscono molte specie tra cui la più pericolosa è la Legionella pneumophila che può causare:

– Febbre di Pontiac, caratterizzata da una sintomatologia similinfluenzale che si risolve spontaneamente in 2-5 giorni;

– Polmonite da Legionella (altresì detta Legionellosi), che si manifesta con febbre alta, tosse non produttiva, mialgia, dolori toracici e addominali, difficoltà respiratoria e possibile interessamento di altri organi o apparati (renale, gastrointestinale, sistema nervoso centrale), la letalità media è del 10%;

– Forme extrapolmonari, molto rare, a diversa localizzazione d’organo.

Il batterio prolifera negli ambienti acquatici naturali, risalendo poi a quelli artificiali come le tubature e gli impianti idrici dei centri abitati (lavabi, docce, serbatoi, piscine, fontane) e gli impianti di condizionamento. Contrarre la legionellosi è, quindi, un rischio insito in diversi ambienti che, per questo motivo, necessitano di una corretta valutazione del rischio legionellosi e di misure preventive per impedire la proliferazione del batterio.

Le LINEE GUIDA REGIONALI (Emilia Romagna) PER LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI 06/2017 Protocollo n. PRC/08/12453 attribuiscono l’obbligo di procedere alla valutazione del rischio legato all’infezione da legionella con conseguente obbligo di elaborare il relativo documento ai fini dell’autocontrollo per le seguenti tipologie di attività:

  • strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali
  • strutture turistico recettive (alberghi, hotel, pensioni, campeggi, residence, agriturismi, bed&breakfast , soggiorni di vacanza, affittacamere, navi da crociera etc.)
  • strutture termali
  • strutture ad uso collettivo (impianti sportivi e ludici, palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri benessere, etc.)
  • riunito odontoiatrico

Tale documento dovrà specificare:

  • la nomina di un responsabile per la gestione del rischio che comprenda la valorizzazione della politica di prevenzione e l’applicazione delle misure di controllo;
  • valutazione del rischio mediante un’attenta analisi delle condizioni di normale funzionamento dell’impianto idrosanitario al fine di individuarne i punti critici;
  • ispezione della struttura (mappa della rete idrica e rilevazione punti di condizionamento);
  • gestione dell’eventuale rischio rilevato derivante dall’impianto idrosanitario creando le misure correttive necessarie al ridurre al minimo il rischio evidenziato;
  • dovrà inoltre essere istituito il “Registro degli interventi”, cioè un documento riassuntivo degli interventi di manutenzione ordinari e straordinari sugli impianti idrici e di climatizzazione.

Dovranno essere eseguiti da laboratorio accreditato dei campionamenti all’anno per la ricerca ed il conteggio della legionella sui punti critici dell’impianto idrico e di climatizzazione identificati nel processo di valutazione dei rischi. Si dovrà procedere alla formazione ed informazione del personale coinvolto nel controllo e nella prevenzione della legionellosi.

La periodicità dell’analisi del rischio e la rielaborazione del Documento deve essere effettuata regolarmente, in base alla categoria di rischio e ogni volta che sia legittimo pensare che la situazione si sia modificata (ad esempio: ristrutturazioni, manutenzione straordinaria ecc.). L’analisi deve, comunque, essere rifatta ad ogni segnalazione di un possibile caso di legionellosi.

Per maggiori informazioni contattare

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L’Ispettorato nazionale del lavoro ha stabilito dal 1° luglio 2018 l’aumento dell’1,9% degli importi delle sanzioni amministrative per le violazioni inew__30.07.2018n materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro accertate successivamente a questa data. Nessun aumento è invece previsto per le violazioni accertate precedentemente.

L’Ispettorato precisa che non sono previsti arrotondamenti sull’ammontare finale dell’ammenda e della sanzione amministrativa che viene incrementata dell’1,9% e, pertanto, non va applicato alcun arrotondamento delle cifre risultanti dal calcolo.

Per esempio, il datore di lavoro che non effettua la valutazione dei rischi, oppure non nomina il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, in origine era punito con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro, dal 1° luglio, fermo restando l’entità dell’arresto, l’ammenda sarà da 2.792 a 7.147,67 euro.

Di seguito intendiamo ricordare i principali obblighi in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008

Le ditte individuali con presenza di lavoratori (compresi tirocinanti, stagisti, ecc.) e le società sono soggette a tutti gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo anche che particolari forme contrattuali come co.co.co, contratti di somministrazione e l’utilizzazione del lavoro accessorio es. voucher, possono far ricadere l’azienda nell’applicazione integrale della normativa.

Fanno eccezione le seguenti tipologie:

–      le imprese familiari

–      i lavoratori autonomi

–      i piccoli imprenditori artigiani senza dipendenti

–      i coltivatori diretti dei fondi ed i soci delle società semplici agricole

che sono soggette all’applicazione degli adempimenti dell’art. 21 del D.Lgs. 81/08 di seguito elencate:

a)    utilizzare attrezzature di lavoro conformi

b)    munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli in modo conformi

c)     munirsi di apposita tessera di riconoscimento quando si svolgano attività in regime di appalto o subappalto

e non hanno l’obbligo ma la facoltà di:

a)    effettuare la Sorveglianza Sanitaria

b)    partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Il decreto 81/2008 obbliga il datore di lavoro ai seguenti adempimenti:

 a)    Istituzione del servizio di prevenzione e protezione aziendale (esterno o interno) e nomina del responsabile. L’incarico di responsabile del servizio può essere svolto direttamente dal datore di lavoro (autonomina) nelle aziende che hanno:

­          fino a trenta addetti (aziende artigiane e industriali senza rischi rilevanti)

­          fino a duecento addetti (aziende commerciali e di servizi).

b)    Predisporre la nomina (o autonomina) del responsabile del servizio e allegarla alla documentazione sulla sicurezza. Il responsabile del servizio prevenzione e protezione deve frequentare un corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

c)    Nomina del medico competente nelle lavorazioni in cui la normativa prevede l’obbligo della sorveglianza sanitaria.

Inoltre si ricorda:

– visita medica preventiva

– visita medica periodica
– visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

d)    Designazione degli addetti all’emergenza, cioè dei lavoratori incaricati di attuare le misure di prevenzione incendi, evacuazione e pronto soccorso (fra gli addetti incaricati può esservi lo stesso datore di lavoro). Il datore di lavoro ha l’obbligo di far partecipare gli addetti alla emergenza a corsi di formazione specifici.

e)    I lavoratori hanno il diritto di eleggere un loro rappresentante per la sicurezza (RLS Aziendale); il datore di lavoro ha l’obbligo di farlo partecipare ad un corso di formazione della durata di 32 ore. Il rappresentante deve essere consultato nei casi previsti dal decreto.

f)    Le aziende fino a 15 lavoratori possono anche avvalersi del rappresentante dei lavoratori territoriale (RLST).

g)    Nelle aziende che occupano più di 15 lavoratori il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare una riunione periodica di sicurezza, almeno annuale, con Medico competente, RSPP e RLS.

Nelle aziende che occupano fino a 15 lavoratori la riunione viene effettuata su richiesta del rappresentante dei lavoratori.

h)    Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda, contenente anche l’indicazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi, nonché un programma per il loro miglioramento. La valutazione dei rischi presenti in azienda comporta il controllo dei fattori di rischio quali ad esempio, luoghi di lavoro, impianti e attrezzature di lavoro, impianti elettrici, incendio/esplosione, agenti chimici (sostanze chimiche, tossiche o nocive), agenti fisici (rumore, vibrazioni, illuminazione, ecc.), agenti biologici (virus-batteri, ecc.), movimentazione manuale dei carichi, uso di videoterminali, Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), ecc.

i)     Gli esiti della valutazione dei rischi devono essere riportati in un documento, che deve avere data certa, da conservare in azienda ed esibire a richiesta degli Organi di vigilanza e ricordiamo che la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata: in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

j)     Un obbligo rilevante del datore di lavoro è costituito dalla formazione dei lavoratori sui rischi per la salute e la sicurezza e sulle misure di prevenzione e di protezione in base al livello di rischio attribuito all’azienda (Basso, Medio, Alto).

 Ricordiamo che anche in caso di inizio di nuova attività o modifica e/o ampliamento dell’attività esistente occorre:

– Verificare che i locali e le aree esterne collegate dispongano del certificato di destinazione d’uso (compatibilità urbanistica) e di agibilità;

– Chiedere il certificato di conformità degli impianti elettrico e di riscaldamento (D.M.37/2008), il libretto d’impianto termico (DPR 412/94), verifiche periodiche della messa a terra e degli impianti contro le scariche atmosferiche (DPR 462/01) effettuato con ente autorizzato dal Ministero delle Attività Produttive;

– Richiedere il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) se l’azienda rientra nell’elenco delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011); in ogni caso l’azienda si deve dotare di idonei mezzi di estinzione;

– In caso di costruzione, realizzazione, ampliamenti o ristrutturazioni di edifici o locali, ove è prevista la presenza di più di tre lavoratori, presentare una notifica all’Organo di vigilanza ai sensi dell’articolo 67 del D.lgs. 81/08.

Ricordiamo che anche in caso di lavori in cantiere (D. Lgs. 81/2008 titolo IV):

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo (in presenza di due imprese) di nominare il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori il quale deve essere in possesso di specifici requisiti;

– il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo, prima dell’affidamento dei lavori, di verificare dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese o lavoratori autonomi coinvolti nei lavori;

– il coordinatore per la progettazione ha l’obbligo di redigere il PSC (piano di sicurezza e coordinamento), e il fascicolo tecnico contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori;

– Il committente o responsabile dei lavori ha l’obbligo di redigere la notifica preliminare prima dell’inizio lavori;

– Le imprese esecutrici hanno l’obbligo di redigere il POS;

– Il datore di lavoro dell’impresa affidataria ha l’obbligo di:

– vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati

– vigilare sull’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del PSC

– coordinare gli interventi finalizzati all’attuazione delle misure generali di tutela

– verificare la congruenza dei POS delle imprese esecutrici rispetto al proprio.

I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

Per ulteriori informazioni, contattare:

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Riconoscere la situazione di emergenza, chiamare il 118 e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, agire con manovre che s130927-1638-cuore2ostituiscono le funzioni vitali interrotte (BLS: Basic Life Support ovvero supporto di base delle funzioni vitali ) e, se è disponibile un defibrillatore, tentare di ripristinare il battito cardiaco con la defibrillazione. Tutti possono imparare ad intervenire in caso di arresto cardiaco.

Tecna organizza il corso completo BLSD e il retraining in collaborazione con CRI di Parma. Ci proponiamo per diffondere le manovre di BLS e defibrillazione precoce tra la popolazione (personale non medico) , nel rispetto della normativa in vigore ( D.M. del 18 marzo 2011, Accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 e Linee Guida ERC 2015).

Gli obiettivi specifici della formazione sono la rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) in età adulta e pediatrica (in brevità FULL D) e la disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Durata del corso: 5 ore corso completo da aggiornare ogni 24 mesi con il retraining di 3 ore.

Il DM del 18 marzo 2011, n. 120 definisce che tutto il personale sanitario non medico, nonche’ del personale non sanitario, che utilizza il defibrillatore semiautomatico (DAE), deve essere in possesso di idonea formazione validata e sistematicamente verificata.

Non vige l’obbligo per tutte le aziende di dotarsi del Defibrillatore semiautomatico (DAE), ma va valutata, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l’ opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture:

  1. luoghi in cui si pratica attività sanitaria e sociosanitaria:
    strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;
  2. luoghi in cui si pratica attività sportiva agonistica e non agonistica anche a livello dilettantistico (DM 24 aprile 2013, art. 5 comma 3), attivita’ ricreativa ludica:
    auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;
  3. luoghi dove vi e’ presenza di elevati flussi di persone o attivita’ a rischio:
    grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
  4. luoghi che richiamano un’alta affluenza di persone e sono caratterizzati da picchi notevoli di frequentazione:
    centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche;
    strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza;
    strutture di Enti pubblici: scuole, universita’, uffici;
    postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
    le farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.

Per informazioni relative ai corsi: tel. 0521.030551 – info@tecnaparma.it

 

In attuazione alla delibera di Giunta Regionale n°828 del 12/06/2017, capitolo 4.2, il Dipartimento di Sanità Pubblica (DPS) e gli enti comunalivirus-c3ccd3e1 della provincia di Parma, stanno promuovendo la realizzazione e la tenuta di un apposito “Catasto” delle torri di raffreddamento a umido e dei condensatori evaporatori esistenti sul territorio di competenza, per la sorveglianza ed il controllo della legionellosi.

Alle imprese con sede nei comuni interessati dalle ordinanze sindacali, viene chiesto di comunicare, entro 30 giorni, la presenza delle suddette apparecchiature, attraverso la compilazione e l’invio della “Scheda Catasto Torri Di Raffreddamento/Condensatori Evaporativi”.

Le informazioni che vengono richieste sono:

  1. ubicazione e destinazione dell’edificio;
  2. destinazione dell’impianto termico;
  3. trattamento dell’acqua di raffreddamento dell’impianto: origine dell’acqua e trattamenti acqua esistenti;
  4. valutazione del rischio legionella;
  5. controllo sugli impianti: presenza di un piano di campionamenti per ricerca di legionella frequenza interventi di pulizia e drenaggio;
  6. responsabile dell’impianto.

Le informazioni raccolte saranno utilizzate dai DPS anche per la predisposizione dei piani di attività.

Tecna Srl è a disposizione delle Aziende interessate, sia per il supporto utile alla compilazione della “Scheda Catasto” che per la consulenza sulla prevenzione della legionella. Per ogni informazione è possibile contattare telefonicamente allo 0521 030551 oppure via email a info@tecnaparma.it.

Legionellen - 3d rendered illustration